Mediaset, anche l’Olanda boccia MFE

di Valentina Cervelli Commenta

Non c’è davvero pace per Mediaset a causa dei ricorsi presentati da Vivendi in merito a Mediaset For Europe: Mfe è stato infatti bocciato anche dai tribunali olandesi, facendo segnare un’altra sconfitta per l’azienda di Piersilvio Berlusconi.

Anche Amsterdam contro Mediaset

Il Tribunale di Amsterdam ha infatti accolto il ricorso cautelare di Vivendi e di conseguenza ha causato il blocco del progetto di fusione transfrontaliera di Mediaset e Mediaset Espana nella holding olandese MFE. Va detto che per ciò che riguarda i paesi bassi la bocciatura è arrivata un po’ a sorpresa.

Cosa è successo questa estate? A luglio è arrivata la sentenza sfavorevole della Corte commerciale di Madrid che aveva bocciato il modello di governance di Mfe e il sistema di azioni speciali: questo aveva portato Mediaset  a decidere di rinunciare a alla società per poterne presentare una versione differente. E ora, a concludere una estate da dimenticare per l’azienda di Cologno Monzese, è arrivata la sentenza olandese che ancora una volta mette in discussione il modello di governance scelto. Va ripetuto, decisione che giunge sorprendente dato che il Tribunale di Amsterdam aveva dato ragione a Mediaset nei primi mesi del 2020.

Soddisfazione di Vivendi per il risultato raggiunto

Questo ha avuto ovviamente ripercussioni ribassiste sul titolo Mediaset, avendo ripercussioni anche sulle azioni della controllata spagnola. Ovviamente Vivendi non ha perso tempo nell’esprimere la soddisfazione per la sentenza olandese e ha dichiarato attraverso un portavoce:

Vivendi è molto soddisfatta per la decisione dei giudici di Amsterdam, che riteniamo sia nell’interesse di tutti gli azionisti di Mediaset, ovvero quello che abbiamo sempre cercato di ottenere in tutti i tribunali dei diversi Paesi e alla Corte Europea.

A breve, fin da giovedì 3 settembre, potrebbe inoltre aggiungersi al quadro la sentenza della Corte di giustizia Ue: la società francese non ha infatti lesinato di impugnare anche in Lussemburgo la normativa italiana in materia radiotelevisiva e in particolare l’articolo 43 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici che da 3 anni mantiene congelate le sue quote azionarie in Mediaset al 9,9%.

Una volta arrivata anche la sentenza della Corte di Giustizia europea il quadro si farà ancora più chiaro, soprattutto per Mediaset, che dovrà poi decidere come muoversi per ciò che riguarda il suo sviluppo a livello internazionale. Non va dimenticato in tal senso che nel corso dell’estate Vivendi ha dichiarato la propria disponibilità a sostenere un nuovo progetto MFE, se modificato dei nodi contestati su governance e azioni speciali. Il problema? La società di Piersilvio Berlusconi, prima di procedere vuole un risarcimento danni per l’ostruzionismo di Vivendi e per le cause relative al disaccordo del 2016 su Premium.

 

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