Il boom degli investimenti in orologi di lusso

Non sono soltanto i francobolli a rappresenta un interessante bene rifugio in questi tempi di crisi: anche gli orologi di lusso rappresentano una valida alternativa in tal senso, tanto che il settore si è dimostrato più remunerativo di quanto si pensasse. L’ultima analisi che è stata condotta da Monte dei Paschi di Siena è emblematica, visti che ha messo in luce gli ultimi sei anni di aste, con numeri davvero importanti. Anzitutto, in questo periodo temporale i rialzi sono stati all’ordine del giorno (l’unica eccezione è stata quella del 2009, in concomitanza con la recessione economica).

Di conseguenza, un indice di spessore come l’Mps Fine Watches Market è stato in grado di guadagnare ben ottantasette punti percentuali nel giro di sei anni (vale a dire un +14,5% annuo), con l’ultimo di essi che ha fatto registrare un incremento addirittura superiore al 31%. Nel già citato 2009, al contrario, i collezionisti si sono comportati in maniera differente, focalizzando la loro attenzione sui pezzi più pregiati in assoluto. Non sempre i cataloghi riescono ad essere rappresentativi e ricchi dal punto di vista quantitativo, ma la tenuta del valore medio di questi beni in asta è davvero strategico. In quali paesi si è sviluppata tale tendenza?

La Svizzera non poteva che farla da padrona, tanto da conquistare una quota di ben quarantadue punti percentuali, dunque molto vicina alla metà dell’intero mercato. Anche Hong Kong, però, si è comportata in maniera egregia, mentre New York è stata capace di compensare il ridimensionamento evidente degli ultimi anni. L’invenduto è stato ultimamente pari al 16,6% per ogni singolo lotto, mentre la percentuale scende poco al di sopra del 15% in relazione al valore. D’altronde, gli investitori interessati possono fare affidamento su una offerta molto selezionata, una risposta più che valida alla crisi globale, ma con rendimenti superiori rispetto agli indici Mps che osservano da vicino le performance di gioielli e arte.

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