L’Ocse boccia Quota 100. Insostenibile a crescita zero

di Daniele Pace Commenta

 L’Ocse ha bocciato la Quota 100 del Governo perché la crescita estremamente bassa la renderebbe insostenibile. A dirlo il segretario Angel Gurrìa al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dopo che il Documento di economia e finanza ha confermato la diminuzione del Pil Italiano. Si parla di un’economia “ufficialmente in stallo” da parte del segretario Ocse, Gurrìa. Non si è fatta attendere la risposta del vice presidente, Di Maio: “No intromissioni, grazie”, proseguendo con un durissimo “fare l’austerity a casa loro”.

Il rapporto

Il rapporto dell’Ocse parla di una ripresa “modesta” per l’Italia, con un’economia in rallentamento. Ma poi sono i due capisaldi della campagna elettorale, Reddito di cittadinanza e Quota 100, a preoccupare l’Organizzazione per la cooperazione economica.

Se non manca il plauso per “l’obiettivo di assistenza ai poveri”, l’Ocse avverte sull’uso di “fondi supplementari significativi per i programmi di contrasto alla povertà”, che con la bassa crescita potrebbe significare un problema notevole per il paese.
Per questo, secondo l’Organizzazione, sarebbe opportuno “abbassare e ridurre progressivamente nel tempo le prestazioni del Rdc e introdurre un sussidio per i lavoratori occupati a basso reddito, per incoraggiare i beneficiari a cercare un impiego nel settore formale”.
Il problema è che queste misure possano essere solo un palliativo, in mancanza di un vero sostegno al rientro nel mercato del lavoro, dovuto alla debole economia che non consente di creare sufficienti posti di lavoro.

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