Insider trading, una realtà sempre più diffusa in Italia

di Simone Commenta

Se la nostra finanza sta vivendo uno dei momenti più difficili della propria storia, una buona fetta delle responsabilità spetta sicuramente alla diffusione dell’insider trading in Italia: questo termine è sempre più utilizzato nelle cronache economiche e sta a indicare la compravendita di azioni, bond e altri strumenti derivati da parte di soggetti che sono a conoscenza di informazioni riservate e non di pubblico dominio, con un evidente vantaggio rispetto agli altri investitori. Si tratta di un reato vero e proprio quando viene considerato in senso stretto, ma come si spiega la sua diffusione dalle nostre parti. Tale operazione, insieme alle truffe e alle frodi finanziarie non conoscono purtroppo crisi. Secondo gli ultimi dati che sono stati pubblicati, la Securities and Exchange Commission (meglio conosciuta con l’acronimo Sec, la Consob statunitense) ha archiviato nel corso di quest’anno ben 735 procedimenti, un record davvero pericoloso se ci si pensa bene.

Per l’appunto, l’insider trading rappresenta una buona percentuale di questo totale, visto che le procedure complessive ad esso ricollegabili sono state cinquantasette. Il 2012, inoltre, non dovrebbe fornire spunti ottimistici, visto che il fenomeno proseguirà imperterrito. Con le debite proporzioni, il caso italiano è ugualmente preoccupante. In effetti, l’ultima analisi che è stata condotta dal Laboratorio Frodi grazie alla preziosa collaborazione tra PricewaterhouseCoopers e l’Osservatorio di Revisione della Bocconi, ha messo in luce un incremento deciso della contraffazione e della pirateria commerciale, a fronte di un ambiguo calo delle condanne per reati come la concussione e la corruzione.

Inoltre, almeno fino a tre anni fa i reati salienti dal punto di vista economico finanziario sono aumentati in media di sette punti percentuali ogni anno (in totale il 36% per la precisione), con il ritmo di ben 16.700 condanne ogni dodici mesi. L’ultimo coinvolgimento di questo tipo è stato quello del caso Parmalat-Lactalis, con una inchiesta appena avviata e intenzionata a ricercare la verità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>