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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; tasso inflazione Italia</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Istat, giù la fiducia delle imprese italiane. E intanto la BCE prepara un nuovo aumento dei tassi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 22:15:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;indagine congiunturale Istat relativa alla fiducia delle imprese italiane mostra a maggio un rallentamento superiore alle aspettative. Lo annuncia Istat, il cui indice sul morale delle aziende passa a 101,3 [...]]]></description>
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</script><p>L&#8217;indagine congiunturale Istat relativa alla fiducia delle imprese italiane mostra a maggio un rallentamento superiore alle aspettative. Lo annuncia Istat, il cui indice sul morale delle aziende passa a 101,3 da 102,6 &#8211; rivisto da 103,0 &#8211; di aprile, rispetto al consensus Reuters per una mediana di 102,5. Istat rileva un peggioramento dei giudizi sugli ordini e sulla produzione, mentre resta invariata la valutazione sulle scorte di magazzino.</p>
<p><strong>La BCE e i tassi di interesse</strong><br />
La Banca centrale europea è pronta ad alzare i tassi di interesse ancora, «<em>se necessario</em>», per prevenire il persistere dell&#8217;inflazione nella zona Euro. Juergen Stark, membro del comitato esecutivo della Bce, lo ribadisce in un&#8217;intervista al quotidiano greco Kathimerini. E lo stesso fa il presidente in pectore dell&#8217;Eurotower Mario Draghi, invocando una normalizzazione della politica monetaria normale per contrastare la corsa dei prezzi che &#8211; dice &#8211; mina la crescita globale.</p>
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		<title>Inflazione in aumento: aumentano trasporti e servizi, allarme dei consumatori</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 12:14:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ad aprile l&#8217;Istat conferma la stima provvisoria dell&#8217;inflazione, l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettività, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% rispetto al mese di marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/05/Inflazione-in-aumento-aumentano-trasporti-e-servizi-allarme-dei-consumatori.jpg?9f281a" alt="Inflazione-in-aumento-aumentano-trasporti-e-servizi-allarme-dei-consumatori" class="left"/>Ad aprile l&#8217;Istat conferma la stima provvisoria dell&#8217;inflazione, l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera collettività, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% rispetto al mese di marzo 2011 e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente (era +2,5% a marzo 2011). L&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione registrata ad aprile, spiega l&#8217;Istat, risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei servizi relativi ai trasporti. Inoltre, un importante effetto sulla dinamica crescente dell&#8217;indice generale deriva dall&#8217;andamento dei beni energetici regolamentati. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano dello 0,3% su base congiunturale e del 3,3% rispetto all&#8217;anno precedente (era +3,2% a marzo 2011).<br />
<span id="more-7026"></span><br />
<strong>I rialzi più consistenti</strong><br />
Un più forte rialzo su base mensile si rileva per i prezzi dei prodotti a media frequenza d&#8217;acquisto (+1,0%), che crescono del 2,4% rispetto ad aprile 2010. Un dato da rileggere anche confrontandolo con i dati europei. Nell&#8217;Ue a 27, secondo l&#8217;Eurostat, il tasso di inflazione annuo è salito al 3,2%, rispetto al 3,1% di marzo; 0,5% su base congiunturale. In Italia il tasso su anno è stato del 2,9%, in salita rispetto al 2,8% del mese precedente, mentre su mese dell&#8217;1%.<br />
Un &#8220;<em>dato gravissimo e inaccettabile</em>&#8221; per la Federconsumatori che si dice preoccupata per la corsa dei prezzi del &#8216;carrello della spesa&#8217;, cioé di quello che viene acquistato con maggior frequenza: il tasso di inflazione, in questo caso, e&#8217; cresciuto del 3,3%.</p>
<p><strong>L&#8217;accisa sui carburanti</strong><br />
