Elogio di Tremonti al posto fisso. E’ scontro con la Marcegaglia
“Completa sintonia” con Giulio Tremonti: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi entra così nel dibattito acceso dalle parole del ministro dell’Economia Giulio Tremonti sul valore del posto fisso. E’ diversa la posizione di Confindustria: per la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, “la cultura del posto fisso è un ritorno al passato, non possibile, che peraltro in questo Paese ha creato problemi“. Mentre il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, sfida il governo a passare dalle parole ai fatti aprendo un tavolo di confronto.
I CHIARIMENTI DI BERLUSCONI
Per Silvio Berlusconi “la polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti è l’ ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell’ occupazione – dice il presidente del Consiglio – è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un valore le cosiddette partite Iva“. Il governo “é a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sé e per i loro collaboratori, nell’ interesse dell’Italià” e, dice ancora Berlusconi, “lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà“.
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L’ economia mondiale sta uscendo fuori dalla sua peggiore recessione dopo la Seconda Guerra Mondiale. La stima è del Fondo monetario internazionale, secondo il quale “l’ economia mondiale si ridurrà dell’ 1,1% quest’ anno, prima di tornare a crescere del 3,1% nel 2010“. Il World Economic Outlook rivede poi la sua previsione di luglio di un 1,4% di contrazione del Pil nel 2009 e del 2,5 di crescita per il prossimo anno.
Tra settembre 2008 e agosto 2009 l’Inps ha ricevuto 1,172 milioni di domande di disoccupazione, registrando un incremento del 53% rispetto all’anno precedente. Di queste ne sono state accolte 984 mila, per un importo medio annuo corrisposto di circa 5.292 euro.
La crisi economica si fa sentire anche per i lavoratori stranieri in Italia. Le imprese italiane hanno ridimensionato le previsioni di assunzione di personale immigrato: 92.500 nuove assunzioni per il 2009, contro le 171.900 che erano state previste per il 2008. E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto ‘International Migration Outlook’, che ogni anno il Censis realizza per l’Ocse in qualità di corrispondente per l’Italia, presentato al Cnel.
Il tasso di disoccupazione in Italia del secondo trimestre è stato pari al 7,4%, in crescita rispetto al 6,7% del secondo trimestre 2008. Si tratta del dato più alto dal primo trimestre 2006. Lo comunica l’Istat spiegando che il dato risente soprattutto dell’incremento degli inattivi (+434mila unità).
L’economia mostra i primi segnali di ripresa ma per il lavoro le prospettive a breve termine sono ancora “fosche” ed è atteso un peggioramento della situazione nel 2010. A lanciare l’allarme occupazione è l’Ocse che ha fotografato la situazione nell’Employment Outlook 2009. Nel 2010 nell’area Ocse ci sarà dunque un numero record di disoccupati: 57 milioni con un tasso molto vicino al 10%. Per l’Italia il peggio deve arrivare: la maggiore crescita della disoccupazione ci sarà proprio nel prossimo anno, quando il tasso tornerà nuovamente a due cifre (10,5%, stima l’organizzazione di Parigi per l’ultimo trimestre del 2010). Il governo frena però il pessimismo.
Segnali di ripresa sul fronte dei consumi che, per la prima volta dopo un anno e mezzo, fanno registrare, a giugno e a luglio, due variazioni positive consecutive sia in termini congiunturali che nel confronto con gli analoghi periodi del 2008. L’ Indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) segnala, in particolare, a luglio 2009 un incremento dello 0,5% in termini tendenziali e dello 0,2% rispetto a giugno.
Si alza il tono della protesta sui precari della scuola con i sindacati confederali che, con diversi accenti, sono di nuovo intervenuti oggi. La Flc-Cgil ha minacciato perfino uno sciopero generale. Dure critiche alla politica scolastica del governo anche dal leader del Pd, Dario Franceschini, per il quale quello della scuola “é stato il più grande licenziamento di massa della nostra storia. Ciò che é accaduto per i precari della scuola è una vergogna con gente finita a zero euro dalla mattina alla sera“.
ROMA – La recessione mostra i primi segni di rallentamento: il Pil delle principali economie mondiali (G7) dovrebbe scendere quest’anno del 3,7%. Lo prevede l’Ocse rivedendo la stima di giugno (-4,1%).
La crisi piomba sull’ occupazione: l’ Eurozona registra il record da 10 anni con un tasso del 9,5% in luglio mentre in Italia esplode il ricorso alla cassa integrazione, quintuplicato in giugno.



















