Banco Popolare: diverse opzioni per aumentare il Core Tier 1

di Simone Commenta

L’utile netto del Banco Popolare nei primi nove mesi di questo anno non è stato certo incoraggiante: il gruppo cooperativo di Verona ha fatto registrare in effetti un ammontare pari a 324 milioni di euro, mentre esattamente 365 giorni fa lo stesso valore era decisamente superiore (467 milioni per la precisione). Bisogna comunque sottolineare che questo dato era stato influenzato nel 2010 dai crediti per imposte anticipate, in riferimento a un altro istituto di credito, Banca Italease. La banca veneta non può invece lamentarsi dei proventi operativi, rimasti sostanzialmente invariati. Per quel che riguarda, poi, il Core Tier 1, vale a dire la componente primaria di capitale, è stata raggiunta quota 6,5%, ma tale percentuale è destinata ad aumentare ancora nel corso dei prossimi mesi. Cosa intende fare, dunque, nell’immediato futuro il Banco Popolare?

L’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti ha fatto sapere di essere intenzionato a vendere una quota della compagnia di prestiti e finanziamenti Agos-Ducato, anche perché i negoziati che erano stati instaurati con i francesi di Crédit Agricole non sono andati a buon fine. Il vantaggio in termini economici di una operazione simile dovrebbe essere pari a 107 punti base. A questo punto, l’assemblea dovrà modificare il regolamento del titolo obbligazionario destinato alla vendita in questione, optando invece per un maggior numero di titoli azionari che dovranno supportare il tutto.

L’Eba (European Banking Authority) ha aggiunto altri dati fondamentali in tal senso: ad esempio, il rischio relativo al debito sovrano potrà essere affrontato in maniera adeguata soltanto con un capitale complessivo di 2,8 miliardi di euro, altrimenti le minacce diventeranno incombenti. L’obiettivo che Banco Popolare deve raggiungere è quindi piuttosto ambizioso, ma le iniziative intraprese sono rivolte proprio in questa direzione; oltre alla conversione del bond di cui si è già parlato, bisogna anche aggiungere i nuovi modelli che saranno adottati per valutare i rischi di mercato (altri ottanta punti base di beneficio).

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