&#8220;<em>Una situazione estremamente grave, che il Governo ha contribuito a peggiorare con l&#8217;aumento dell&#8217;accisa sui carburanti</em>&#8221; dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che precisano: &#8220;<em>i cittadini rivendicano azioni determinate e responsabili. Ecco perché è indispensabile rilanciare la domanda di mercato e avviare una ripresa dell&#8217;economia</em>&#8220;.</p>
<p><strong>A rischio le ferie degli italiani</strong><br />
Il Codacons prevede poi una stangata senza precedenti poi per chi andrà in vacanza, mentre &#8220;il <em>40% degli italiani quest&#8217;anno non potrà permettersi neanche una settimana di ferie</em>&#8220;. Per chi partirà, invece, avverte il Codacons, pagherà, rispetto alle vacanze del 2010, il 12 % in più. &#8220;<em>Amara sopresa anche per chi ha tentato di mettersi al riparo dall&#8217;inflazione, a causa dell&#8217;adeguamento carburante che determinerà una quota aggiuntiva media di 90 euro a persona, ossia 360 euro a famiglia</em>&#8220;, conclude il Codacons.</p>
<p><strong>Il crollo dei consumi</strong><br />
A causa dell&#8217;inflazione diminuiscono, secondo un&#8217;indagine di Coldiretti, i consumi di frutta (-9%), pesce (-8%), pane (-7%), latticini (-6%) e carni bovine (-5%). Nel primo bimestre del 2011, sono stati invece molto positivi, secondo l&#8217;analisi, gli acquisti direttamente dal produttore (+28%) e la spesa di prodotti biologici confezionati (+13%), che segnala una forte attenzione alla qualità dei prodotti e ai canali alternativi come dimostrano i 715 mercati degli agricoltori di &#8216;Campagna Amica&#8217;, visitati da oltre otto milioni di italiani in un anno. Coldiretti precisa che gli acquisti di tutti i prodotti alimentari risultano in calo anche se a tenere maggiormente sono i vini (-1,3%), le carni di pollo (-1,9%), la pasta di semola (-2,3%), ortaggi e patate (-2,6%) e carni suine e derivati (-2,7%).</p>
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		<title>Inflazione: ad aprile aumento al 2,6 per cento. Tariffe di luce e gas alle stelle</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 12:47:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tasso d&#8217;inflazione ad aprile e&#8217; salito al 2,6%, dal 2,5% di marzo. Lo rileva l&#8217;Istat nelle stime provvisorie che indicano un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,5%. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Inflazione-ad-aprile-aumento-al-26-per-cento.-Tariffe-di-luce-e-gas-alle-stelle.gif?9f281a" alt="Inflazione-ad-aprile-aumento-al-26-per-cento.-Tariffe-di-luce-e-gas-alle-stelle" class="left"/>Il tasso d&#8217;inflazione ad aprile e&#8217; salito al 2,6%, dal 2,5% di marzo. Lo rileva l&#8217;Istat nelle stime provvisorie che indicano un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,5%. Il tasso annuo e&#8217; il piu&#8217; alto da novembre 2008, quando l&#8217;inflazione si attesto&#8217; al 2,7%, quello congiunturale e&#8217; il maggiore dal luglio 2008. L&#8217;accelerazione di aprile risente delle tensioni sui prezzi dei servizi relativi ai trasporti e della dinamica dei beni energetici non regolamentati (adeguamento delle tariffe elettricita&#8217; e gas). E&#8217; da dicembre 2010 che prosegue la crescita tendenziale dell&#8217;inflazione.<br />
<span id="more-6926"></span><br />
<strong>La disoccupazione</strong><br />
Il tasso di disoccupazione a marzo risale attestandosi all&#8217;8,3%, in crescita di un decimo di punto percentuale rispetto a febbraio, quando segno&#8217; una lieve flessione. Lo rileva l&#8217;Istat nelle stime provvisorie (dati destagionalizzati), aggiungendo che su base annua si registra, invece, una diminuzione di 0,2 punti percentuali<br />
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo e&#8217; aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua. Lo comunica l&#8217;Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che la risalita arriva dopo la riduzione registrata a febbraio.</p>
<p><strong>Il tasso di occupazione</strong><br />
Il tasso di occupazione a marzo e&#8217; pari al 57,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali sia rispetto a febbraio sia a marzo 2010, tornando cosi&#8217; al livello di gennaio 2010. Lo rileva l&#8217;Istat nelle stime provvisorie, in base a dati destagionalizzati, spiegando che, quindi &#8216;si osserva un aumento della partecipazione al mercato del lavoro, con una crescita sia della disoccupazione che dell&#8217;occupazione&#8221;. Di conseguenza scende il tasso di inattivita&#8217;, che si attesta al 37,7% (-0,3% punti percentuali su base mensile e -0,1 punti su base annua).<br />
