Montepaschi banca solida?

di Roberto R Commenta

 Monte dei Paschi di Siena è una banca ancora solida. Anche se non tutti la pensano così, la dichiarazione è stata recentemente formulata dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, in un’intervista all’autorevole americano Wall Street Journal, nella quale il rappresentante del governo uscente ha avuto modo di fare il punto sulla sulla sottoscrizione da parte del ministero dell’Economia dei Monti bond per Mps.

Una procedura in corso di accertamento e di approfondimento, che dovrebbe rappresentare un tassello fondamentale nel mosaico del sostanziale salvataggio dell’istituto di credito più antico d’Italia.

Grilli ha poi voluto parlare della ripresa economica italiana e, più in generale dello stato di salute dei conti nazionali, ricordando come la ripartenza della produttività interna lorda sia prevista per la seconda parte del 2013, quando – ha affermato il ministro – “si verificherà un’inversione di tendenza”. Il fatto che Grilli non abbia nemmeno cercato di ipotizzare quale possa essere l’entità di tale ripresa, rende ben noto il margine di aleatorietà dell’affermazione.

Grilli ha poi riconosciuto come “l’Italia ha vissuto momenti difficili nell’ultimo anno e mezzo ma é anche cambiata molto (…) Abbiamo fatto grandi sforzi di cambiamento, di stabilizzazione dell’economia e di introduzione di riforme importanti. È importantissimo fare conoscere all’America quello che è stato fatto perché non sempre le informazioni circolano con la velocità necessaria” (vedi anche il nostro speciale sui Monti Bond Monte Paschi Siena).

Ad una domanda più specifica sulle previsioni di crescita, Grilli ha poi ricordato ancora una volta come il “semestre in corso sarebbe stato di aggiustamento. Ci sarà un’inversione di tendenza dal secondo semestre, ma è presto per dire quale sarà l’intensità della ripresa”.

Insomma, l’economia italiana andrà a migliorare e – probabilmente – lo farà già a partire dal prossimo semestre. Rimane ancora decifrare quale possa essere la reale consistentza di questa ripartenza che, almeno per il 2013, rischia di di esser lieve, o impercettibile.

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