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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; disoccupazione Italia 2009</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Elogio di Tremonti al posto fisso. E&#8217; scontro con la Marcegaglia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:05:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Completa sintonia&#8221; con Giulio Tremonti: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi entra così nel dibattito acceso dalle parole del ministro dell&#8217;Economia Giulio Tremonti sul valore del posto fisso. E&#8217; diversa [...]]]></description>
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</strong><br />
<strong>I CHIARIMENTI DI BERLUSCONI</strong><br />
Per Silvio Berlusconi &#8220;<em>la polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti è l&#8217; ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell&#8217; occupazione</em> &#8211; dice il presidente del Consiglio &#8211; <em>è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un valore le cosiddette partite Iva</em>&#8220;. Il governo &#8220;<em>é a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sé e per i loro collaboratori, nell&#8217; interesse dell&#8217;Italià</em>&#8221; e, dice ancora Berlusconi, &#8220;<em>lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2743"></span><br />
<strong>LA PRECARIETA&#8217;, UN DATO DI FATTO</strong><br />
Emma Marcegaglia ha indicato la posizione degli industriali sottolineando che &#8220;<em>ovviamente nessuno è a favore della precarietà e dell&#8217; insicurezza, in un momento particolare come questo. Però</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro, che peraltro non si fa per legge</em>&#8220;. La cultura del posto fisso ha portato più disoccupazione, più sommerso, più assenteismo e fannulloni nella pubblica amministrazione, sostiene Marcegaglia, che ritiene invece necessaria una &#8220;<em>flessibilità regolata e tutelata, come quella fatta con Treu e Biagi, che ha creato tre milioni di posti di lavoro</em>&#8220;.<br />
<strong><br />
LA POLEMICA DI BRUNETTA</strong><br />
Lo stesso Tremonti è tornato sul tema: &#8220;<em>Ho detto una cosa scontata. Come dire, preferisco stare al caldo che al freddo</em>&#8220;, commenta dal Lussemburgo. I commenti del ministro della Pubblica amministrazione? &#8220;<em>Brunetta non c&#8217;entra nulla. Dire di preferire il posto fisso non è una difesa dei fannulloni</em>&#8220;, risponde Tremonti, che poi ribadisce: &#8220;<em>Non mi sembra di aver detto una cosa fantomatica. E a suo tempo ho apprezzato il pacchetto Treu che per me è stato giustissimo, perché ha introdotto stabilità nel lavoro precario</em>&#8220;. Se così stanno le cose, sottolinea quindi Epifani, il governo affronti questi temi &#8220;<em>senza perdere altro tempo</em>&#8220;. &#8220;<em>Il tema della precarietà</em> -sottolinea -<em> è di grande rilievo e pone gravi problemi nel settore pubblico e in quello privato</em>&#8220;. E d&#8217;altro canto, afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il sistema produttivo italiano &#8220;<em>deve poter contare su lavoratori stabili, soddisfatti e ben retribuiti</em>&#8220;.</p>
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		<title>Fmi: Pil in crescita per il 2010. Nelle stime la crisi è meno nera</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:41:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; economia mondiale sta uscendo fuori dalla sua peggiore recessione dopo la Seconda Guerra Mondiale. La stima è del Fondo monetario internazionale, secondo il quale &#8220;l&#8217; economia mondiale si ridurrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/fmi-pil-in-crescita-per-il-2010-nelle-stime-la-crisi-e-meno-nera.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/fmi-pil-in-crescita-per-il-2010-nelle-stime-la-crisi-e-meno-nera.jpg" class="left" /><strong>L&#8217; economia mondiale sta uscendo fuori dalla sua peggiore recessione dopo la Seconda Guerra Mondiale. La stima è del Fondo monetario internazionale, secondo il quale <em>&#8220;l&#8217; economia mondiale si ridurrà dell&#8217; 1,1% quest&#8217; anno, prima di tornare a crescere del 3,1% nel 2010</em>&#8220;. Il World Economic Outlook rivede poi la sua previsione di luglio di un 1,4% di contrazione del Pil nel 2009 e del 2,5 di crescita per il prossimo anno.</strong></p>
<p><strong>IL PIL DELL&#8217; ITALIA</strong><br />
Per quanto riguarda il Pil dell&#8217; Italia, dovrebbe tornare positivo nel 2010 con una crescita dello 0,2%, così stima il Fondo monetario internazionale, che conferma così le anticipazioni diffuse a inizio mese. <strong>Nel 2009, c&#8217; era stato un calo del 5,1% appena al di sotto della media dell&#8217; area Euro. L&#8217; economia mondiale è tornata a crescere grazie a &#8221;<em>un vasto intervento pubblico che ha supportato la domanda e abbassato le incertezze</em>&#8221; ma la ripresa &#8221;<em>sarà lenta</em>&#8221; si legge nel documento.</strong><br />