 A marzo 2011 gli occupati sono 22,977 milioni, in aumento dello 0,5%, piu&#8217; 111 mila unita&#8217;, rispetto a febbraio. Lo comunica l&#8217;Istat nelle stime provvisorie aggiungendo che nel confronto con l&#8217;anno precedente l&#8217;occupazione e&#8217; in crescita dello 0,6%, ovvero di 141 mila unita&#8217;. L&#8217;Istituto spiega che l&#8217;aumento registrato nel mese e&#8217; dovuto sia alla componente maschile, sia, e soprattutto, a quella femminile.</p>
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		<title>Pasqua 2011 salata: rincari su tutti i dolci tradizionali</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 05:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Raffica di aumenti per tradizionali dolci di Pasqua che gli italiani si preparano a mettere in tavola tra tre settimane: secondo i calcoli dell&#8217;Osservatorio di Federconsumatori quest&#8217;anno gli aumenti medi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Pasqua-2011-salata-rincari-su-tutti-i-dolci-tradizionali.jpg?9f281a" alt="Pasqua-2011-salata-rincari-su-tutti-i-dolci-tradizionali" class="left"/>Raffica di aumenti per tradizionali dolci di Pasqua che gli italiani si preparano a mettere in tavola tra tre settimane: secondo i calcoli dell&#8217;Osservatorio di Federconsumatori quest&#8217;anno gli aumenti medi dei prezzi saranno tra il 7% e l&#8217;8% con picchi del 12-13% per le uova di cioccolato grandi di marca e la fesa di tacchino. Potrebbero aumentare anche le confezioni di uova fresche da sei (del 15%) e quella da 10 (il 10%).<br />
Per le uova di marca da 220 grammi &#8211; sottolineano i consumatori gli aumenti potrebbero raggiungere il 12% mentre i prezzi potrebbero crescere solo del 4% per le uova piccole sempre di marca.<br />
<span id="more-6761"></span><br />
<strong>Gli aumenti sui prodotti tradizionali</strong><br />
Per gli ovetti piccoli con sorpresa l&#8217;aumento atteso dovrebbe essere del 6% mentre gli ovetti di cioccolata venduti al chilo si stima una crescita del 5%. Per la colomba normale c&#8217;e&#8217; una stima di crescita del prezzo del 5% mentre la colomba farcita dovrebbe costare il 7% in piu&#8217; del 2010. Tra i prodotti di carne volano i prezzi del tacchino (+13%) e del petto di pollo (+10%) mentre l&#8217;abbacchio si limita a un 5% in piu&#8217; sul 2010 e il coniglio a un 4% in piu&#8217;.</p>
<p><strong>Attenzione agli sprechi e occhio alle offerte</strong><br />
I consumatori ricordano alle famiglie l&#8217;utilita&#8217; di non farsi prendere la mano e di non esagerare con gli acquisti (alla fine delle feste gran parte dei prodotti rischia di finire nella spazzatura quasi integro), di non aspettare l&#8217;ultimo momento per le compere e di approfittare delle offerte nei punti vendita perche&#8217; si puo&#8217; risparmiare fino al 20%. Attenzione infine alle sorprese nelle uova, al marchio CE che garantisce la sicurezza dei materiali utilizzati e all&#8217;eta&#8217; consigliata per il giocattolo evitando che sia inadeguato al bambino al quale e&#8217; destinato.</p>
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		<title>Caro colazione: al bar quasi due euro per caffè e cornetto</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 09:16:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi economica Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Prezzi in salita con aumenti ben oltre l&#8217;inflazione per la prima colazione al bar. Quest&#8217;anno per un caffè e un cornetto si arrivano a spendere quasi 2 euro, il 13,5% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prezzi in salita con aumenti ben oltre l&#8217;inflazione per la prima colazione al bar. Quest&#8217;anno per un caffè e un cornetto si arrivano a spendere quasi 2 euro, il 13,5% in più e, non va meglio a casa dove si risparmia qualcosa ma si spende sempre molto per il lievitare dei costi di tutti i prodotti, con rincari medi del 3%.<br />
A fare una vera e propria fotografia dei prezzi della prima colazione è un&#8217;indagine condotta dall&#8217;associazione dei consumatori Adoc, diffusa dall&#8217;ADNKRONOS. &#8220;<em>La crisi si avverte sin dal mattino mentre si fa colazione</em> &#8211; dichiara Carlo Pileri, presidente dell&#8217;Adoc &#8211; <em>tra le mura domestiche i rialzi maggiori li hanno subiti la frutta (+11,1%), i succhi di frutta (+7,6%), le merendine preconfezionate (+7,3%) e il burro (+5,5%). Rincari anche per lo zucchero (+2,9%), il miele (+3,4%), il latte (+1,8%), i cereali (+1,9%). Solo le fette biscottate e il pancarré sono rimasti stabili</em>&#8220;.<br />
