Può il caro energia essere risolto dal decoupling? È questa la domanda che ci si sta ponendo a livello europeo. E che è spinta da un bisogno urgente: quello di aiutare famiglie e imprese a gestire la crescita delle bollette.

Può il caro energia essere risolto dal decoupling? È questa la domanda che ci si sta ponendo a livello europeo. E che è spinta da un bisogno urgente: quello di aiutare famiglie e imprese a gestire la crescita delle bollette.

Christine Lagarde ha fatto intendere di essere pronta a tutto contro l’inflazione e la crisi. L’economista, a capo della Bce, è focalizzata sull’evitare il più possibile che l’Europa si ritrovi a dover combattere con una recessione. E sta cercando di agire direttamente sul contesto.

La Bce ha deciso per un rialzo “gigante” di 75 punti base dei tassi di interesse. A quanto pare la linea morbida non è più tra i percorsi accettabili da seguire. Una scelta difficile da prendere ma necessaria, nonostante quella già presa lo scorso luglio quando, dopo undici anni, l’Europa ha detto addio ai tassi negativi.

A sorpresa il Mef scarta la cordata data per favorita per Ita Airways. E sceglie quella del Fondo Certares, accompagnato nell’investimento da Delta e Air France. L’offerta è stata giudicata più in linea con le necessità del vettore.

Il caro energia e il suo peso sulle nostre tasche ci impongono di prendere in considerazione pellet e metodi alternativi per riscaldarci. Ma convengono davvero? Aiutano a combattere questi rincari ed eventuali limitazioni che potremmo incontrare?

È arrivato il momento di chiedersi cosa succederebbe se l’euro si fermasse davvero sotto il dollaro. Cosa comporterebbe un simile equilibrio differente da quello degli anni scorsi?

Il caro energia non finirà qua: sono previsti diversi rincari nei prossimi mesi e questo è dovuto principalmente ha ciò che ha annunciato Gazprom. Ovvero che i prezzi del gas potranno salire ancora di più nel corso dell’inverno.

Ryanair mette uno stop ai voli scontati: il caro energia che tanto sta mettendo a ferro e fuoco aziende e famiglie non lascia libero nemmeno i vettori che si trovano a dover tagliare spese dove possibile.

Elon Musk vende 7,92 milioni di titoli Tesla: è colpa di Twitter? La domanda è più che lecita se si pensa a quel che è successo negli ultimi mesi e a quelle che potrebbero essere le conseguenze delle decisioni prese dal patron di Space X.

Anche l’Italia ora fa sentire la sua voce sul tema Big Tech e il contributo che le stesse dovrebbero pagare per la manutenzione delle infrastrutture di rete in Europa. E se ci si pensa bene non è una posizione sbagliata.
