Programma anti spread inutile per l’Italia?

di Roberto R Commenta

 Il programma anti-spread? Per l’Italia è inutile. Parola del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che durante il recente Workshop Ambrosetti ha voluto rassicurare sulle condizioni economico finanziarie dell’Italia, ricordando che il nostsro Paese non ha “assolutamente bisogno di chiedere” il piano anti-spread della Bce. “Siamo sulla buona strada. Sicuramente i risultati li stiamo ottenendo, ma non possiamo ancora ritenerci soddisfatti” – ha precisato poi il ministro, sottolineando che “le difficoltá sono evidenti a tutti”.

Con dichiarazioni riportate nell’edizione online di Milano Finanza, il ministro Grilli ha poi parlato di quanto varato da Mario Draghi. “Ho condiviso sia l’analisi che la strategia della proposta” della Bce – ha spiegato il ministro , manifestando il proprio apprezzamento per l’annuncio del presidente Mario Draghi (qui invece i commenti positivi della Bce sui risultati compiuti dall’Italia).

“Il Board dell’Eurotower” – commenta in merito Milano Finanza – “ha deciso che il piano anti-spread sarà condizionato alla richiesta di aiuto da parte dei Paesi in crisi ai Fondi salva Stati dell’Eurozona. Solo successivamente la Banca centrale europea avvierà il programma, attraverso il quale acquisterà titoli di Stato fino a tre anni sul mercato secondario. Si tratta di acquisti illimitati e sterilizzati che permetteranno di tenere a freno i costi di finanziamento dei Paesi in crisi”.

L’intervento della Bce, tuttavia, almeno nell’ambito dei singoli piani anti-spread, dovrebbe essere coordinato attraverso il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale. “Non è ancora chiaro quale ruolo avrà effettivamente l’Fmi” – aggiunge il quotidiano nella versione on line – “Olli Rehn, commissario europeo agli Affari economici e monetari, anch’egli presente al Workshop Ambrosetti, non ha sciolto i dubbi, limitandosi a ricordare che Bruxelles “apprezza la professionalità e la competenza del Fondo e in futuro continuerà a lavorare in cooperazione con l’Fmi”. Sia nelle regole “dell’Esm che nella decisione della Banca centrale europea sull’Omt (Outright monetary transactions, ndr) è previsto il coinvolgimento dell’Fmi e noi lavoreremo in base a queste regole”, ha precisato il commissario”.

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