<span id="more-2568"></span><br />
Insomma, stime leggermente più positive che a inizio mese, ma senza l&#8217; illusione che l&#8217; uscita da questa situazione sarà rapida e indolore.<br />
<strong><br />
LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA</strong><br />
Infine, secondo le stime del Fondo, i<strong>l tasso di disoccupazione nel nostro Paese passerà dal 9,1% del 2009 a quota 10,5% nel 2010</strong>, al di sotto della media Ue. Per quanto riguarda l&#8217; inflazione resta moderata con una crescita dello 0,7% quest&#8217; anno e dello 0,9 nel 2010, a fronte dello 0,8% dell&#8217; Europa per il prossimo anno. </p>
<p>Non c&#8217; è proprio di che stare allegri&#8230;</p>
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		<title>Un milione di disoccupati in un anno</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2009/09/29/un-milione-di-disoccupati-in-un-anno/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 22:10:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra settembre 2008 e agosto 2009 l&#8217;Inps ha ricevuto 1,172 milioni di domande di disoccupazione, registrando un incremento del 53% rispetto all&#8217;anno precedente. Di queste ne sono state accolte 984 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/un-milione-di-disoccupati-in-un-anno.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/un-milione-di-disoccupati-in-un-anno.jpg" class="left"/><strong>Tra settembre 2008 e agosto 2009 l&#8217;Inps ha ricevuto 1,172 milioni di domande di disoccupazione, registrando un incremento del 53% rispetto all&#8217;anno precedente. Di queste ne sono state accolte 984 mila, per un importo medio annuo corrisposto di circa 5.292 euro.</strong><br />
Nello stesso periodo, le ore autorizzate di cassa integrazione del salario da parte dell&#8217;Inps sono aumentate del 222,3%: per l&#8217;industria, l&#8217;incremento della cig ordinaria ha toccato il 660%, nell&#8217;edilizia il 66,7%.</p>
<p>Nella serata di ieri una nota dell&#8217;Istituto precisa che il numero di beneficiari di sussidio di disoccupazione ad aprile era di 450.000. Il beneficio, spiega l&#8217;Inps, ha una durata variabile tra i sei e gli otto mesi e non tutti i beneficiari ne godono per l&#8217;intero periodo, e non appena un beneficiario trova una nuova opccupazione decade dal diritto di ricevere il sussidio. Per questo è lecito stimare il numero attuale di disoccupati tra i 450.000 di aprile, accertati dall&#8217;Inps, e i circa 500.000 previsti entro fine anno dal Cnel. Insomma, nel solo 2009 si raggiungerebbe così la cifra di un milione di disoccupati, molti più di quelli dichiarati dal Governo. </p>
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		<title>Crisi: anche gli stranieri in difficoltà. I dati del Censis</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:38:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi economica si fa sentire anche per i lavoratori stranieri in Italia. Le imprese italiane hanno ridimensionato le previsioni di assunzione di personale immigrato: 92.500 nuove assunzioni per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/crisi-anche-gli-stranieri-in-difficolta-i-dati-del-censis.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/crisi-anche-gli-stranieri-in-difficolta-i-dati-del-censis.jpg" class="left"/><strong>La crisi economica si fa sentire anche per i lavoratori stranieri in Italia. Le imprese italiane hanno ridimensionato le previsioni di assunzione di personale immigrato: 92.500 nuove assunzioni per il 2009, contro le 171.900 che erano state previste per il 2008. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo Rapporto &#8216;International Migration Outlook&#8217;, che ogni anno il Censis realizza per l&#8217;Ocse in qualità di corrispondente per l&#8217;Italia, presentato al Cnel.</strong></p>
<p><strong>IL PROBLEMA DELLA CASA</strong><br />
La casa è diventata per gli immigrati un problema sempre più pressante: si registra un aumento degli sfratti per morosità a causa dell&#8217;aumento del canone o della perdita del lavoro (soprattutto al Nord, dove le famiglie immigrate rappresentano il 22% del totale delle famiglie sfrattate). Allo stesso tempo si è fermata la corsa al mattone degli immigrati: tra il 2007 e il 2008 gli acquisti di immobili da parte di immigrati sono diminuiti del 23,7% interrompendo un ciclo di crescita che durava da quattro anni.<br />
<span id="more-2501"></span><br />
<strong>MENO SOLDI INVIATI IN PATRIA</strong><br />
