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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; credito alle imprese</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>La ristrutturazione dei debiti e il ruolo delle tecnologie di prestito</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 22:10:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi presentiamo qui la sintesi di un&#8217;analisi a cura di Giacinto Micucci e Paola Rossi (di Banca d’Italia). La letteratura economica ha evidenziato come i vantaggi informativi delle banche, in [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/La-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito1.jpg?9f281a" alt="La-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestito" class="left"/>Vi presentiamo qui la sintesi di un&#8217;analisi a cura di Giacinto Micucci e Paola Rossi (di Banca d’Italia).<br />
La letteratura economica ha evidenziato come i vantaggi informativi delle banche, in par- ticolare nei confronti delle imprese di piccole e medie dimensioni, possano facilitare la ristruttu- razione del debito di imprese che, seppure in dif- ficoltà, hanno prospettive economiche favorevoli. Le banche sono in grado di ridurre le asimme- trie informative e di agevolare il coordinamento tra i finanziatori; possono decidere se liquidare o riorganizzare l&#8217;azienda, fornendole i fondi supplementari necessari per garantirne la prosecuzione dell’attività.<br />
Gli studi pregressi generalmente ipotizzano che tutte le banche si comportino allo stesso modo nei confronti delle imprese in difficoltà. Tuttavia, le varietà dei modelli di organizzazione interna delle banche e delle tecnologie utilizzate nel gestire i rapporti con la clientela potrebbero riflettersi	in	comportamenti	eterogenei nell’assumere la decisione di rinegoziare il debito delle imprese.<br />
<span id="more-5109"></span><br />
<strong>LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO BANCARIO</strong><br />
In questo lavoro si analizza il processo di ristrutturazione del debito bancario in un campione di circa 9.000 imprese di piccole e medie dimensioni entrate in crisi (financial distress) tra il 2002 e il 2004. In particolare, si considerano in difficoltà finanziarie le imprese i cui oneri finan- ziari eccedono il cash flow. Per queste imprese è possibile descrivere le relazioni con il sistema bancario e, per le singole banche coinvolte, sono disponibili informazioni sull’organizzazione in- terna e sull’utilizzo di metodologie di rating.<br />
I risultati delle analisi mostrano che l’organizzazione interna e le tecnologie utilizzate per stabilire il merito di credito incidono sulla decisione se ristrutturare o meno il credito eroga- to alle imprese in difficoltà. A distanza di tre an- ni dall’inizio delle difficoltà finanziarie, poco più di un terzo delle imprese riesce a ristrutturare la propria esposizione debitoria, sia attraverso un allungamento delle scadenze sia attraverso l’erogazione di nuovi fondi. Nei casi in cui l’impresa intrattenga più relazioni bancarie, solo alcune delle banche coinvolte partecipano alla ristrutturazione.</p>
<p><strong>IL CREDITO ALLE IMPRESE IN FINANCIAL DISTRESS</strong><br />
La probabilità di ristrutturare il credito alle imprese in financial distress è maggiore quando le banche affidanti: i) sono geograficamente vicine all’impresa; ii) si basano maggiormente sulle informazioni qualitative (soft information), che su precisi indicatori quantitativi (ad esempio, credit scoring); iii) sono caratterizzate da una struttura organizzativa decentralizzata, in cui le deleghe decisionali ai responsabili di filiali sono maggiori. La dimensione della banca affi- dante ricopre invece un ruolo solo secondario.<br />
Questi effetti possono però essere bilanciati da alcuni interventi organizzativi e tecnologici: l’adozione di metodologie di credit scoring, infatti, aumenta la probabilità di ristrutturazione se tali tecniche vengono utilizzate anche nel pro- cesso di monitoraggio e se si accompagnano a una struttura maggiormente decentralizzata.</p>
