Fmi, parla Strauss-Kahn: la crisi si stabilizza, ma la ripresa è lontana
NEW YORK – “Restano da affrontare serie sfide” soprattutto sul fronte della crescita e dell’occupazione ma “ci sono incoraggianti segnali di stabilizzazione“. Lo afferma il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, osservando come “l’aumento delle risorse a disposizione e una maggiore flessibilità hanno consentito al Fmi si sostenere meglio i paesi emergenti colpiti dalla recente crisi finanziaria, la peggiore dagli anni ’30”.
“Ci sono segnali che le condizioni economiche si stanno stabilizzando in molti paesi. Rispetto alle crisi precedenti, la stabilizzazione arriva prima ma per una ripresa ci vorrà tempo: in diversi paesi alcune delle debolezze devono essere ancora affrontate“, spiega il Fondo in un documento in cui ripercorre i programmi sostenuti dal Fmi in un rapporto interno in cui valuta i programmi messi in atto dal Fmi passando in rassegna 15 paesi emergenti per i quali sono stati adottati. “Nonostante il peggio sia stato evitato e i primi segnali di stabilizzazione, restano molte sfide da affrontare, incluso il tempestivo ritiro delle misure di stimolo fiscale e monetarie e il riparare i bilanci delle banche“.
FINANZIAMENTI E FLESSIBILITA’
Il rapporto interno del Fmi ripercorre i programmi messi in atto con il sostegno dall’istituto che “hanno aiutato i paesi delle economie emergenti a fronteggiare la crisi“. In particolare, “il Fondo é stato in grado di mobilitare importanti pacchetti di finanziamento per i paesi colpiti dalle turbolenze finanziarie“, anche grazie a un allentamento delle condizioni strutturali per elargire fondi. “Condizioni che – osserva il Fmi – verranno inasprite nuovamente nel corso del tempo con lo scemare delle debolezze” economiche e finanziarie. La maggiore flessibilità acquisita dal Fondo è mostrata – osserva ancora il rapporto – dal disegnare i diversi programmi di sostegno a seconda delle esigenze dei singoli paesi.
IL PEGGIO E’ STATO EVITATO
“Lo studio giunge alla conclusione che i programmi appoggiati dal Fondo nei paesi emergenti hanno contribuito a dare la risposta politica e finanziaria necessaria per affrontare la peggiore crisi globale dagli anni ’30. Anche se la crisi ha avuto profonde conseguenze sul sulla produzione e sull’occupazione” il peggio è stato evitato anche grazie al fatto che i programmi attuati si sono mostrati in grado di adeguarsi ai bisogni dei singoli paesi, adattandosi al peggioramento delle condizioni economiche e attenuando le forze contrarie. “Il risultato è che segni di stabilizzazione stanno emergendo anche se restano sfide importanti da affrontare per assicurare una crescita sostenuta” nei paesi in cui i programmi del Fmi sono stati attuati, si legge nel rapporto interno del Fondo.
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