Gli effetti della crisi si sono fatti sentire anche sulle rimesse: diminuisce del 10% la cifra pro capite che gli immigrati inviano mensilmente in patria (155 euro nel 2008 a fronte dei 171 del 2007) e rallenta il ritmo di crescita dell&#8217;ammontare complessivo delle rimesse (6,4 miliardi di euro nel 2008).<br />
<strong><br />
INTOLLERANZA E DISCRIMINAZIONE</strong><br />
Le difficoltà legate alla crisi avvertite dagli italiani, rileva ancora il Rapporto, possono aver determinato anche un calo del livello di tolleranza nei confronti degli immigrati, come dimostra l&#8217;aumento degli episodi di discriminazione, il 22,1% dei quali subiti in ambito lavorativo: il 32,1% delle denunce riguarda la fase di accesso al mercato del lavoro, il 23,2% le condizioni lavorative, il 19,6% azioni di mobbing.</p>
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		<title>Istat, occupazione mai così male dal 1994. &#8211; 434mila posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 10:29:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tasso di disoccupazione in Italia del secondo trimestre è stato pari al 7,4%, in crescita rispetto al 6,7% del secondo trimestre 2008. Si tratta del dato più alto dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/istat-occupazione-mai-cosi-male-dal-1994-434mila-posti-di-lavoro.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/istat-occupazione-mai-cosi-male-dal-1994-434mila-posti-di-lavoro.jpg" class="left"/><strong>Il tasso di disoccupazione in Italia del secondo trimestre è stato pari al 7,4%, in crescita rispetto al 6,7% del secondo trimestre 2008. Si tratta del dato più alto dal primo trimestre 2006. Lo comunica l&#8217;Istat spiegando che il dato risente soprattutto dell&#8217;incremento degli inattivi (+434mila unità).</strong><br />
L&#8217;occupazione del secondo trimestre del 2009 è diminuita dell&#8217;1,6% rispetto al 2008 registrando un calo di 378mila unità, <strong>dato peggiore dal secondo trimestre 1994</strong>. Lo comunica l&#8217;Istat spiegando che rispetto al primo trimestre in termini destagionaliozzati il calo è dello 0,3% (-58mila unità).</p>
<p><strong>DISOCCUPAZIONE ALLE STELLE</strong><br />
L&#8217;Istat segnala che il tasso di occupazione nel secondo trimestre è sceso al 57,9% dal 59,2% del secondo trimestre 2008. <strong>Il numero delle persone in cerca di occupazione è salito a un milione 841 mila unità (+137 mila) pari al +8,1% rispetto al secondo trimestre 2008.</strong> Rispetto alla caduta dell&#8217;occupazione e alla crescita più contenuta della disoccupazione l&#8217;Istat segnala un incremento sensibile dell&#8217;inattività con 434 mila unità in più (+3%) concentrato nelle regioni meridionali.<br />
<span id="more-2489"></span><br />
<strong>DONNE E GIOVANI I PIUì COLPITI</strong><br />
La crescita contenuta del tasso di disoccupazione quindi &#8211; spiegano i tecnici Istat &#8211; è dovuta in gran parte a fenomeni di scoraggiamento e quindi alla mancata ricerca di lavoro di molte donne e al ritardato ingresso dei giovani nel mercato. </p>
<p><strong>MEGLIO NEL CENTRO ITALIA</strong><br />
I posti di lavoro &#8211; segnala l&#8217;Istat &#8211; sono stati perduti soprattutto nel Mezzogiorno (271 mila sui 378 mila complessivi) mentre il nord ha perso 117 mila occupati e il centro appena diecimila. Le persone in cerca di occupazione sono invece aumentate prevalentemente al nord (149 mila) mentre il Mezzogiorno ne ha perse 27 mila. Ciò è dovuto alla riduzione degli inattivi concentrata nel Mezzogiorno. Al sud infatti le forze di lavoro si sono ridotte di 298 mila unità a fronte del calo complessivo di 241 mila unità. </p>
<p><strong>UN&#8217;ITALIA DIVISA</strong><br />
Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,4% con differenze significative tra nord (5%), centro (6,7%) e Mezzogiorno (12%). L&#8217;Istat segnala anche che la caduta della occupazione è dovuta in gran parte al calo della componente italiana (-399 mila occupati maschi e +163 mila occupate donne) mentre <strong>prosegue la crescita dell&#8217;occupazione degli stranieri (+89 mila unità maschi e +95 mila unità femmine).</strong></p>