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		<title>Insolvenze: quasi 50 milioni di euro di prestiti non restituiti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 12:30:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le sofferenze bancarie delle imprese e delle famiglie italiane sono in aumento. Tra il giugno del 2008 (quando ha avuto inizio la grave crisi finanziaria mondiale) e lo stesso mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/12/insolvenze-quasi-50-milioni-di-euro-di-prestiti-non-restituiti.gif?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/12/insolvenze-quasi-50-milioni-di-euro-di-prestiti-non-restituiti.gif" class="left"/>Le sofferenze bancarie delle imprese e delle famiglie italiane sono in aumento. Tra il giugno del 2008 (quando ha avuto inizio la grave crisi finanziaria mondiale) e lo stesso mese di quest&#8217; anno sono cresciute dell&#8217; 8,7%. In termini assoluti (al 30 giugno 2009) hanno sfiorato i 49 miliardi di euro. E&#8217; la Cgia di Mestre a denunciare le difficoltà dei cittadini e degli imprenditori nazionali con le banche. Ma il dato più significativo dell&#8217; analisi condotta dagli artigiani mestrini è che gli incrementi più importanti si sono registrati nelle classi di grandezza superiori ai 500.000 euro.</p>
<p><strong>INSOLVENZA IN ITALIA</strong><br />
In particolare, al 30 giugno 2009, per i livelli di<strong> insolvenza</strong> sotto i 75.000 euro (dove troviamo 573.446 affidati, pari all&#8217;85,3% del totale nazionale), l&#8217; ammontare delle somme non restituite al sistema creditizio è stato pari a 7,7 mld di euro. Rispetto al giugno 2008 si è registrata una diminuzione del 4,9%. Per la fascia tra i 75.000 e i 125.000 euro, la riduzione ha toccato il 5,1%. Tra i 125.000 sino ai 250.000 euro si è registrata un&#8217; inversione di tendenza: l&#8217; incremento percentuale è stato infatti del +7,4%.<br />
<span id="more-3263"></span><br />
<strong>INSOLVENZA DELLE FASCE MEDIO-ALTE</strong><br />
Più contenuto, ma sempre positivo, è l&#8217; incremento registrato nella classe di grandezza che va dai 250.000 ai 500.000 euro: l&#8217; aumento tra giugno 2008 e lo stesso mese di quest&#8217; anno è stato del +5,2%. Subiscono impennate preoccupanti i livelli di <strong>insolvenza</strong> riferiti alle fasce medio-alte. In quella tra i 500.000 e i 2.500.000 euro l&#8217; aumento è stato del +11,1%; tra i 2.500.000 e i 5.000.0000 di euro +20,6%; tra i 5.000.000 e i 25.000.000 di euro addirittura +24,9% e sopra i 25 milioni di euro l&#8217; incremento si attesta al +14,9%.</p>
<p><strong>LA DIFFICOLTA&#8217; DELLE IMPRESE</strong><br />
&#8221;<em>Appare evidente, salvo qualche rara eccezione</em> &#8211; commenta Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre &#8211; <em>che i livelli di sofferenza che hanno segnato gli incrementi più evidenti non possono che essere riferiti alle grandi realtà aziendali e ai grandi gruppi industriali presenti nel Paese. Prova ne sia</em> &#8211; osserva &#8211; <em>che al 30 giugno di quest&#8217; anno, secondo i dati della Banca d&#8217; Italia, il primo 10% degli affidati ha ricevuto oltre il 78% del totale dei finanziamenti per cassa erogati dal sistema creditizio nazionale. Per contro</em> &#8211; conclude &#8211; <em>le famiglie e le micro e piccole imprese non possono che attestarsi su classi di grandezza delle sofferenze bancarie più basse che, sino alla soglia dei 125.000 euro, hanno segnato una diminuzione</em>&#8220;</p>
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		<title>Draghi: il credito alle imprese latita ancora. Regole contro la falsa contabilità del profitto</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 22:10:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; &#8220;Il credito al settore privato rallenta ancora&#8220;, anche se &#8220;la contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi, benché a ritmi nettamente inferiori a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/draghi-il-credito-alle-imprese-latita-ancora-regole-contro-la-falsa-contabilita-del-profitto.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/draghi-il-credito-alle-imprese-latita-ancora-regole-contro-la-falsa-contabilita-del-profitto.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; <strong>&#8220;<em>Il credito al settore privato rallenta ancora</em>&#8220;, anche se &#8220;<em>la contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi, benché a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni</em>&#8220;. Lo ha detto, intervenendo all&#8217; assemblea annuale dell&#8217; Abi, il governatore della Banca d&#8217; Italia Mario Draghi, aggiungendo che &#8220;<em>è particolarmente intensa la decelerazione dei prestiti erogati dai gruppi bancari maggiori</em>&#8220;.</strong></p>
