Saab verso vendita a gruppo asiatico

 La svedese Saab parlerà cinese e giapponese: la compagnia auto europea, oramai in consolidate difficoltà, potrebbe essere salvata dalla bancarotta grazie alla vendita ad un gruppo di investimento cinese e giapponese, che potrebbe essere interessato a rilevare il business Saab per poter sviluppare un business intorno alle auto elettriche.

Il gruppo, guidato dalla società di investimento giapponese Sun Investment, e dalla National Modern Energy Holdings (società di Hong Kong specializzata nella realizzazione di impianti energetici ecologici), è pertanto prossimo a formalizzare il passaggio di proprietà della Saab. La notizia era stata anticipata qualche giorno fa dalle solite voci bene informate, che avevano costituito ideale premessa del rumor.

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Prezzi auto ai minimi da due anni in Cina

 Secondo quanto affermato dalla Commissione Nazionale per le riforme e lo sviluppo, i prezzi dei veicoli passeggeri, sul mercato cinese, sarebbero diminuiti ai minimi livelli degli ultimi due anni a causa del peggioramento dello scenario dei venditori. Il prezzo medio di vendita al dettaglio è così calato di 1,1 punti percentuali a maggio su aprile, per il calo mensile più profondo dal giugno 2010.

La contrazione dei prezzi delle auto sul mercato cinese alimenta le opinioni di chi ritiene che la domanda al consumo stia subendo un evidente rallentamento, che potrebbe minare alla base le speranze di un prolungamento della crescita economica cinese in proporzioni simili a quelle del recente passato. Ne deriva la richiesta, da più parti, di una politica piuttosto aggressiva per stimolare il mercato locale.

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Enel annuncia la cessione di Endesa Ireland

 Un nuovo accordo consente all’Enel di vendere l’intero capitale relativo a Endesa Ireland: in pratica, si sta facendo riferimento a una delle principali società controllate dell’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, la spagnola Endesa, la cui divisione irlandese è stata ora ceduta alla scozzese Sse (Scottish and Southern Energy), ma non si tratta comunque di un fulmine a ciel sereno. In effetti, questo piano di dismissioni era stato già messo a punto e annunciato da tempo dalla spa romana. In pratica, il corrispettivo per il capitale in questione è stato quantificato in 270 milioni di euro, una cifra ottenuta grazie a un opportuno meccanismo di aggiustamento al prezzo di chiusura e che tiene anche conto della valutazione di diritti di emissione di anidride carbonica.

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GL Events: brusco calo dei consumi di carburanti nel 2012

 Il mercato dei carburanti italiani è sempre una fonte di discussioni e approfondimenti. L’ultimo riguarda un’analisi che è stata condotta da Gl Events, più precisamente il suo Ufficio Studi: in pratica, si tratta di una struttura di ricerca che è specializzata nel mercato dell’automobile, una continuazione naturale della compagnia che organizza fiere ed eventi. Ebbene, secondo questo studio, i consumi di benzina e gasolio dello scorso mese di gennaio sono stati caratterizzati da un calo deciso, vale a dire 2,3 punti percentuali, salvo poi aumentare nei mesi successivi al 16,6% (febbraio), all’8,7% (marzo), al 14,85 (aprile) e al 9% (maggio). Il riferimento deve andare ai consumi per autotrazione.

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Germania sempre più pessimista

 Nonostante le parvenze di “locomotiva europea”, la Germania si riscopre sempre meno ottimista sul proprio futuro. Alla domanda se si spera che i propri figli, o la prossima generazione, vivrà meglio della precedente, i tedeschi sono infatti tra le popolazioni più pessimiste del vecchio Continente, con risposte affermative limitate al 13 per cento di loro. Una percentuale che è addirittura inferiore a quella dell’Italia, dove a credere che i propri figli avranno una vita migliore sono solamente 15 genitori su 100, e circa la metà della percentuale spagnola, attualmente pari al 27%, a dispetto della grave crisi.

A riportare i dati sono gli analisti della Boston Consulting Groups, secondo cui il 12% della Germania sarebbe una proporzione talmente sorprendente da rendere Berlino e vicinanze tra le zone più pessimiste dell’intero vecchio Continente. L’unico motivo di consolazione della Germania è che la vicina Francia non è da meglio, visto e considerato che la percentuale di chi ritiene di essere d’accordo con l’affermazione di cui sopra è ferma al 12%, come i tedeschi.

