La ricetta dell’Abi contro la crisi immobiliare

di Simone Commenta

L’Associazione Bancaria Italiana (meglio nota con l’acronimo Abi) ritiene di avere a portata di mano la soluzione per rilanciare il settore immobiliare del nostro paese. Come è stato reso noto oggi, infatti, si sta lavorando con grande intensità alla predisposizione di alcune misure che siano capaci di sostenere il mercato in questione, da qualche tempo a questa parte in estrema difficoltà. Di cosa si tratta esattamente? Entrando più nello specifico, l’associazione vuole modificare alcune norme di riferimento, un cambiamento che dovrà però essere perfezionato insieme al nuovo esecutivo che si andrà a formare.

Proprio nel corso della giornata odierna è stato presentato un lavoro molto interessante e dal nome eloquente: Il risparmio immobiliare privato, bene comune certezza. In pratica, questo rapporto è stato stilato dall’International University College di Torino e ha potuto beneficiare dell’appoggio da parte della Fondazione Italiana per il Notariato e di Assoimmobiliare. Si tratta di una comparazione piuttosto interessante del sistema del real estate nel nostro paese e negli Stati Uniti, in modo da capire quali siano i punti di contatto e gli eventuali elementi critici. Nel Belpaese il comparto presenta un sistema di governo pubblico che cerca di dare la massima trasparenza possibile a tutte le transazioni, puntando anche alla tutela delle parti dai vizi che possono riguardare il mercato.

La collaborazione tra la nostra amministrazione finanziaria (l’Agenzia delle Entrate e gli archivi notarili) e la programmazione del numero di concessionari (sia notai che pubblici ufficiali) permette poi di rendere migliore il sistema, stando sempre alle conclusioni del rapporto. L’attuale patrimonio immobiliare del nostro paese è pari a più di 6.400 miliardi di euro, una stima che si riferisce alla fine del 2011 e che rappresenta più di quattro volte il prodotto interno lordo e tre volte il debito pubblico (superiore ai duemila miliardi di euro come purtroppo sappiamo). Si riuscirà a sfruttare nel migliore dei modi questa posizione?

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