Chiusura in rialzo per Piazza Affari, domina la mancanza di novità
Chiusura in lieve rialzo a Piazza Affari in linea con l’andamento del mercato Usa e in assenza di novità dalla riunione odierna della Bce che ha confermato i tassi di riferimento della zona euro all’1% per il sedicesimo mese consecutivo. “Dalla Bce non è venuta alcuna novità. Adesso i mercati attendono i dati Usa di domani sugli occupati non agricoli“, osserva un trader. L’indice FTSE Mib .FTMIB sale dello 0,21%, l’AllShare .FTITLMS dello 0,17%. Il Mid Cap perde lo 0,03%. Volumi poco sopra 1,9 miliardi di euro nel finale.
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La crisi economica morde ormai anche i giganti del fast-food. Burger King, diretta concorrente di McDonald’s, sarebbe in vendita e secondo indiscrezioni della stampa Usa sarebbero già in corso trattative con potenziali acquirenti. Il gruppo britannico di private equity 3i Group sarebbe tra i contendenti nella corsa per portarsi a casa la seconda catena di fast-food al mondo. Sia Burger King che 3i Group non hanno rilasciato dichiarazioni in merito ma l’indiscrezione dei giornali ha fatto immediatamente impennare le azioni del gruppo. A New York il titolo è infatti schizzato del 18,5% a 19,50 dollari, segnando il rialzo più forte da maggio 2006. Prima di oggi la sua quotazione nel corso dell’anno era crollata del 13%.
Piazza Affari comincia il mese di settembre mettendo a segno un rialzo convincente. Archiviato un agosto che ha visto prevalere nettamente le vendite, il listino di Milano saluta due indicatori confortanti sull’attività manifatturiera in Cina e negli Stati Uniti, una sorta di raggio di sole che ha squarciato le nubi che da settimane si addensano sulle borse. “Già dalla chiusura di Wall Street di ieri s’intuiva che settembre sarebbe cominciato bene“, commenta un trader. “E’ un rimbalzo generalizzato, che premia in particolare i settori che recentemente hanno sofferto di più, come risparmio gestito e tecnologie“.
Piazza Affari archivia in lieve rialzo una seduta vissuta in gran parte all’insegna delle vendite. In linea con le altre borse europee, registrando la caduta di Wall Street e di Tokyo, il listino di Milano aveva esordito in rosso. E così ha proseguito sino alla pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori Usa di agosto, risultato decisamente sopra le attese. A quel punto, le borse si sono portate sopra la parità, pur senza fare faville. Anzi, il clima di fondo rimane pessimista. “Il recupero ci sta“, commenta un trader. “Nelle ultime dieci-undici sedute siamo praticamente solo scesi“.
Piazza Affari archivia una seduta incolore, condizionata dalla chiusura per festività della borsa di Londra che, unita al clima ancora estivo, ha ridotto gli scambi al lumicino. Nel finale l’andamento negativo di Wall Street pesa sugli indici europei, in un panorama che vede prevalere i timori per la situazione economica nonostante i dati macro Usa positivi e le novità sul fronte M&A internazionale – come l’offerta di Sanofi su Genzyme, le nuove puntate della saga 3Par o l’acquisizione da parte di Intel della controllata wireless di Infineon.
Via libera al gigante Usa dei cieli. L’antitrust americano ha dato l’ok alla maxi-fusione tra United Airlines, la compagnia aerea statunitense controllata da Ual, e Continental Airlines. Un’operazione da tre miliardi di dollari, tutta in titoli, che darà vita alla più grande compagnia aerea del mondo per volume di traffico, cui ora manca solo l’approvazione degli azionisti. Il voto è previsto per il mese prossimo e le due compagnie hanno fatto sapere che contano di chiudere il merger entro il primo ottobre. Il nuovo colosso aereo si chiamerà United Airlines, con base a Chicago, e potrà contare su 370 destinazioni in 59 Paesi, con un giro d’affari da 29 miliardi di dollari, una flotta di 700 aerei e 87 mila impiegati.
Piazza Affari chiude in rialzo, dopo una seduta all’insegna del tentativo del rimbalzo. Gli operatori, però, si dicono scettici. Un trader, in particolare, cita, fra i motivi di preoccupazione, un report di Morgan Stanley datato ieri. Nel documento, intitolato ‘Ask not whether governments will default, but how’, l’analista Arnaud Marès sostiene che i governi delle economie avanzate (non solo la zona euro, anche Usa e Gran Bretagna), alla luce dei problemi di bilancio (in particolare, la spesa pensionistica crescente), rinnegheranno senza dubbio alcune promesse, parlando di conflitto fra possessori di bond e altri stakeholder governativi. Il report sostiene che i default sono sicuri, bisogna soltanto capire da parte di chi e con quali modalità.
Nuova seduta all’insegna delle vendite per i listini azionari mondiali, penalizzati dal super-yen e da nuovi dati macroeconomici negativi giunti dagli Stati Uniti dove l’indice dei beni durevoli è cresciuto a luglio molto meno delle attese. Wall Street ha aperto le contrattazioni in calo con il Dow Jones a -0,28%, il Nasdaq a -0,69% e lo Standard and Poors a 0,27 per cento. Dopo una mattinata piatta i listini europei hanno decisamente imboccato la strada ribassista. Francoforte cede l0,92%, Parigi l’1,5% e Londra l’1,11%. A Piazza Affari l’indice FTSE Mib segna -1,47% a 19.405 punti e l’All Share -1,33 per cento.
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