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Calo delle vendite asiatiche per McDonald’s

 Stando ai dati comunicati da McDonald’s, le vendite nei mercati Asia – Pacifico sarebbero diminuite dell’1,7 per cento durante l’ultimo periodo di riferimento (maggio), con un declino record dal 2004 ad oggi, che ha coinvolto in uguale proporzione anche i mercati emergenti del Medio oriente e dell’Africa.

Il passo indietro conseguito dalla più importante catena di fast food al mondo evidenzia il rallentamento dell’economia cinese, e il prodursi degli effetti della concorrenza esercitata principalmente dalla Yum! Brands Inc. con i suoi punti vendita KFC e Pizza Hut, che ha costretto la compagnia americana a produrre menu meno cari. “Abbiamo potuto assistere a una ricca serie di sconti da parte di McDonald’s e Yum” – ha dichiarato un analista della ITG Investment Research di St. Louis.

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L’Istat calcola la rivalutazione di maggio del Tfr

 L’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) ha calcolato il nuovo coefficiente di rivalutazione relativo al trattamento di fine rapporto, meglio noto con la sigla Tfr: quest’ultimo ammontava a maggio a 1,778846. In aggiunta, non bisogna dimenticare a quanto ammonta l’indice dei prezzi al consumo, il tasso di inflazione per intenderci, ormai giunto a quota 105,6 se si escludono dal conteggio i prezzi dei tabacchi lavorati, una delle componenti che di solito viene invece considerata. Perché sono utili tutte queste informazioni? La risposta è presto detta. In effetti, coefficiente di rivalutazione e inflazione permettono di calcolare in maniera precisa e accurata il dato del Tfr, il quale è stato introdotto per la prima volta nel 1982, da un’apposita legge, la numero 297 (“Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica”).

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Ikea pronta a “invadere” l’Asia

 Il gruppo Ikea, uno dei principali operatori nella vendita al dettaglio nel mercato europeo, sta cercando di entrare nel mercato indiano, e di incrementare il numero di punti vendita presenti nel mercato cinese. Una mossa facilmente spiegabile nel tentativo di perseguire l’obiettivo di aumentare la redditività nei mercati emergenti, al fine di contrastare il calo delle vendite nel vecchio Continente.

Proprio per questo motivo la società svedese sta considerando alcune opportunità. Peccato che, come noto, entrare nel mercato indiano sia tutt’altro che semplice, soprattutto per quelle compagnie che desiderano operare con il proprio unico brand. La compagnia sta comunque valutando diverse possibilità ammesse dall’attuale legislazione del subcontinente. Più facile, probabilmente, aprire nuovi punti vendita in Cina, dove la società desidera incrementare il numero delle inaugurazioni annue da una a tre, spingendo l’incremento delle vendite di almeno 20 punti percentuali.

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Fabrizio Viola a tutto campo su Monte dei Paschi

 L’urgenza più imminente di Monte dei Paschi di Siena è quella di vendere il 60% di Biverbanca, la cassa di risparmio di Biella e Vercelli: le intenzioni sono state rese note dall’amministratore delegato del gruppo toscano, Fabrizio Viola, il quale non ha ancora precisato la data effettiva per tale operazione. Tra l’altro, non si conoscono al momento nemmeno i pretendenti, anche se si fanno i nomi di Banca Popolare di Vicenza e della Cassa di Risparmio di Asti, come anche la valutazione rimane oscura, nonostante qualche indiscrezione che l’ha fissata a duecento milioni di euro. Una smentita secca, al contrario, è stata quella relativa alla cessione del marchio Antonveneta, ma non è escluso che si possa intervenire in questo senso sugli sportelli.

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Colf e badanti: avvisi bonari per i datori di lavoro silenti

 Non sono certo pochi i datori di lavoro domestico che vengono considerati “silenti”: l’aggettivo si addice a coloro che hanno assunto con un rapporto di lavoro ben preciso le colf o le badanti entro il 2009, ma che poi, di punto in bianco, hanno interrotto la contribuzione e non hanno nemmeno provveduto a comunicare questa cessazione dell’attività. Ebbene, l’Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ha deciso di inviare degli appositi avvisi bonari nei confronti dei soggetti in questione, una richiesta espressa di regolarizzare la situazione e la contribuzione. Tutto questo è stato reso noto dall’ente previdenziale in uno dei suoi ultimi messaggi. Ma non è soltanto ora che si sta cominciando a svegliarsi, dato che l’intervento mirato nella direzione dei silenti è stato avviato un anno fa: non è un caso che nel corso del 2011 il messaggio numero 21381 aveva messo in luce come vi fossero numero lettere da inviare ai datori.

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