<p><strong>CORRETTIVI PER LA REMUNERAZIONE DEI MANAGER BANCARI</strong><br />
La Banca d&#8217; Italia ha &#8220;costituito una task force per valutare gli effettivi meccanismi di remunerazione&#8221; dei manager bancari &#8220;e chiedere correttivi dove necessario&#8221;. Lo ha annunciato il governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi intervenendo all&#8217; Assemblea dell&#8217; Abi nella quale ha spiegato che, a livello internazionale, il legame con risultati a breve ha favorito una &#8220;<em>una falsa contabilità del profitto che produce una micidiale spirale di rischio</em>&#8220;.<br />
<span id="more-1939"></span><br />
Draghi ha chiesto un maggior equilibrio tra la retribuzione fissa e quella variabile degli &#8220;stipendi&#8221; dei manager, collegando quest&#8217; ultima &#8220;<em>ai guadagni effettivamente conseguiti in una prospettiva di medio-lungo periodo, tenendo conto dei relativi rischi</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL MASSIMO SCOPERTO</strong><br />
Sulla commissione di massimo scoperto &#8220;<em>ora le banche devono risolvere la questione alla radice; sostituiscano spontaneamente, una volta per tutte, le commissioni complesse e opache con commissioni ragionevoli sui fondi messi a disposizione; per il resto si riconduca tutto all&#8217;applicazione trasparente dei tassi di interesse</em>&#8220;. Draghi ha anche sottolineato che è stato &#8220;<em>necessario l&#8217; intervento del legislatore</em>&#8221; dopo che &#8220;<em>la ripetuta azione di moral suasion sortiva effetti solo nei confronti dei maggiori gruppi</em>&#8220;.</p>
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		<title>Tremonti ter: detassazione degli utili e credito per le imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 06:53:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stiamo lavorando con Tremonti. Questa mattina è venuto prestissimo. Stiamo mettendo a punto il decreto legge per il Consiglio dei ministri del venerdì. Non voglio fare anticipazioni ma ci sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/06/tremonti-ter-detassazione-degli-utili-e-credito-per-le-imprese.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/06/tremonti-ter-detassazione-degli-utili-e-credito-per-le-imprese.jpg" class="left"/>&#8220;<em>Stiamo lavorando con Tremonti. Questa mattina è venuto prestissimo. <strong>Stiamo mettendo a punto il decreto legge per il Consiglio dei ministri del venerdì.</strong> Non voglio fare anticipazioni ma ci sarà una specie di Tremonti ter</em>&#8220;. Così il premier Silvio Berlusconi ha annunciato le prossime mosse del governo in una conferenza stampa a Palazzo Chigi sul turismo.<strong> Il Cavaliere annuncia che sul tavolo del prossimo Cdm ci sarà un provvedimento che prevede, tra l&#8217; altro, la detassazione degli utili per chi reinveste nelle imprese.</strong></p>
<p><strong>PIU&#8217; CREDITO ALLE IMPRESE</strong><br />
&#8220;<em>Abbiamo tenuto aperto il canale di finanziamento alle imprese, ma la partita con le banche è ancora aperta. Se in un&#8217; assemblea si vuole prendere un facile applauso basta parlare di banche e questo allora vuol dire che sul credito c&#8217; è un problema aperto</em>&#8220;. Ha aggiunto il ministro dell&#8217; Economia, Giulio Tremonti, intervenendo all&#8217; assemblea di Confcommercio. E cita anche Einaudi che &#8220;<em>diceva che le banche non devono far mancare il credito alle imprese</em>&#8220;.</p>
<p>Domani i fatti&#8230;</p>
