Licenziamenti Lufthansa

 Durante il primo trimestre del 2012 Lufthansa ha ottenuto perdite più che raddoppiate rispetto a quelle conseguite nello stesso periodo dello scorso anno. Di conseguenza, precisa la società, nel prossimo futuro potrebbe essere necessaria una forte riduzione del personale, e perfino la creazione di una compagnia aerea low cost che potrebbe rinvigorire nel migliore dei modi la concorrenza nei confronti di alcuni competitors di riferimento, come Easyjet e Ryanair.

La società, stando a quanto emerge dalle ultime indiscrezioni, si appresterebbe pertanto a varare piani per il taglio di almeno 3.500 posti di lavoro, cedendo parte degli aeromobili per il corto e medio raggio (pertanto, per le rotte continentali europee) a una controllata low cost. L’obiettivo, stando a quanto affermato dal CEO Christoph Franz, e i responsabili finanziari dell’aerolinea, è di risparmiare almeno 1,5 miliardi di euro di qui al 2014.

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Profitti Ubs in forte calo

 Ubs, il big svizzero del credito, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con utili pari a 688,2 milioni di euro, nettamente inferiori alle stime dei principali analisti di mercato, che invece attendevano un risultato netto del conto economico di periodo intorno ai 900 milioni di euro. Un risultato, pertanto, fortemente deludente, che rischia di accentuare i malumori degli azionisti nei confronti del management della prima banca elvetica.

Nel corso del primo trimestre, infatti, gli utili netti sono letteralmente precipitati di 54 punti percentuali, fermandosi a 827 milioni di franchi (688,2 milioni di euro) a causa delle partite straordinarie. Un flop parziale che ha reso improvvisamente più prudenti i vertici societari, che hanno espresso particolare cautela circa il prossimo futuro a breve termine, con risultati e prospettive incerte sul secondo trimestre e sull’intero esercizio fiscale, che rischia di risentire più del previsto del difficile contesto macroeconomico.

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Prima trimestrale 2012 Lloyds

 Lloyds Banking Group, uno dei principali colossi creditizi della Gran Bretagna, ha dichiarato di aver chiuso il primo trimestre 2012 con risultati certamente soddisfacenti, grazie a utili più che raddoppiati, in grado di superare la maggior parte delle stime degli analisti. Gli utili ante imposte hanno infatti toccato quota 628 milioni di sterline (circa 1 miliardo di dollari) rispetto ai 284 milioni di sterline dello stesso periodo dell’anno precedente, con un balzo in avanti ben certificato dal comunicato stampa di qualche giorno fa da parte dei vertici societari.

Gli analisti avevano invece stimato il conseguimento di utili ante imposte superiori allo scorso anno, ma non oltre i 420 milioni di sterline. Maggiore incertezza vige invece sul futuro: la compagnia – per il 40% in mano al governo britannico – a causa delle debolezze e dell’indeterminatezza delle previsioni sullo sviluppo dell’economia nazionale, ha preferito rinviare la pubblicazione delle proprie stime puntuali sui risultati che intende conseguire nel futuro a breve e a medio termine.

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Stime negative per Sharp

 Sharp, il più importante produttore di display a cristalli liquidi del Giappone, ha recentemente toccato un minimo storico durante le negoziazioni alla Borsa di Tokyo, a causa della pubblicazione di dati annuali previsionali particolarmente deludenti. Un flop che ha condotto le azioni della compagnia a perdere oltre 9 punti percentuali del proprio valore, con una prestazione che ha di fatto dato il via al passo indietro più brusco degli ultimi trentatreanni, in una giornata difficilmente dimenticabile per i vertici societari.

La motivazione alla base di questa significativa contrazione nella capitalizzazione di mercato è da ricercarsi nel fatto che il produttore dei display Aquos ha dichiarato che probabilmente l’anno fiscale iniziato il 1 aprile 2012 – e terminante il 31 marzo 2012 – si chiuderà una perdita pari a 30 miliardi di yen (circa 376 milioni di dollari), con un risultato negativo incredibilmente peggiore rispetto alle previsioni degli analisti, che invece attendevano un segno meno dinanzi a 7,6 miliardi di yen.

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Buona trimestrale per Suzuki Maruti

 Suzuki Maruti ha chiuso il quarto trimestre fiscale dell’esercizio (quello conclusosi il 31 marzo 2012) con risultati superiori alle stime degli analisti. A beneficiare i conti del terzo produttore di auto d’Asia sono state le vendite sul mercato internazionale, che hanno condotto il fatturato su soglie record.

Più nel dettaglio, gli introiti netti di Sukuzi Motor sono calate di 3 punti percentuali a 6,4 miliardi di rupie (circa 122 milioni di dollari) contro i precedenti 6,6 miliardi di rupie conseguite nello stesso periodo dell’anno precedente, e contro il consensus degli analisti pari a 5,56 miliardi di rupie. Complessivamente, sommando i risultati della divisione indiana del gruppo con il resto delle strutture, le vendite sono balzate alla cifra record di 17 punti percentuali a 114,9 miliardi di rupie, con previsioni di ulteriore incremento per 12 punti percentuali nel corso dell’esercizio iniziato il 1 aprile 2012, e in termine il 31 marzo 2013.