<span id="more-6721"></span><br />
<strong>Caffè e cornetto</strong><br />
Ma anche la colazione al bar registra aumenti significativi. &#8220;<em>Un classico caffè e cornetto costa il 13,5% in più rispetto all&#8217;anno scorso,</em> &#8211; osserva ancora Pileri &#8211; <em>il cappuccino è aumentato del 9%, un panino del 6,4%, un tramezzino del 2,3%. Rincarano anche i prodotti a base di orzo: +3,7% per il cappuccino, e i decaffeinati. Stabili il tè e il caffè al ginseng</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Come cambia lo stile di vita</strong><br />
I rincari incidono non solo sul portafogli, ma anche sugli stili di vita degli italiani: secondo un sondaggio dell&#8217;Adoc è in aumento il numero degli italiani che la mattina non fa colazione, una scelta condivisa dal 15% dei consumatori, il 7% in più dal 2007, quando iniziò la crisi. I prezzi elevati dei bar spingono poi l&#8217;86% dei consumatori a fare abitualmente, almeno 5 giorni a settimana, colazione a casa. Percentuale che scende al 77% nel weekend e durante le feste.<br />
L&#8217;Adoc traccia anche un profilo delle tipologie di colazione degli italiani. Il 60% dei consumatori prepara una colazione semplice, composta da una bevanda e da un alimento, il 23% l&#8217;arricchisce con una bevanda o un alimento in più, solo l&#8217;11% la fa abbondante, con una o due bevande e due o più alimenti. Mentre il 6% la consuma minima, optando per una sola bevanda o un solo alimento.</p>
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		<title>Inflazione ai massimi dal 2008: +2,4 per cento in un anno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 06:30:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuova impennata dell&#8217;inflazione che a febbraio ha fatto registrare un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente (era +2,1% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Inflazione-ai-massimi-dal-2008-+24-per-cento-in-un-anno.jpg?9f281a" alt="Inflazione-ai-massimi-dal-2008-+24-per-cento-in-un-anno" class="left"/>Nuova impennata dell&#8217;inflazione che a febbraio ha fatto registrare un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011). E&#8217; il dato definitivo diffuso oggi dall&#8217;Istat, che conferma la stima provvisoria. L&#8217;inflazione acquisita per il 2011 e&#8217; pertanto pari all&#8217;1,5%. Su base annua, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, l&#8217;inflazione di fondo e&#8217; pari all&#8217;1,7%, in accelerazione rispetto all&#8217;1,4% di gennaio 2011. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi al consumo sale all&#8217;1,8% dall&#8217;1,5% di gennaio 2011. Sul piano tendenziale, l&#8217;Istat segnala come la crescita dei prezzi dei beni salga al 2,6% dal 2,5% del mese precedente, mentre quella dei prezzi dei servizi si porta all&#8217;1,9%, con un&#8217;accelerazione di quattro decimi di punto percentuale rispetto a gennaio 2011 (+1,5%).<br />
<span id="more-6661"></span><br />
<strong>I prezzi dei servizi</strong><br />
L&#8217;accelerazione dell&#8217;inflazione registrata a febbraio risente &#8211; spiega l&#8217;Istat &#8211; in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei servizi. I maggiori incrementi dei prezzi rispetto a gennaio riguardano i Trasporti (+0,8%), l&#8217;Abitazione, acqua, elettricita&#8217; e combustibili (+0,6%), i Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%) e i Servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%). Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano le divisioni Trasporti (+5,3%), Abitazione, acqua, elettricita&#8217; e combustibili (+4,4%) e Altri beni e servizi (+3,0%). Quelli piu&#8217; contenuti le divisioni Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4%) e Servizi sanitari e spese per la salute (+0,6%). In flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,6%).</p>
<p><strong>L&#8217;allarme delle associazioni dei consumatori</strong><br />