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		<title>Bacchettata dall&#8217; Europa: lo small business act per allargare il credito alle piccole e medie imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 22:10:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fisco, credito e vurocrazia più facili e snelli per le piccole e medie imprese: è l&#8217; ennesima bacchettata europea all&#8217; Italia, che impone l&#8217; adozione dello Small Business Act, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/bacchettata-dall-europa-lo-small-business-act-per-allargare-il-credito-alle-piccole-e-medie-imprese.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/05/bacchettata-dall-europa-lo-small-business-act-per-allargare-il-credito-alle-piccole-e-medie-imprese.jpg" class="left"/>Fisco, credito e vurocrazia più facili e snelli per le piccole e medie imprese: è l&#8217; ennesima bacchettata europea all&#8217; Italia, che impone l&#8217; adozione dello Small Business Act, una &#8220;raccomandazione&#8221; da Bruxelles che lo scorso 5 maggio è stata recepita dalla Commissione attività Produttive della Camera. Il provvedimento vincola il Governo italiano all&#8217; attuazione delle direttive &#8220;nel più breve tempo possibile&#8221;. </p>
<p><strong>COSA PREVEDE LO SMALL BUSINESS ACT</strong><br />
La risoluzione impegna l&#8217; esecutivo a tradurre in puntuali proposte, anche legislative, gli elementi contenuti nella comunicazione. Che riguardano in primo luogo il rapporto tra Pubblica Amministrazione e piccole imprese: regime di autorizzazione e valutazione più snello, spinta alle autocertificazioni, semplificazione burocratica, abolizione progressiva dell&#8217; Irap e revisione della normativa italiana, piuttosto farragginosa sul tema, in materia di fallimenti e procedure concorsuali. </p>
<p><strong>CONTROLLI SULL&#8217; EROGAZIONE DEL CREDITO</strong><br />
Tra le raccomandazioni girate a palazzo Chigi e al Ministero dell&#8217; Economia, anche quella di un monitoraggio più stretto sull&#8217; erogazione del credito e sulla continuità, mentre la novità è rappresentata dalla proposta di inserire, quando possibile, quote riservate alle Pmi negli appalti pubblici per la fornitura di beni e servizi. </p>
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		<title>I Tremonti bond salveranno le imprese? Tra dieci giorni un nuovo Liquidity day</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 22:10:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Dal Liquidity day Giulio Tremonti annuncia 170 miliardi di Euro per salvare le imprese. Così il ministro dell&#8217; Economia ha invitato al tavolo imprese, banche e sindacati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/i-tremonti-bond-salveranno-le-imprese-tra-dieci-giorni-un-nuovo-liquidity-day.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/03/i-tremonti-bond-salveranno-le-imprese-tra-dieci-giorni-un-nuovo-liquidity-day.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; Dal Liquidity day Giulio Tremonti annuncia 170 miliardi di Euro per salvare le imprese. Così il ministro dell&#8217; Economia ha invitato al tavolo imprese, banche e sindacati per poter trovare soluzioni comuni alla crisi. Il principale problema emerso dalla tavola rotonda è stato quello della liquidità, problema che impedisce alle imprese di poter far fronte al calo delle commesse e di poter pagare ulteriormente i dipendenti, oltre che, naturalmente, ad investire in nuove soluzioni innovative e tecnologiche per gli ammodernamenti. In quest&#8217; ottica, il discorso si è spostato sui <strong>Tremonti Bond</strong>, una sorta di capitale che &#8211; secondo il ministro &#8211; risolleverebbero il patrimonio delle banche. Ma potranno i Tremonti Bond salvare l&#8217; economia italiana?<br />
<span id="more-707"></span><br />
<strong><br />
COSA SONO I TREMONTI BOND</strong><br />
Si tratta di obbligazioni speciali, emesse dalle banche, che il ministero del Tesoro si è detto pronto a comprare per assicurare un maggior flusso di denaro e una più alta disponibilità delle banche stesse a fare credito alle imprese.<br />
