Premafin alle prese con le dimissioni di due consiglieri

di Simone Commenta

Premafin non smette di far parlare di sé: la holding che fa capo alla famiglia Ligresti ha ricevuto proprio nel corso della giornata di ieri le dimissioni irrevocabili di ben due consiglieri di amministrazione, vale a dire Riccardo Flora e Gualtiero Giombini. Che cosa comportano queste novità per la società a cui si sta facendo riferimento? Nel dettaglio, la comunicazione che la stessa Premafin ha reso pubblica è stata molto precisa, visto che è stato spiegato come le dimissioni in questione abbiano una efficacia che è condizionata alla mancata sottoscrizione e alla liberazione in forma integrale e completa da parte di Unipol Gruppo Finanziario dell’aumento di capitale.

Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che la data prevista in questo senso è il prossimo 20 luglio, senza dimenticare l’esclusione del diritto di opzione che è stato appena deliberato (cinque giorni fa) dall’assemblea straordinaria di Premafin. Di conseguenza, con due consiglieri di meno a comporre il cda, la maggioranza di quest’ultimo non esiste più e quindi si può considerare il consiglio stesso come dimissionario a tutti gli effetti. Tutto è nato all’inizio di questo anno. In effetti, lo scorso 29 gennaio Premafin e Unipol hanno sottoscritto un accordo in base al quale la maggioranza degli amministratori della holding era costretta a dimettersi con piena efficacia propria nel momento in cui vi sarebbe stata la sottoscrizione da parte del gruppo finanziario dell’aumento di capitale, operazione riservata e dell’importo complessivo di quattrocento milioni di euro.

A distanza di sei mesi da quel momento, ecco che nella giornata di ieri sono stati avviati gli aumenti di capitale paralleli da parte di Unipol e Fondiaria Sai, mentre i prossimi giorni e le prossime settimane saranno dedicate alla concretizzazione vera e propria dell’aumento di capitale; una volta completato il tutto, allora, giungerà il turno di ricapitalizzare la compagnia assicurativa torinese, in modo da ultimare i termini dell’intesa.

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