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Ricavi Amazon oltre le attese

 Amazon, il principale rivenditore al dettaglio online al mondo, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi e utili oltre le stime degli analisti. Il merito dei buoni risultati di periodo della compagnia americana è attribuibile principalmente alla forte domanda per i Kindle, e alla tenuta più che soddisfacente dell’intera gamma dei servizi e-commerce per i venditori.

Gli utili netti sono così potuti balzare a quota 130 milioni di dollari, o 28 centesimi per azione, contro i 201 milioni di dollari, o 44 centesimi per azione, conseguiti nello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi da vendite e da prestazioni sono invece cresciuti di 34 punti percentuali a 13,2 miliardi di dollari, contro stime degli analisti pari a 12,9 miliardi di dollari (gli stessi osservatori attendevano profitti netti per 7 centesimi per azione).

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Prima trimestrale 2012 PepsiCo

 PepsiCo, uno dei leader mondiali nel comparto della produzione di beni alimentari, ha annunciato di aver concluso il primo trimestre del 2012 con buoni risultati di conto economico, I profitti sono infatti giunti a quota 69 centesimi di dollaro per azione, due centesimi in più del consensus degli analisti. Gli utili netti del trimestre sono infatti diminuiti di 1,4 punti percentuali a 1,13 miliardi di dollari, o 71 centesimi per azione, rispetto a 1,14 miliardi di dollari, o 71 centesimi di dollari, dello stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le principali determinanti di questi positivi risultati, è possibile annoverare l’ampliamento della distribuzione di prodotti alimentari su base territoriale, e l’introduzione di nuovi beni all’interno dei mercati emergenti, al fine di incrementare le vendite. La società, al fine di contenere i costi, ha altresì dato il via a una riorganizzazione delle risorse umane che ha condotto all’eliminazione di 8.700 posti di lavoro, e ha incrementato la spesa sul marketing di circa 600 milioni di dollari, nella speranza di ottenere quote di mercato dal principale rivela, CocaCola.

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Storica perdita per Nintendo

 Nintendo, big giapponese del mondo dei videogiochi, brand di riferimento (insieme a Sony e Microsoft) nel panorama delle console, ha chiuso l’anno fiscale 2011 – 2012 con una perdita da 43,2 miliardi di yen, pari a 533 milioni di dollari. L’anno fiscale che si concluderà il prossimo 31 marzo, ha prontamente dichiarato la compagnia giapponese, dovrebbe invece concludersi con utili intorno ai 20 miliardi di yen, pari a 246 milioni di dollari, invertendo così la tendenza negativa del periodo recentemente conclusosi (ad ogni modo, il dato sarebbe sempre inferiore ai 32 miliardi di yen frutto del consensus degli analisti).

L’ammontare dei profitti di Nintendo dipenderà fondamentalmente dal buon esito del business legato alle vendite dei propri videogame in tre dimensioni (target fissato in 18,5 milioni di unità vendute) e della propria console Wii (target a 10,5 milioni, comprensive della nuova versione U che dovrebbe sbarcare nei negozi entro la fine del 2012).

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Utile Samsung primo trimestre 2012

 Samsung ha chiuso il primo trimestre del nuovo anno con dati davvero positivi. Il conto economico periodale del gruppo coreano conferma pertanto l’ottimo stato di salute della gamma dei prodotti dell’aziende, che hanno permesso alla società di poter vantare uno storico (e, per certi versi, improbabile) soprasso nei confronti del big finlandese Nokia e, soprattutto, di Apple.

Nel primo trimestre del 2012, infatti, Samsung Electronics ha ottenuto un utile netto pari a 5.050 miliardi di won, pari a 3,37 miliardi di euro. La determinante fondamentale di questi risultati straordinari è riconducibile per gran parte al successo dei propri smartphone, e all’incredibile successo di alcune punte di diamante della propria gamma, come il Samsung Galaxy, in grado di fronteggiare ad armi pari concorrenti più o meno agguerriti.

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Fisco in soccorso di Goldman Sachs

 Goldman Sachs ha chiuso lo scorso anno con utile netto pari a 4 miliardi di sterline, a fronte dei quali sono stati versati 4 milioni di tasse. Una proporzione irrisoria rispetto alla redditività generata dai business di Goldman Sachs, che tuttavia cela una situazione perfettamente legittima e regolare, visto e considerato che alcune norme dell’ordinamento fiscale inglese permetterebbero alla filiale britannica della banca d’affari di poter differire oltre il 99% dell’imposta dovuta. Una evoluzione criticatissima dai labour, che l’hanno definita “moralmente ed eticamente sbagliata”.

Ma andiamo con ordine: Goldman Sachs International gestisce alcuni uffici a Londra dove lavorano quasi 6 mila persone. Nel 2011, per l’utile maturato in territorio di Sua Maestà, la banca dovrebbe pagare più di 420 milioni di sterline di imposte. Tuttavia, ha scelto di rinviare oltre il 99% dgli utili (418 milioni di sterline) al prossimo futuro, sfruttando una disposizione sancita dall’ordinamento fiscale britannico.

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