Manovra 2021: reddito di cittadinanza, fisco e pensioni

di Valentina Cervelli Commenta

La scadenza per la presentazione della manovra 2021 si avvicina e già appare abbastanza chiaro che nelle prossime settimane se ne vedranno delle belle, soprattutto pensando al fatto che i nodi cruciali della stessa da risolvere sono il fisco, le pensioni e il reddito di cittadinanza: ed è importante trovare una soluzione che sappia accontentare tutti.

Molti i temi da affrontare

E’ un dato di fatto che le forze politiche, al momento abbastanza discorsi, dovranno per forza raggiungere un compromesso dato che dopo la manovra il Governo ha piani ben precisi da seguire, soprattutto in ambito fiscale. Uno dei maggiori problemi è il tempo che inizia a scarseggiare, come anticipato:  a fine settembre è previsto l’aggiornamento del Def mentre la legge di bilancio deve essere varata entro metà ottobre. Questo porta a vedere tutte le problematiche del dover rivedere la riforma delle pensioni (quota 100), il reddito di cittadinanza e le cartelle fiscali come un’ulteriore criticità che deve essere affrontata in un contesto nel quale pesano anche le diatribe sul green pass e la presenza delle amministrative.

Il reddito di cittadinanza è uno dei temi più infuocati: Lega e Italia Viva vorrebbero addirittura eliminarlo, mentre M5s PD e Leu punterebbero a un miglioramento dell’iniziativa per evitare sprechi: sarebbe proprio questa la linea preferita da Palazzo Chigi, potenziando i controlli e l’accesso al lavoro.

Finanziamento per ammortizzatori da non sottovalutare

È importante sottolineare che sebbene l’istruttoria tecnica della manovra non sia ancora partita, le riunioni di preparazione hanno già delineato quello che dovrebbe essere il percorso da seguire: ovvero lo spendere il giusto senza alzare il livello del debito e senza eseguire troppi tagli. Secondo gli analisti governativi non sarebbe impossibile grazie alla crescita registrata in questi mesi: per la fine del 2021 si potrebbe infatti raggiungere un rialzo del Pil del 5,7-5,8% che potrebbe addirittura toccare il 6%.

Quel che è certo è che nonostante le buone intenzioni la manovra 2021 deve tenere conto dei 20 miliardi di finanziamenti necessari per sostenere i nuovi ammortizzatori come la Naspi, le misure per la crescita parallele al Recovery Plan e quello che avverrà dopo la quota 100.  Senza dimenticare di dover lavorare sul taglio del cuneo fiscale, sul reddito di cittadinanza come già sottolineato e sulle cartelle esattoriali. Quelle bloccate dal marzo 2020 per via della pandemia di coronavirus sono infatti al momento ripartite in modo graduale ma c’è chi chiede un nuovi rinvio, magari per rilanciare una nuova rottamazione.

Insomma, come sempre tanta carne al fuoco e tante posizioni differenti: riuscirà Mario Draghi a trovare una soluzione per tutto?

 

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