Le obbligazioni, che verranno emesse dagli istituti di credito in difficoltà e sottoscritte dal Tesoro sono in linea con le norme Ue le modifiche al regime di ricapitalizzazione delle banche già approvato il 23 dicembre.  I Tremonti-Bond sono stati introdotti dal decreto anticrisi varato dal governo all&#8217; inizio di quest&#8217; anno. La cifra complessiva messa a disposizione dell&#8217; operazione è pari a <strong>10 miliardi di euro</strong>.</p>
<p><strong>COS&#8217; HANNO DI DIVERSO</strong><br />
La modifica principale prevista rispetto al regime precedente è l&#8217; introduzione di una <strong>remunerazione alternativa</strong> con un coupon iniziale più elevato ed un livello annuo del coupon più alto fino al 2016 in cambio di un prezzo di riscatto inferiore fissato al valore nominale fino al giugno 2013. Previsto, inoltre, che lo Stato partecipi alle ricapitalizzazioni nel caso in cui vi sia una partecipazione di investitori privati pari ad almeno il 30% ed a parità di condizioni rispetto a questi. </p>
<p><strong>UNA SOLUZIONE REALE?</strong><br />
&#8220;<em>Abbiamo ricevuto numerose manifestazioni di interesse</em>&#8221; ha detto Tremonti al Liquidity Day, ripetendo che &#8220;<em>immaginiamo una richiesta di 10-12 miliardi di euro</em>&#8220;. Grazie all&#8217; effetto leva fino a 15 volte, 10 miliardi di Tremonti bond, o meglio di &#8220;strumenti ibridi per la patrimonializzazione&#8221;&#8216; consentono di muovere finanziamenti per 150 miliardi. Sommando a questi le disponibilità della Bei e altri fondi più strumenti di vario tipo come le garanzie &#8220;ci sono piu&#8217; o meno 170 miliardi di euro disponibili per l&#8217; erogazione del credito alle imprese&#8221;.<br />
Tuttavia, sino ad ora non si ha notizia di richieste dei titoli da parte di alcuna banca. </p>
<p><strong>LE BANCHE RESTIE AI CONTROLLI</strong><br />
Al tavolo di crisi era presente anche il ministro dell&#8217; interno <strong>Roberto Maroni</strong> che ha annunciato per questa settimana la convocazione dei prefetti per far partire gli osservatori provinciali sul credito. Ed è questo il punto sul quale le banche mantengono piu&#8217; di una riserva. &#8220;Non siamo ostili ad una verifica sul territorio della dinamica del credito&#8221; ha detto <strong>Faissola</strong>, ma &#8220;<em>siamo preoccupati dal fatto che possono crearsi meccanismi per cui si immagini di avere un diritto soggettivo al credito. Chiedo una riflessione, anche per non creare nelle imprese bancarie l&#8217; idea di essere dei supervigilati, oltre che da parte di Bankitalia, anche da parte dei prefetti</em>&#8220;.</p>
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		<title>BCE, le banche chiudono i rubinetti del credito. Trichet: attendiamo un credit crunch</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 22:10:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/bce-le-banche-chiudono-i-rubinetti-del-credito-trichet-attendiamo-un-credit-crunch.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/bce-le-banche-chiudono-i-rubinetti-del-credito-trichet-attendiamo-un-credit-crunch.jpg" class="left"/><strong>L&#8217; Europa comincia a mostrare &#8220;<em>i primi segni di una flessione del credito</em>&#8221; che, se dovessero consolidarsi, potrebbero far precipitare il sistema bancario, già in grave tensione, in una spirale negativa. </strong>Il presidente della Banca centrale europea, <strong>Jean-Claude Trichet</strong>, ha certificato la diagnosi di un possibile &#8220;<em>credit-crunch</em>&#8221; a tutti gli effetti in Europa. Ovvero una situazione in cui <strong>le banche chiudono i rubinetti del credito</strong>, aggravando la recessione, che a sua volta comprometterebbe l&#8217; attività bancaria.<br />
<span id="more-517"></span><br />
<strong>I SEGNI DEL PEGGIORAMENTO</strong><br />
Parlando a Parigi, Trichet ha spiegato che &#8220;<em>i flussi netti del credito nella zona euro sono rimasti positivi durante gran parte del periodo di turbolenze finanziarie</em>&#8220;. Ma &#8220;<em>nelle ultime settimane abbiamo visto i primi segni di una flessione dei flussi creditizi</em>&#8220;.</p>
