In materia di liquidità, le banche centrali sono pronte a fare la loro parte nel caso in cui ci fosse bisogno di un intervento coordinato per sostenere l’economia.

In materia di liquidità, le banche centrali sono pronte a fare la loro parte nel caso in cui ci fosse bisogno di un intervento coordinato per sostenere l’economia.

La bancarotta della Silicon Valley Bank è al centro delle cronache statunitensi e globali finanziarie. Sia per il fatto di per sé stesso che per la velocità con la quale si è giunti a tale situazione.
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La Bce ha rialzato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale. Lo ha reso noto sottolineando che il tasso sui finanziamenti principali sale al 3%.

La Banca nazionale svizzera ha bruciato 134 miliardi di euro nel corso del 2022. Una perdita incredibile che sottolinea quanto il rialzo dei tassi di interesse possa rivoltarsi contro anche a quelle istituzioni che hanno necessità di attuarli.

Bankitalia è fredda sulla manovra. La banca centrale italiana ha fatto sapere, nel corso di un’audizione dedicata, come in particolare sul contante siano presenti delle criticità in quanto a contenuti.

L’amministrazione straordinaria di Carige decisa dalla Bce è stata annullata dal Tribunale europeo. Una sentenza questa che rappresenta un altro interessante tassello della storia di questa banca ligure.

Cosa sta succedendo con Credit Suisse? A quanto pare quello che diverse persone stavano profetizzando da giorni: il titolo è crollato presso la Borsa di Zurigo.

La Banca centrale inglese sta optando per un piano di emergenza riguardante i bond. Ha infatti annunciato l’acquisto illimitato di quelli a lunga scadenza.

Christine Lagarde ha fatto intendere di essere pronta a tutto contro l’inflazione e la crisi. L’economista, a capo della Bce, è focalizzata sull’evitare il più possibile che l’Europa si ritrovi a dover combattere con una recessione. E sta cercando di agire direttamente sul contesto.

La Bce ha deciso per un rialzo “gigante” di 75 punti base dei tassi di interesse. A quanto pare la linea morbida non è più tra i percorsi accettabili da seguire. Una scelta difficile da prendere ma necessaria, nonostante quella già presa lo scorso luglio quando, dopo undici anni, l’Europa ha detto addio ai tassi negativi.