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		<title>Ocse: il 2010 per l&#8217; Italia è a tinte fosche, disoccupazione record al 10%</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:10:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;economia mostra i primi segnali di ripresa ma per il lavoro le prospettive a breve termine sono ancora &#8220;fosche&#8221; ed è atteso un peggioramento della situazione nel 2010. A lanciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ocse-il-2010-per-l-italia-e-a-tinte-fosche-disoccupazione-record-al-10.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ocse-il-2010-per-l-italia-e-a-tinte-fosche-disoccupazione-record-al-10.jpg" class="left"/><strong>L&#8217;economia mostra i primi segnali di ripresa ma per il lavoro le prospettive a breve termine sono ancora &#8220;fosche&#8221; ed è atteso un peggioramento della situazione nel 2010. A lanciare l&#8217;allarme occupazione è l&#8217;Ocse che ha fotografato la situazione nell&#8217;Employment Outlook 2009.</strong> Nel 2010 nell&#8217;area Ocse ci sarà dunque un numero <strong>record di disoccupati: 57 milioni con un tasso molto vicino al 10%</strong>. Per l&#8217;Italia il peggio deve arrivare: la maggiore crescita della disoccupazione ci sarà proprio nel prossimo anno, quando il tasso tornerà nuovamente a due cifre (10,5%, stima l&#8217;organizzazione di Parigi per l&#8217;ultimo trimestre del 2010). Il governo frena però il pessimismo.</p>
<p><strong>L&#8217; OTTIMISMO DEL GOVERNO</strong><br />
 &#8220;<em>Le previsioni Ocse sulla disoccupazione</em> &#8211; dice il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi &#8211; <em>disegnano l&#8217;ipotesi peggiore tra quelle possibili ma non la più probabile. L&#8217;Ocse</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>riconosce all&#8217;Italia di aver saputo contenere più di altri Paesi l&#8217;impatto della crisi sull&#8217;occupazione. E bisogna dire che la capacità di reagire dell&#8217;Italia ha fatto sì che già in passato i dati Ocse fossero nella realtà smentiti dai dati Istat</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2453"></span><br />
<strong>LA NECESSITA&#8217; DI MISURE DECISIVE</strong><br />
Tutti i Paesi in ogni caso sono chiamati a fare di più. &#8220;<em>I governi debbono prendere rapidamente delle misure decisive</em> &#8211; ha sottolineato in una nota Angel Gurria, segretario generale dell&#8217;Ocse &#8211; <em>per impedire che la recessione porti ad una crisi di lungo periodo dell&#8217;occupazione. Il lavoro è il cuore della crisi attuale e una delle preoccupazioni principali dei governi nei prossimi mesi deve essere quella di aiutare chi cerca un lavoro</em>&#8220;. <strong>Quella che sta vivendo il mondo del lavoro è infatti, a detta dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la situazione peggiore dal dopoguerra.</strong></p>
<p><strong>I DATI SULLA DISOCCUPAZIONE</strong><br />
<strong>Dal 2007 ad oggi i disoccupati dell&#8217;area Ocse sono aumentati di 15 milioni ed entro la fine del 2010 questo esercito di senza lavoro aggiuntivi raggiungerà quota 25 milioni (1,1 milioni i senza lavoro in più previsti per la sola Italia).</strong> In tre anni si perderanno dunque tanti posti di lavoro quanti ne sono stati persi in un intero decennio fino ai primi anni 80, a seguito delle crisi petrolifere.<br />
Da un tasso di disoccupazione del 5,6% registrato nel 2007, il più basso in 25 anni, a giugno 2009 si é passati all&#8217;8,3%, &#8220;<em>corrispondente ad un aumento di circa 15 milioni nelle fila dei disoccupati</em>&#8220;. </p>
<p><strong>GIOVANI E PRECARI TAGLIATI DALLA CRISI</strong><br />
Le perdite più pesanti di posti di lavoro &#8211; aggiunge l&#8217;Ocse &#8211; si registrano &#8220;<em>all&#8217;interno dei gruppi già svantaggiati nel mercato del lavoro: giovani, basse professionalità, immigrati, minoranze, e tra questi soggetti con contratti temporanei o atipici</em>&#8220;.<br />
Nel Paesi del G7 a giugno il tasso di disoccupazione è stato pari all&#8217;8,2% mentre nell&#8217;Unione europea all&#8217;8,9% e nell&#8217;area Euro al 9,4%. Se in alcuni Paesi come Irlanda, Giappone, Spagna e Stati Uniti, già nel 2009 si è registrato un forte aumento di disoccupati a causa della crisi economica, &#8220;<em>in altri Paesi, inclusi Francia, Germania e Italia la gran parte della crescita della disoccupazione deve ancora arrivare</em>&#8220;. L&#8217;impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano è stato fino a oggi &#8220;moderato&#8221; rispetto a molti altri paesi, dice ancora l&#8217;Ocse. </p>
<p><strong>IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE IN ITALIA</strong><br />
Il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto il 7,4% nel marzo 2009 ma &#8220;<em>stime preliminari suggeriscono un ulteriore significativo incremento nel secondo trimestre</em>&#8220;. Comunque in Italia molta gente ha addirittura smesso di cercare un&#8217;occupazione. &#8220;<em>Il tasso di disoccupazione sarebbe stato più alto</em> &#8211; afferma infatti l&#8217;organizzazione di Parigi &#8211; <em>se un gran numero di lavoratori non avesse rinunciato a cercare attivamente lavoro</em>&#8220;.</p>
