Carige, ufficializzato abbandono di CCB

di Valentina Cervelli Commenta

L’addio è stato ufficializzato: Banca Carige dovrà trovare ben presto un nuovo acquirente per le sue quote. Quelle che fino ad ora erano solo indiscrezioni si sono poi rivelate in realtà: sono saltate ufficialmente le trattative in alto tra il Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) e Cassa Centrale Banca per ciò che concerne il passaggio del 80% del capitale dell’istituto ligure.

CCB getta la spugna a causa della pandemia

È stato lo stesso Fitd, attraverso una nota, a darle comunicazioni: l’ente ha specificato di avere preso atto della decisione di CCB in merito alla decisione del proprio consiglio di amministrazione di non procedere “all’esercizio dell’opzione di acquisto della partecipazione” della quota di Carige in mano al Fondo e allo Schema volontario. Una decisione che è stata presa, come anticipato già negli scorsi giorni, per via dell’impatto che la pandemia ha avuto sull’economia mondiale è più nello specifico sul mercato bancario, uno dei primi a poter potenzialmente subire le conseguenze del protrarsi di questo stato di cose.

Ovviamente la pandemia di Covid-19 non è l’unica causa alla base di questa decisione: da quel che è messo nelle scorse settimane è stata evidenziata una certa reticenza da parte di alcune banche territoriali di Cassa Centrale Banca che avevano paura di perdere del capitale attraverso il peggioramento degli indici di patrimonio del gruppo nel caso in cui lo stesso avesse acquistato Carige.

Cade vecchio accordo raggiunto per Carige

Ovviamente, in questo modo, è crollata tutta l’operazione stabilita nel lontano 2019, la quale era basata sull’aumento di capitale da 700 milioni di euro di Carige. La ricapitalizzazione eseguita aveva in pratica portato a zero il potere dei vecchi soci, non consentendo agli stessi di partecipare al futuro della banca: non è un caso che molti piccoli azionisti e Malacalza, il socio di maggioranza fino a quel momento, abbiano presentato delle cause in tal senso.

Con questa mossa lo Schema volontario e Fitd avevano raggiunto quasi il 80% del capitale, accompagnati dall’ 8,34% in mano a CCB. Come l’accordo sosteneva il vero obiettivo era quello di far acquisire tutta la banca al gruppo Trentino rendendolo socio di maggioranza.

Cosa succede ora? Ovviamente il Fondo interbancario dovrà trovare un nuovo compratore per la sua quota ed è facile aspettarsi, nonostante l’ottimo stato di salute della banca, che questa operazione possa influenzare in qualche modo anche la serenità del governo di Mario Draghi e nello specifico del ministro dell’Economia Daniele Franco: Non bisogna dimenticare che l’Esecutivo è già alla ricerca di un compratore per Monte Paschi di Siena.

 

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