Milano, sfilate e pret-à-porter in crisi e Swarovski va in Cina. La moda guarda al low-cost

Il 2009 parte decisamente sottotono per la moda milanese. La crisi economica, insomma, si fa sentire: le sfilate di Milano Moda Donna, in programma da 25 febbraio al 4 marzo, sono state “accorciate”, mentre Milano Unica, il salone del tessile che si è appena concluso a FieraMilanoCity, ha registrato il 20% in meno di presenze. Così, mentre Swarovski taglia 150 posti di lavoro e pensa di trasferire le sue fabbriche dalle alpi austriache in Cina, gli stilisti italiani pensano di seguire l’ esempio dei marchi cheap&chic: la moda low-cost sembra essere l’ ultima frontiera per sfidare la crisi.

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Facebook compie 5 anni, ma il social network più famoso del mondo non guadagna. MySpace il più pagato

Facebook, il social network più famoso del mondo, nasceva nel febbraio del 2004 dall’ intuizione di Mark Zuckerberg. Non un ingegnere della Silicon Valley, bensì un facoltoso e assai capace studente diciannovenne della Harvard University, aiutato da Dustin Moscovitz e Chris Hughes. Il social network era stato creato come rete virtuale per mantenere i contatti tra ex compagni di classe ed ha catturato oltre 150 milioni di iscritti in tutto il mondo. Ogni persona ha in media di 120 amici, con i quali chattare on line. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: un fatturato che stenta a decollare.
I 210 milioni di dollari di ricavi stimati per il 2008 – e i 230 milioni previsti dalla società di ricerca eMarketer per quest’anno – sono infatti poca cosa rispetto ai numeri che muove Facebook.

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Dar Fur, dove il denaro non conta: qui il lavoro viene pagato in birra

Non è una novità, ma in pochi lo sanno: nel Dar Fur, un’ ampia regione del Sudan centromeridionale, verso i confini con il Ciad, i coltivatori musulmani vengono pagati in birra.
Quest’ area, infatti, è costituita da un massiccio montagnoso dove i coltivatori musulmani usano la tecnica del bastone da scavo per coltivare principalmente il miglio. L’ allevamento è scarso ed ogni famiglia è lagata alle altre con obblighi reciproci.
La particolarità di quest’ area è che vige un doppio sistema di scambio: nel primo circolano lavoro e birra associati a miglio e case; nel secondo denaro e altri beni di mercato.

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Crisi: Panasonic taglia 15.000 posti di lavoro e chiude 27 impianti

TOKYO – Panasonic annuncia il taglio di 15 mila posti di lavoro e la chiusura di 27 impianti per contrastare gli effetti della crisi economica globale.
Panasonic è soltanto l’ ultimo colosso dell’ elettronica giapponese a cedere, in ordine di tempo, sotto i colpi della crisi economica internazionale dopo Sony, Hitachi, Toshiba e Nec, avviandosi al primo rosso in sei anni. Il gruppo di Osaka ipotizza un disavanzo al 31 marzo prossimo di ben 380 miliardi di yen (3,2 miliardi di euro), per effetto – si legge in una nota – “del continuo peggioramento della domanda sui mercati e alla risalita dello yen verso le principali valute’“.

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Obama mette un tetto agli stipendi dei manager: al massimo 500.000 dollari l’anno

Il presidente americano Barack Obama imporrà un tetto di 500.000 dollari all’ anno per i compensi degli executive delle banche e delle altre società che ricevono vaste somme di denaro nell’ ambito del piano di salvataggio del sistema finanziario. Obama chiederà anche alle istituzioni finanziarie pubbliche di rivelare gli accordi a lungo termine sugli stipendi dei loro capi. Verranno inoltre fissati limiti ai bonus degli executive, con l’ eccezione dei normali dividendi delle azioni. Le nuove regole, insomma, saranno molto più severe di ogni restrizione imposta durante l’amministrazione Bush e potrebbero costringere i vertici delle società ad accettare pesanti riduzioni dei loro stipendi attuali. Le proposte di Obama vogliono essere l’inizio di uno sforzo a lungo termine per regolamentare gli stipendi degli executive. Nel frattempo, due ministri se ne vanno dal neo-governo per problemi con le tasse.

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Condominio: il 20% non lo paga a causa della crisi. Priorità a mutui e bollette

ROMA – In tempo di crisi economica, raddoppia il numero di chi rimanda il pagamento delle quote mensili per le spese condominiali e dà la priorità ad altre spese come il mutuo e le bollette. Ecco dunque che le difficoltà economiche degli italiani si riflettono anche nella gestione degli immobili: circa il 20% dei residenti in condominio non paga le quote periodiche, rischiando il pignoramento. E’ quanto emerge da una analisi dell’ Anammi, l’ Associazione nazionale degli amministratori d’ immobili, che propone alcuni suggerimenti per gestire il problema.

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