Le associazioni dei consumatori lanciano l&#8217;allarme: con i nuovi rialzi le famiglie rischiano una stangata da 1200 euro annui. Se anche l&#8217;inflazione si fermasse a questo livello per tutto il resto dell&#8217;anno &#8211; sottolinea il Casper &#8211; Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, evidenziando come &#8211; si tratterebbe di una crescita della spesa da 915 euro all&#8217;anno per una famiglia media italiana. A questa cifra, pero&#8217;, vanno aggiunti gli incrementi dei prezzi alla pompa dovuti alla crisi libica che avranno ripercussioni pari a 300 euro annui a famiglia, per un totale di 1205 euro annui.</p>
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		<title>Prezzi alla produzione di gennaio ai massimi dal settembre 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 22:10:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[prezzi alla produzione]]></category>
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		<description><![CDATA[I prezzi alla produzione sono saliti nel mese di gennaio dell&#8217;1,1% su mese e del 5,1% su anno, segnando la crescita tendenziale più alta da settembre 2008. Lo rende noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Prezzi-alla-produzione-di-gennaio-ai-massimi-dal-settembre-2008.jpg?9f281a" alt="Prezzi-alla-produzione-di-gennaio-ai-massimi-dal-settembre-2008" class="left"/>I prezzi alla produzione sono saliti nel mese di gennaio dell&#8217;1,1% su mese e del 5,1% su anno, segnando la crescita tendenziale più alta da settembre 2008. Lo rende noto l&#8217;Istat, aggiungendo che nel mese di dicembre i prezzi alla produzione erano saliti dello 0,6% su mese e del 4,5% su base annuale. I prodotti venduti sul mercato interno registrano un aumento dell&#8217;1,1% rispetto a dicembre 2010 e del 5,2% su gennaio 2010. Al netto del comparto energetico, gli aumenti sono pari a 0,9 e 4%. Il contributo maggiore alla crescita tendenziale dell&#8217;indice dei beni venduti sul mercato interno viene dai prodotti intermedi (+2,4 punti percentuali).<br />
<span id="more-6571"></span><br />
I più elevati tassi di crescita tendenziali dei prezzi alla produzione dei prodotti venduti sul mercato interno riguardano i settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,5%) e i prodotti in metallo (+9,8%).</p>
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		<title>Caro affitti: a Milano non si fanno sconti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 08:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si fanno sconti a Milano in tema di affitti: nonostante lo scandalo di affittopoli, nel 2010 i prezzi degli affitti sono cresciuti del 2,4% (contro l&#8217;1,5% rilevato dall&#8217;Istat), a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Caro-affitti-a-Milano-non-si-fanno-sconti.jpg?9f281a" alt="Caro-affitti-a-Milano-non-si-fanno-sconti" class="left"/>Non si fanno sconti a Milano in tema di affitti: nonostante lo scandalo di affittopoli, nel 2010  i prezzi degli affitti sono cresciuti del 2,4% (contro l&#8217;1,5% rilevato dall&#8217;Istat), a ritmi maggiori del tasso d’inflazione. Secondo l’analisi condotta dalla divisione studi di idealista.it, su un offerta di 3626 immobili del capoluogo meneghino, il prezzo medio degli immobili in affitto nel capoluogo meneghino è di 14,7 euro/m2.<br />
Anche se il canone per un appartamento di 75 m2 &#8211; lo standard dell’offerta cittadina – supera mediamente i 1.100 euro al mese, l’anno appena trascorso ha segnato un ritorno d’interesse per gli affitti, incentivati dalla stretta creditizia operata dalle banche e il conseguente mancato acquisto di case.<br />
<span id="more-6547"></span><br />
<strong>I quartieri con maggior aumenti</strong><br />
Tra i quartieri che salgono, fiera-de angeli (16,2%; 16,5 euro/m²) hanno registrato la crescita maggiore negli ultimi dodici mesi, seguiti da greco-turro (8,6%; 13 euro/m²), spinta dalla “migrazione” di tanti studenti universitari verso la bicocca, e città studi-lambrate (6%; 14,3 euro/m²), quartiere sempre universitario ma di lusso. In terreno positivo anche lorenteggio-bande nere (3,3%; 12,2 euro/m²) e chiesa rossa-gratosoglio (0,2%; 12,3 euro/m²), rimasta sugli stessi valori di un anno fa.</p>
<p><strong>Le aree meno care</strong><br />
Nove delle 14 zone monitorate hanno registrato variazioni a ribasso: per comasina-bicocca (-0,5%, 11,8 euro/m²), corvetto-rogoredo (-1,4%; 12 euro/m²) e famagosta barona (-1,7%; 13,1 euro/m²), ma si è trattato di semplici aggiustamenti. I cali veri sono diffusi a livello cittadino, a partire da certosa (-2,8%), quartiere tra i più economici con i suoi 12 euro/m², alle vie del centro (-4,3/; 20,3 euro/m²) dove i metri quadri invece valgono oro. Chiudono in saldo negativo porta vittoria (-4,6%; 15 euro/m²), navigli-bocconi (-5,2%; 15,6 euro/m²), forlanini (-9,4%; 12,1 euro/m²) e garibaldi-porta venezia (-12%; 14,7 euro/m²). </p>
