Confagricoltura preoccupata dall’accordo Ue-Marocco

di Simone Commenta

Confagricoltura, la confederazione generale dell’agricoltura del nostro paese, non ha affatto digerito l’accordo sottoscritto ieri dall’Unione Europea e il Marocco: si tratta, nello specifico, di una intesa che prevede una vera e propria liberalizzazione degli scambi tra Bruxelles e il paese africano. In particolare, è stata la sezione siciliana dell’associazione ad alzare la voce contro questa firma, esprimendo forti critiche e preoccupazioni. In effetti, come ha spiegato il presidente regionale di Confagricoltura, Francesco Natoli, le misure in questione andranno a favorire più il Marocco che il continente europeo, provocando di conseguenza un incremento pericoloso delle importazioni di ortofrutta e altri prodotti del Mediterraneo, dato che si provvederà a ridurre i dazi doganali.

La concorrenza a cui si sta facendo riferimento non potrà essere fronteggiata nel migliore dei modi, tenuto conto che i costi di produzione sono in media pari a un decimo di quelli che si sostengono di solito in territorio comunitario. L’organizzazione, poi, ha voluto specificare come non vi sia alcun tipo di pregiudizio nei riguardi delle trattative intavolate da Bruxelles, ma più che altro è forte il desiderio di sviluppare una reciprocità più conveniente per quel che concerne le norme, oltre che per il rispetto dei requisiti di qualità: in assenza di questi ultimi, infatti, l’apertura dei mercati agricoli tende a ingigantire gli squilibri.

Ma cosa prevede esattamente l’accordo a cui si sta facendo riferimento? In pratica, saranno aumentate le quote di scambio per diversi prodotti, le cui importazioni avranno luogo a tariffe doganali più basse o addirittura azzerate, il primo passo verso un vero e proprio accordo di libero scambio. Inoltre, sarà eliminato sin da subito il 55% dei dazi doganali sui prodotti agricoli e della pesca del Marocco, senza dimenticare il 70% della tariffe sui prodotti comunitari, il tutto da perfezionare nei prossimi dieci anni. L’obiettivo principale è quello di aumentare il commercio tra le due parti.

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