Banche europee a rischio

Stando a quanto affermato dal Fondo Monetario Internazionale in un recentissimo approfondimento statistico, la fase più difficile della crisi dovrebbe finalmente essere alle spalle, ma i debiti rimarranno elevati ancora a lungo, caratterizzando una “condizione cronica pericolosa”. Non solo. Sempre secondo quanto riferiscono le analisi del FMI, “in Irlanda e in Spagna il debito pubblico è bilanciato da solidi bilanci delle famiglie”.

In proposito dell’Italia, il FMI rivela come l’indebitamento delle famiglie italiane sia pari al 51% del Pil, per un dato inferiore alla media dell’area euro, pari al 70%. In maniera ancora più specifica, l’indebitamento rapportato al Pil risulterebbe essere significativamente minore di quanto riscontrato negli Stati Uniti (88%) e in Inghilterra (99%).

Ad ogni modo, a preoccupare gli analisti del Fondo è soprattutto la situazione dei principali istituti di credito, visto e considerato che in Europa 58 tra le principali grandi banche potrebbero essere costrette a ridurre i propri bilanci di circa 2.600 miliardi di dollari (2.000 miliardi di euro), per un controvalore equivalente al 7% degli asset totali, entro la fine del prossimo anno. Secondo quanto ribadito dal Fondo, un quarto del deleveraging arriverà da una riduzione del credito e la quota restante dalla vendita di titoli ed asset.

Ancora, il Fondo suggerisce come i miglioramenti riscontrati nel mercato non devono far dimenticare che l’eurozona dovrà ancora “affrontare molte sfide”. Sfide che riguarderanno anche e soprattutto l’Italia, titolare di un debito troppo elevato, che non potrà che interagire negativamente con gli alti costi di finanziamento collegati, e che avrà un tasso di interesse sul debito pari a 4,6 punti percentuali nel 2016 nello scenario migliore, o di 5,7 punti percentuali nello scenario peggiore.

Il Fondo si è poi soffermato sulla necessità di un firewall credibile, che possa rassicurare i mercati circa la volontà dei governi nazionali di affrontare di petto le attuali difficoltà congiunturali.

LENTO RECUPERO ECONOMIA USA

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