<p><strong>Previsti affitti ancora in aumento</strong><br />
Secondo vincenzo de tommaso, portavoce di idealista.it “<em>con il nuovo anno è ipotizzabile un incremento dell’offerta di locazioni da parte dei proprietari che hanno preferito il rendimento sicuro degli immobili a una compravendita con la prospettiva di dover concedere forti sconti. la formula della cedolare è destinata a rafforzare questa tendenza aprendo il mercato e rendendolo più concorrenziale a vantaggio dei locatari. in questa situazione aumenteranno le richieste di negoziabilità. andranno ruba gli immobili con un buon rapporto qualità prezzo</em>”. </p>
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		<title>Diminuisce il potere d&#8217;acquisto degli italiani: le statistiche Istat</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 08:59:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[potere di acquisto salari]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[tasso inflazione Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Scende il potere d’acquisto delle famiglie italiane nel terzo trimestre dell’anno. L’Istat rileva che è diminuito di mezzo punto percentuale sia rispetto al trimestre precedente che al corrispondente trimestre del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/01/Diminuisce-il-potere-dacquisto-degli-italiani-le-statistiche-Istat.jpg?9f281a" alt="Diminuisce-il-potere-dacquisto-degli-italiani-le-statistiche-Istat" class="left"/>Scende il <strong>potere d’acquisto</strong> delle famiglie italiane nel terzo trimestre dell’anno. L’Istat rileva che è diminuito di mezzo punto percentuale sia rispetto al trimestre precedente che al corrispondente trimestre del 2009. Nel complesso, da gennaio a settembre 2010c’è stata una riduzione del <strong>potere d’acquisto</strong> dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; nei primi nove mesi del 2009 la perdita di <strong>potere d’acquisto</strong> era stata molto più incisiva e pari al -3,2%. Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato invece dell’1,4%, a fronte di un incremento del 2,4 % della spesa delle famiglie per consumi finali.<br />
<span id="more-6221"></span><br />
<strong>Il risparmio delle famiglie</strong><br />
Nel terzo trimestre del 2010 la propensione al risparmio delle famiglie è stata pari al 12,1%, in diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,9 punti rispetto al terzo trimestre del 2009. La flessione del tasso di risparmio è il risultato, in questo trimestre, di una stasi del reddito disponibile, cui si accompagna una dinamica positiva della spesa per consumi. Infatti il reddito disponibile delle famiglie nel terzo trimestre 2010 non si è modificato rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa delle famiglie per consumi finali ha segnato un aumento dello 0,8 per cento. </p>
<p><strong>Gli investimenti delle famiglie</strong><br />
Il tasso di investimento delle famiglie nel terzo trimestre 2010 si è attestato all’8,8%, superiore di appena 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,3 punti rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Gli investimenti delle famiglie sono aumentati solo dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre hanno mostrato una dinamica più vivace in termini tendenziali (+4,7%).</p>
<p><strong>Il risultato lordo di gestione</strong><br />
Nel terzo trimestre 2010 la quota di profitto delle società non finanziarie si è attestata al 41,7%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente: il risultato lordo di gestione ha registrato una crescita del 2,8%, superiore all’aumento dell’1,8% mostrato dal valore aggiunto. In termini tendenziali il recupero del tasso di profitto è più marcato (+1,6 punti percentuali), per effetto di una dinamica del risultato lordo di gestione (+7,1%) decisamente più vivace di quella del valore aggiunto, aumentato del 3%.</p>
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		<title>Crisi economica, a che punto è l&#8217;Italia: tassi, inflazione, occupazione e debito</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 09:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politiche economiche europa]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa economica]]></category>