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		<title>Ripartono i consumi in Italia, ma sono falsi segnali. La recessione continua</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 06:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segnali di ripresa sul fronte dei consumi che, per la prima volta dopo un anno e mezzo, fanno registrare, a giugno e a luglio, due variazioni positive consecutive sia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ripartono-i-consumi-in-italia-ma-sono-falsi-segnali-la-recessione-continua.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ripartono-i-consumi-in-italia-ma-sono-falsi-segnali-la-recessione-continua.jpg" class="left"/><strong>Segnali di ripresa sul fronte dei consumi che, per la prima volta dopo un anno e mezzo, fanno registrare, a giugno e a luglio, due variazioni positive consecutive sia in termini congiunturali che nel confronto con gli analoghi periodi del 2008. L&#8217; Indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) segnala, in particolare, a luglio 2009 un incremento dello 0,5% in termini tendenziali e dello 0,2% rispetto a giugno.<br />
</strong></p>
<p>&#8220;<em>Un risultato importante</em> &#8211; sottolinea Confcommercio &#8211; <em>che, associato ad altre informazioni, sembra confermare il superamento della fase più negativa del ciclo e l&#8217;inizio di una debole ripresa</em>&#8220;. &#8220;<em>Certo</em> &#8211; aggiunge Confcommercio &#8211; <em>l&#8217; esiguità degli impulsi registrati e il permanere di elementi congiunturali contraddittori non permettono ancora di parlare di una ripresa robusta</em>&#8220;.<br />
<strong><br />
PIU&#8217; FIDUCIA NELLE IMPRESE?</strong><br />
Per la confederazione, inoltre, &#8220;<em>segnali di miglioramento continuano a provenire anche dalle indagini relative al clima di fiducia delle famiglie che mostra, nel mese di agosto, un&#8217; ulteriore crescita, riportandosi sui livelli di inizio 2007. Va segnalato che a questo dato si è associato, sempre ad agosto, un contenuto miglioramento del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e dei servizi, mentre per il commercio si è riscontrato un arretramento</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2367"></span><br />
<strong>PRODUZIONE INDUSTRIALE IN LIEVE AUMENTO</strong><br />
Elementi di stabilizzazione del ciclo economico, sia pure non univoci, aggiunge l&#8217; organizzazione di Piazza Belli, sembrano provenire dai risultati dell&#8217; indagine rapida di Confindustria di luglio 2009. La produzione industriale ha registrato una crescita nulla in termini congiunturali a cui si è associato un contenuto decremento degli ordinativi (-0,5%).</p>
<p><strong>MOBILITA&#8217; E COMUNICAZIONI IN RIPRESA</strong><br />
&#8220;<em>Il miglioramento mostrato a luglio dall&#8217; Icc, rispetto all&#8217;analogo mese del 2008, riflette</em> &#8211; prosegue Confcommercio &#8211; <em>una crescita della domanda sia per i beni sia per i servizi. Questa evoluzione è stata determinata in misura quasi esclusiva dalla dinamiche registrate dai consumi relativi ai beni e servizi per la mobilità e le comunicazioni</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>La domanda per i servizi di ristorazione e alloggio mostra, anche nell&#8217; ultimo mese, una diminuzione in termini tendenziali (-0,9%), confermando il permanere di un trend negativo per questo segmento dei consumi delle famiglie</em>&#8221; prosegue l&#8217; organizzazione presieduta da Carlo Sangalli, aggiungendo che &#8220;<em>la dinamica della domanda relativa ai beni e servizi per la mobilità ha confermato la tendenza al miglioramento, conseguenza del permanere di un andamento favorevole della domanda di autovetture da parte di persone fisiche e di un attenuarsi delle dinamiche negative per gli altri segmenti che compongono l&#8217; aggregato</em>&#8220;.</p>
<p>Secondo la confedarazione, inoltre, &#8220;<em>gli acquisti di articoli diabbigliamento e calzature evidenziano una flessione (-2,6%), segnalando come i saldi estivi non siano riusciti a rivitalizzare un segmento ormai da tempo in difficoltà. La domanda in quantità di beni e servizi per la casa ha segnalato un ulteriore decremento (-0,4% rispetto all&#8217;analogo mese del 2008), confermando anche in questo caso le difficoltà del comparto</em>&#8220;.</p>
<p><strong>ALIMENTARI IN CRISI</strong><br />
Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per luglio 2009 segnala una contrazione del 3,1% dei volumi acquistati. Questa evidenza è uno degli elementi che obbligano alla massima cautela nell&#8217; interpretazione dei dati, certamente positivi, del bimestre giugno-luglio 2009.</p>
<p>E sui dati di Confcommercio non tarda ad arrivare il commento delle associazioni dei consumatori. Per l&#8217;Adoc, infatti, &#8220;<em>la ripresa non coinvolge i settori abbigliamento e alimentari che, al contrario, continuano a registrare trend negativi</em>&#8220;. Il presidente Carlo Pileri considera infatti &#8220;<em>preoccupante il continuo calo dei consumi nel settore alimentari, parial 5% nel 2009&#8243; e indica una &#8220;preoccupante situazione di disagio da parte delle famiglie, costrette a tagliare la spesa alimentare per far fronte alla crisi</em>&#8220;.</p>
