Paypal, a pagamento per chi?

di Valentina Cervelli Commenta

Paypal a pagamento? L’azienda immette nel suo contratto una modifica che potrebbe rivelarsi molto interessante per diversi utenti. Si tratta di un cambiamento che non deve essere ignorato come spesso accade, dato che per alcuni potrebbe significare perdere la gratuità del servizio stesso.

Tariffa d’inattività per alcuni utenti

Deve essere sottolineato un fatto importante: chi usa Paypal regolarmente non dovrebbe incontrare problemi di sorta. La società ha modificato le condizioni di contratto per gli utenti italiani che ora hanno fino al 6 maggio prossimo per accettare la modifica proposta o eliminare il proprio account in caso non fossero intenzionati in tal senso.

La modifica contrattuale propone l’introduzione di una tariffa d’inattività per tutti quei conti che non vengono utilizzati da almeno un anno. Questa verrà addebitata nei conti dei venditori dal prossimo ottobre mentre su quelli personali dall’ottobre del 2023. Una mossa più che lecita da parte di un’azienda che al momento, anche nel nostro paese, si trova a spendere soldi per account che non le consentono di avere alcun guadagno.

Altra importante modifica riguardante Paypal è legata al suo cambio di giurisdizione: la società non sarà infatti più dipendente da quella del Regno Unito ma da quella del Lussemburgo. Entrambe le modifiche non devono essere sottovalutate dagli utenti, dato che le stesse avranno importanti conseguenze.

Paypal pronto a vietare transazioni compravendita NFT

Paypal è un servizio di gestione di fondi sulla rete che fin dalla sua fondazione ha rivoluzionato il modo in cui si fa compravendita su internet. Non solo è in grado di rendere veloci le transazioni di denaro ma è conosciuta per la protezione offerta in questo ambito. Sarà proprio la sicurezza il tema che riguarderà i prossimi cambiamenti contrattuali.

L’azienda cambierà anch il programma di protezione delle vendite al fine d’inserire gli NFT tra gli articoli non acquistabili attraverso Paypal, attualmente permessi nell’ambito delle transazioni con importi non superiori ai 10 mila dollari. Avverrà inoltre un rinforzo delle sanzioni nei confronti di coloro che tenteranno l’esecuzione di operazioni vietate dal regolamento della società.

Per i conti business di Paypal sarà aggiunta una categoria per la quale sarà possibile specificare gli introiti soggetti a revisione o svalutazione da parte delle autorità di vigilanza e controllo.  Nei cambiamenti che prenderanno piede a breve saranno presenti chiarimenti sulla raccolta dei dati relativi alle persone che non hanno un conto e l’uso fatto dei dati personali raccolti.

In questi particolare ambito, come riportato, Paypal conserverà dopo la raccolta,  i dati identificativi degli utenti, le novità sulle transazioni come la geolocalizzazione o relative al dispositivo usato, le informazioni del profilo pubblico dell’utente e sui suoi amici o contatti, le informazioni relative ai servizi usati e quelle dei dati ricevuti da terze parti.

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