		<category><![CDATA[tasso inflazione Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[I tassi d&#8217;interesse dell&#8217;area euro continuano ad essere &#8221;adeguati&#8221;, con prospettive d&#8217;inflazione &#8221;moderate&#8221; e una &#8221;dinamica di fondo della ripresa che rimane positiva&#8221;. Lo scrive la Banca centrale nel bollettino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tassi d&#8217;interesse dell&#8217;area euro continuano ad essere &#8221;adeguati&#8221;, con prospettive d&#8217;inflazione &#8221;moderate&#8221; e una &#8221;<em>dinamica di fondo della ripresa che rimane positiva</em>&#8221;. Lo scrive la Banca centrale nel bollettino di dicembre, evidenziando tuttavia che la dinamica della ripresa presenta &#8221;incertezze&#8221;. In particolare &#8211; scrive la Bce &#8211; &#8221;<em>permangono timori riguardo al riemergere di tensioni nei mercati finanziari</em>&#8221;.<br />
Tuttavia, le proposte di riforma della governance economica dell&#8217;Unione europea concordate al Consiglio Ue di fine ottobre &#8220;<em>non bastano ad assicurare quel salto di qualità</em>&#8221; che chiede la Banca centrale europea, scrive la Bce nel bollettino mensile. &#8220;<em>Il consiglio direttivo</em> &#8211; insiste la Bce &#8211; <em>nutre timori sul fatto che nell&#8217;attuazione della sorveglianza delle finanze pubbliche non vi sia sufficiente automaticità</em>&#8220;.<br />
<span id="more-5987"></span><br />
<strong>Le leggi di bilancio</strong><br />
&#8220;<em>E&#8217; essenziale che i Paesi (della Ue, ndr) portino avanti piano di risanamento pluriennali credibili e attuino integralmente le misure di riequilibrio previste</em>&#8220;. Scrive la Banca centrale europea nel bollettino di dicembre, precisando che i Paesi &#8220;<em>nei bilanci per il 2011 devono precisare interventi di aggiustamento credibili dei conti, incentrati sul lato della spesa</em>&#8220;.<br />
Le proposte di riforma della governance economica dell&#8217;Unione europea concordate al Consiglio Ue di fine ottobre &#8220;<em>non bastano ad assicurare quel salto di qualità</em>&#8221; che chiede la Banca centrale europea. &#8220;<em>Il consiglio direttivo nutre timori sul fatto che nell&#8217;attuazione della sorveglianza delle finanze pubbliche non vi sia sufficiente automaticità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I rendimenti dell&#8217;Italia</strong><br />
Fra la fine dello scorso agosto e i primi di dicembre gli incrementi dei rendimenti di Italia e Grecia &#8220;<em>sono risultati considerevolmente inferiori</em>&#8221; rispetto a Irlanda, Portogallo e Spagna. La Bce nota, in particolare, come anche dopo che il 28 novembre, quando è stato annunciato l&#8217;accordo per fornire assistenza finanziaria all&#8217;Irlanda, &#8220;<em>il clima di mercato ha continuato a peggiorare</em>&#8220;. Il bollettino è aggiornato al 1° dicembre e dunque non tiene conto del calo di tensioni degli ultimi giorni.</p>
<p><strong>La disoccupazione in Italia</strong><br />
Fra la fine del 2007 e la metà del 2010 la disoccupazione in Europa ha visto gli incrementi più forti in Spagna e Irlanda, mentre altrove l&#8217;aumento è stato moderato. Lo scrive la Bce nel bollettino mensile, notando che fra l&#8217;ultimo trimestre 2007 e il secondo trimestre 2010 il tasso dei senza lavoro è aumentato &#8220;<em>di due punti percentuali in Italia</em>&#8221; e di un punto in Francia e Belgio. &#8220;<em>La Germania, per contro</em> &#8211; scrive la Bce &#8211; <em>sembra essere un caso eccezionale, dal momento che il rispettivo tasso di disoccupazione è di fatto diminuito nel periodo considerato</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il debito pubblico italiano</strong><br />
E&#8217; probabile che il debito pubblico in rapporto al Pil aumenti in tutti i Paesi dell&#8217;area euro nel 2011 e in quasi tutti nel 2012, ad eccezione di Germania e Italia. Nel 2012, il rapporto medio debito/pil dell&#8217;area euro è atteso all&#8217;87,8%. &#8220;<em>Quattro Paesi dell&#8217;area (Belgio, Irlanda, Grecia e Italia)</em> &#8211; scrive la Bce &#8211; <em>registrerebbero rapporti debito/Pil superiori al 100%</em>&#8220;.</p>
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