<p><strong>ABBIGLIAMENTO IN DRASTICO CALO</strong><br />
Anche i beni secondari, quali abbigliamento e calzature, registrano &#8220;<em>un forte calo. Negli ultimi saldi</em> &#8211; prosegue &#8211; <em>il 46,9% dei consumatori non ha effettuato acquisti, la spesa a famiglia è stata intorno ai 200 euro, il 10% in meno del 2008, quando la spesa fu di 220 euro per nucleo. E&#8217; vero</em> &#8211; spiega &#8211; <em>quanto rileva la Confcommercio in termini di crescita dei consumi per il comparto mobilità, ma è una ripresa strettamente correlata al periodo delle vacanze e all&#8217; utilizzo degli incentivi per l&#8217; acquisti di auto e moto</em>&#8220;. Insomma nei fatti &#8220;<em>non c&#8217;è ripresa, siamo ancora in una fase di recessione grave</em>&#8220;.</p>
<p><strong>SEGNALI DI RIPRESA INGANNEVOLI</strong><br />
&#8220;<em>I segnali di ripresa dei consumi indicati da Confcommercio purtroppo non indicano un&#8217;uscita dalla crisi economica</em>&#8220;, afferma Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum, secondo il quale <em>&#8220;l&#8217; incremento di spesa del 500 per cento degli ammortizzatori sociali aumenterà nei prossimi mesi</em>&#8220;. L&#8217; associazione dei consumatori chiede a Confcommercio e a Confesercenti un tavolo di confronto per la ricerca di soluzioni a tutela dei consumatori e di sviluppo della rete commerciale del Paese.</p>
<p><strong>LA RIPRESA? LONTANA</strong><br />
Sulla stessa linea il Codacons, che spiega: &#8220;<em>La ripresa dei consumi è ancora lontana</em>&#8220;. L&#8217; associazione non condivide &#8220;<em>l&#8217; ottimismo di Confcommercio. Si tratta</em> &#8211; osserva in una nota &#8211; <em>di timidi segnali che non possono ritenersi positivi. La ripresa dei consumi </em>- ribadisce infatti il presidente, Carlo Rienzi -<em> è ancora lontana. Le famiglie stringono ancora la cinghia riducendo gli acquisti specie in settori non essenziali</em>&#8220;. &#8220;<em>Solo di fronte ad una sostanziale riduzione dei listini di almeno il 20%</em> &#8211; conclude Rienzi &#8211; <em>i consumatori torneranno ad acquistare mettendo in moto l&#8217; economia nazionale a vantaggio dell&#8217; intero paese</em>&#8220;.</p>
<p><strong>PIU&#8217; CASSA INTEGRAZIONE E DISOCCUPAZIONE</strong><br />
Sul fronte dei consumi &#8220;<em>la situazione peggiora</em>&#8220;, rimarca Federconsumatori spiegando che &#8220;<em>aumenta la cassa integrazione, aumenta la disoccupazione e si contraggono fortemente le vendite a rate (come testimoniano i dati Assofin): a fronte di tale situazione</em> &#8211; commenta l&#8217; associazione &#8211; <em>non si capisce proprio dove si scorgano segnali di ripresa. Noi, purtroppo, confermiamo che questi dati saranno ulteriormente aggravati, per via di mancati introiti da parte delle famiglie, e ipotizziamo, nel 2009, una caduta dei consumi dell&#8217;ordine del -2,5-3%.</em>&#8221;</p>
<p><strong>BISOGNA DIMINUIRE I PREZZI</strong><br />
&#8221;<em>La crisi</em> &#8211; è il rimbrotto del presidente Rosario Trefiletti &#8211; <em>non si scongiura facendo pratica di ottimismo bensì con interventi tesi ad aumentare i potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso e diminuendo i prezzi, almeno del 20%. Solo dopo tali operazioni si potrà finalmente intravedere qualche segnale di ripresa!</em>&#8220;.</p>
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		<title>Tagli sulla scuola: la protesta dei prof alza i toni. In vista uno sciopero generale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 06:09:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si alza il tono della protesta sui precari della scuola con i sindacati confederali che, con diversi accenti, sono di nuovo intervenuti oggi. La Flc-Cgil ha minacciato perfino uno sciopero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/tagli-sulla-scuola-la-protesta-dei-prof-alza-i-toni-in-vista-uno-sciopero-generale.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/tagli-sulla-scuola-la-protesta-dei-prof-alza-i-toni-in-vista-uno-sciopero-generale.jpg" class="left"/><strong>Si alza il tono della protesta sui precari della scuola con i sindacati confederali che, con diversi accenti, sono di nuovo intervenuti oggi. La Flc-Cgil ha minacciato perfino uno sciopero generale. Dure critiche alla politica scolastica del governo anche dal leader del Pd, Dario Franceschini, per il quale quello della scuola &#8220;<em>é stato il più grande licenziamento di massa della nostra storia. Ciò che é accaduto per i precari della scuola è una vergogna con gente finita a zero euro dalla mattina alla sera</em>&#8220;. </strong></p>
