Vendite al dettaglio, l’India apre il mercato agli operatori stranieri

di Roberto R Commenta

 L’India apre il mercato agli operatori stranieri nel mercato delle vendite al dettaglio. Con una decisione a suo modo storica, infatti, il subcontinente ha scelto di permettere alle compagnie estere di possedere anche il 51% delle rivendite al dettaglio che non siano mono-marca. Una scelta che apre le porte di uno dei mercati emergenti più importanti al mondo, a big del settore quali Wal-Mart e Tesco, i quali potranno ora presenziare tra le strade di Mumbai attraverso negozi che esporranno le proprie insegne.

L’apertura sarà comunque condizionata all’ottenimento di qualche requisito: tra i più importanti, la necessità di investire almeno 100 milioni di dollari nel Paese, la metà dei quali nello sviluppo delle infratrutture di gestione del magazzino, della logistica, e non solo.

Secondo quanto affermato dal Ministro del Commercio locale Anand Sharma, tale storica decisione permetterà alle compagnie straniere di creare fino a 10 milioni di posti di lavoro, e permettere al mercato indiano di poter ottenere migliori condizioni di prezzo. Di contro, la scelta consentirà alle principali compagnie di vendita al dettaglio del mondo di entrare attivamente nel mercato della seconda nazione più popolosa del mondo, valutato circa 400 miliardi di dollari dal Business Monitor International, con possibilità di giungere a quota 785 miliardi di dollari nel 2015.

E’ altresì probabile che questa innovazione possa consentire al mercato della vendita al dettaglio dell’India di subire una radicale trasformazione. Un mutamento che il governo auspica possa avvenire in un’ottica di miglioramento delle condizioni in favore dei consumatori finali, e dell’intera economia nazionale: tra i requisiti determinanti per l’ottenimento del permesso alle operazioni locali, è infatti presente anche l’obbligo, per le compagnie straniere, di acquistare almeno il 30% dei prodotti venduti attaverso le ventures da piccole industrie locali. I negozi stranieri potranno inoltre presenziare solo nelle 53 città indiane con una popolazione superiore al milione di abitanti.

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