<p><strong>VERSO LO SCIOPERO GENERALE</strong><br />
Senza &#8220;<em>risposte adeguate ed atti conseguenti del governo</em> &#8211; ha affermato la Flc-Cgil che ha annunciato altre manifestazioni per i prossimi giorni &#8211; <em>proclameremo lo sciopero generale ed una manifestazione nazionale: l&#8217; auspicio è che questo avvenga come in passato unitariamente</em>&#8220;. </p>
<p><strong>GLI AIUTI AI PRECARI</strong><br />
La Uil scuola ha rivolto un appello alle regioni e al governo perché divengano concrete le intese e il Consiglio dei ministri approvi il provvedimento sugli aiuti ai precari.<br />
&#8220;<em>L&#8217; emergenza di persone e famiglie senza stipendio dal primo settembre</em> &#8211; ha detto il segretario generale del sindacato Massimo Di Menna -<em> ci impone di trovare ora una risposta: l&#8217; indennità di disponibilità è finalizzata a dare retribuzione e continuità nel servizio</em>&#8220;. Anche per la Cisl scuola la questione va risolta al più presto.<br />
<span id="more-2363"></span><br />
<strong>LE MISURE STRAORDINARIE PER I PRECARI</strong><br />
&#8220;<em>Al Governo</em> &#8211; ha sottolineato il segretario generale Francesco Scrima &#8211; <em>chiediamo di concludere rapidamente, con atti di legge e norme applicative, il tormentato iter delle misure straordinarie per i precari. Una partita che si è già trascinata troppo a lungo e che va chiusa entro pochi giorni</em>&#8220;. A Roma e Torino, la categoria sta manifestando in piazza. Nella capitale i precari hanno organizzato un corteo (aperto da uno striscione con su scritto &#8220;Tagli alla scuola: una truffa per tutti&#8221;) e raggiunto il ministero dell&#8217; istruzione. </p>
<p><strong>UNA PROTESTA NAZIONALE PER UNA DISOCCUPATA DI LUSSO: IL MINISTRO</strong><br />
&#8220;<em>Vogliamo che la protesta passi dal livello locale a quello nazionale</em> &#8211; ha osservato un manifestante &#8211; <em>chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini, il ritiro della legge sui tagli e l&#8217; assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari nei posti vacanti</em>&#8220;. A Torino, gli aspiranti docenti trascorreranno la settimana in piazza Carlo Alberto, giorno e notte, dormendo sotto le stelle. </p>
<p><strong>CHE FINE HA FATTO IL DIRITTO AL LAVORO?</strong><br />
&#8220;<em>La nostra</em> &#8211; ha detto un precario in lotta &#8211; <em>é un&#8217;iniziativa per sostenere il diritto al lavoro, inalienabile per tutti, e un diritto del lavoro che non implichi sfruttamento, soprattutto per i precari che spesso sono costretti a dare disponibilità per impieghi che svolgeranno per un compenso più basso del 25% rispetto a un collega di ruolo</em>&#8220;. </p>
<p><strong>L&#8217; ACCORDO PER GLI INSEGNAMENTI DI SOSTEGNO</strong><br />
Intanto, ieri, a Milano, il ministro dell&#8217; Istruzione Mariastella Gelmini e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni hanno firmato un accordo sui precari: avranno il 100% di stipendio i lavoratori lombardi della scuola che hanno appena terminato un contratto di un anno, non confermato per il 2009/10. In cambio, i lavoratori verranno impiegati in progetti per accompagnamento, orientamento, reinserimento e sostegno. Ma l&#8217; intesa non piace al coordinamento precari che dice no ad ogni forma di contrattazione regionale e al Pd.</p>
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		<title>Ocse: la recessione rallenta in Europa, ma i Governi devono fare di più</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:05:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; La recessione mostra i primi segni di rallentamento: il Pil delle principali economie mondiali (G7) dovrebbe scendere quest&#8217;anno del 3,7%. Lo prevede l&#8217;Ocse rivedendo la stima di giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ocse-la-recessione-rallenta-in-europa-ma-i-governi-devono-fare-di-piu.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ocse-la-recessione-rallenta-in-europa-ma-i-governi-devono-fare-di-piu.jpg" class="left"/>ROMA  &#8211; <strong>La recessione mostra i primi segni di rallentamento: il Pil delle principali economie mondiali (G7) dovrebbe scendere quest&#8217;anno del 3,7%. Lo prevede l&#8217;Ocse rivedendo la stima di giugno (-4,1%).<br />
Segnali di rallentamento della caduta dell&#8217;economia arrivano anche per l&#8217;Italia. Per il 2009 l&#8217;Ocse stima una diminuzione del prodotto interno lordo del 5,2%, a fronte del -5,5% stimato in giugno.</strong></p>
<p>Insomma, i governi &#8220;debbono continuare nei piani di stimolo&#8221; alle economie, sottolinea in una nota l&#8217; Ocse, incitando i Paesi europei a spingere sulle politiche di contenimento della crisi e rilevando che &#8220;<em>la crescita della disoccupazione e la debolezza del mercato immobiliare continua a comprimere i consumi</em>&#8220;.</p>
<p><strong>I TASSI DI INTERESSE</strong><br />
La ripresa dalla recessione economica globale &#8220;<em>probabilmente arriverà prima di quanto previsto qualche mese, fa ma il ritmo della ripresa resterà abbastanza debole per tutto il prossimo anno</em>&#8220;, ammonisce l&#8217; Ocse, aggiungendo che <strong>l&#8217; economia ha ancora bisogno di spinte, come quelle messe in campo dai governi negli ultimi mesi, e che per esempio devono essere mantenuti, in questa fase che accompagna il riavvio dell&#8217;attività economica, i bassi tassi di interesse.</strong></p>
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		<title>Disoccupazione 2009: mai così male in Europa. In Italia strage di interinali</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 05:50:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi piomba sull&#8217; occupazione: l&#8217; Eurozona registra il record da 10 anni con un tasso del 9,5% in luglio mentre in Italia esplode il ricorso alla cassa integrazione, quintuplicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/disoccupazione-2009-mai-cosi-male-in-europa-in-italia-strage-di-interinali.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/disoccupazione-2009-mai-cosi-male-in-europa-in-italia-strage-di-interinali.jpg" class="left"/><strong>La crisi piomba sull&#8217; occupazione: l&#8217; Eurozona registra il record da 10 anni con un tasso del 9,5% in luglio mentre in Italia esplode il ricorso alla cassa integrazione, quintuplicato in giugno.<br />
Ma sull&#8217; occupazione italiana pesa il dato sui lavoratori interinali che sono stati falcidiati dalla crisi: in un anno sono 100.000 i posti a tempo pieno persi, con un calo degli occupati di oltre il 30%. Secondo i dati dell&#8217; Osservatorio dell&#8217; Ebitemb (Ente bilaterale per il lavoro temporaneo) anticipati dall&#8217; Agi, a giugno si è verificato un calo annuale del -31,9% pari a circa 100.000 unità (-21,1% rispetto rispetto al primo semestre 2008 e -2,4% su maggio 2009).</strong></p>
<p><strong>LA DISOCCUPAZIONE IN EUROPA</strong><br />
Il tasso di disoccupazione dell&#8217; area euro sale in luglio al 9,5%, dal 9,4% di giugno e il 7,5% dello stesso mese dell&#8217; anno precedente. Nell&#8217; insieme dell&#8217; Unione Europea, la disoccupazione è salita dall&#8217; 8,9% della popolazione attiva in giugno al 9% in luglio, mentre un anno fa era ancora al 7%.<br />
Secondo i dati pubblicati ieri da Eurostat si tratta del tasso più elevato della zona euro da maggio 1999 e nell&#8217; Ue da maggio 2005.<br />
<span id="more-2313"></span><br />
<strong>I NUOVI DISOCCUPATI</strong><br />
Rispetto a giugno, il numero dei nuovi disoccupati è aumentato di 167 mila unità nell&#8217; area euro e di 225 mila nell&#8217; Ue. In un anno, da luglio 2008 a luglio 2009, l&#8217; incremento è stato di 3,264 milioni dell&#8217; area euro e di 5,111 nell&#8217; Ue. Negli ultimi 12 mesi tutti i Paesi Ue hanno registrato un aumento del tasso di disoccupazione, con un incremento massimo in Lituania dove è passato dal 5,8% al 16,7%. </p>
<p><strong>LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE</strong><br />
Ancora una volta sono i giovani a pagare il prezzo maggiore con un tasso di disoccupazione del 19,7% nell&#8217; area euro e il 19,8% nell&#8217; Ue. A luglio 2008, non si andava al di là del 15,4%. I dati italiani più recenti sono del mese di marzo, con un tasso al 7,4%. Per i giovani, a maggio, la disoccupazione arrivava al 24,9%.</p>
<p><strong>LA CASSA INTEGRAZIONE</strong><br />
In Italia, a giugno il ricorso alla cassa integrazione in giugno è aumentato di cinque volte rispetto al giugno 2008. L&#8217; Istat annuncia che &#8220;<em>l&#8217; utilizzo della cassa integrazione guadagni nelle grandi imprese è stato pari a 40,8 ore per mille ore lavorate. Il ricorso alla cig è aumentato di 32,4 ore per ogni mille ore lavorate in termini tendenziali</em>&#8220;. </p>
<p>L&#8217; anno scorso, le ore di cig erano 8,4 per mille lavorate, un quinto di quelle attuali. &#8220;<em>Nel confronto tra il primo semestre del 2009 e il corrispondente periodo del 2008 il ricorso alla cig ha registrato un incremento di 29,2 ore per ogni mille ore lavorate</em>&#8220;. Nell&#8217; industria le ore di cig utilizzate &#8220;<em>a giugno sono state pari a 111,6 per mille ore lavorate. Il ricorso alla cig e&#8217; cresciuto di 90,2 ore ogni mille ore lavorate rispetto a giugno 2008</em>&#8220;. Nei servizi le ore di cig utilizzate a giugno sono state pari a 3,2 ore per mille ore lavorate con un aumento di 2,2 ore rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente.</p>
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