<p>Una situazione già emersa a fine gennaio, quando la Bce, nel suo comunicato sull&#8217; aggregato monetario M3, aveva notato la <strong>frenata della crescita del credito al settore privato al 5,8% a dicembre, tasso più basso dal 2004, causata dal primo calo mensile in almeno un decennio (-0,4%), dei flussi netti di credito verso le famiglie e aziende</strong>.</p>
<p>Al consiglio direttivo d&#8217; inizio febbraio, Trichet aveva di conseguenza evidenziato una stretta al credito. Ora invece il banchiere francese si è spinto oltre: è sempre più chiaro &#8211; ha detto &#8211; che &#8220;<em>le tensioni del sistema finanziario si stanno ripercuotendo sull&#8217; economia reale</em>&#8220;.</p>
<p><strong>FINANZA ED ECONOMIA</strong><br />
Questo ha messo in moto un circolo vizioso fra il sistema finanziario e l&#8217; economia reale:<strong> il sistema finanziario ostacola la ripresa dell&#8217; economia, e allo stesso tempo la recessione mette ancor più pressione sul sistema finanziario.</strong></p>
<p><strong>LO SPETTRO DELLA RECESSIONE</strong><br />
Le autorità europee (e non solo), insomma, ora devono combattere non solo la crisi finanziaria, ma l&#8217; intera spirale negativa creatasi fra questa e la recessione. Non basterà tagliare i tassi, che la Bce potrebbe ridurre di mezzo punto all&#8217;1,5% a marzo: l&#8217; allerta lanciata oggi dalla Bce potrebbe spianare la strada a quelle misure ulteriori chiamate &#8220;allentamento quantitativo&#8221;, come l&#8217; acquisto di obbligazioni sul mercato, sul quale finora Trichet finora ha sempre frenato. Non solo: secondo Trichet la situazione rivela sempre più le debolezze strutturali del sistema finanziario.</p>
<p><strong>POSSIBILI SOLUZIONI</strong><br />
Disciplinare in maniera più stringente l&#8217; attività di hedge fund, agenzie di rating e derivati, mettendo un <strong>freno alle gratifiche offerte dalle banche ai loro dipendenti, troppo sbilanciate verso i risultati di breve termine</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>La crisi è una chiamata, forte e chiara, a una maggiore regolamentazione e controllo su tutte le istituzioni di rilevanza sistemica</em>&#8220;, ha detto Trichet, che è tornato a <strong>rivendicare alla Bce un ruolo di supervisione bancaria europea</strong>, che &#8220;sarebbe una naturale estensione del mandato già assegnatoci dal trattato, con riferimento, nello specifico, alla stabilità finanziaria&#8221;. </p>
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		<title>Tremonti lancia il Credit &amp; Liquidity Day, il 2 e 3 marzo sul credito alle imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; &#8220;Per il 2 e il 3 marzo stiamo organizzando un credit &#038; liquidity day con banche, industrie, artigiani e imprese del commercio per sentire le proposte, analizzare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/tremonti-lancia-il-credit-liquidity-day-il-2-e-3-marzo-sul-credito-alle-imprese.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/02/tremonti-lancia-il-credit-liquidity-day-il-2-e-3-marzo-sul-credito-alle-imprese.jpg" class="left"/>ROMA &#8211; &#8220;<em><strong>Per il 2 e il 3 marzo stiamo organizzando un credit &#038; liquidity day con banche, industrie, artigiani e imprese del commercio per sentire le proposte, analizzare la situazione del credito e presentare i dati quantitativi e qualitativi sul flusso del credito dalle banche alle imprese</strong></em>&#8220;. Lo ha annunciato il ministro dell&#8217; Economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>, a margine della presentazione del libro di Massimo Gaggi, &#8220;<em>La valanga</em>&#8220;.<br />
L&#8217; incontro, ha detto il ministro, servirà a fare una fotografia della situazione in base ai dati, a presentare gli strumenti in atto e a sentire le proposte.<br />
In base a ciò che emergerà il ministro presenterà un progetto per garantire maggiore liquidità all&#8217; economia. L&#8217; obiettivo? <strong>La tenuta sociale</strong>.<br />
Quest&#8217; ultima potrà essere realizzata tramite gli ammortizzatori, mentre la tenuta del sistema produttivo attraverso la garanzia del flusso del credito.<br />
Il ministro ha ribadito che &#8220;<em>il Governo non può sostituirsi alla domanda</em>&#8221; e che sulla &#8220;<em>detassazione delle tredicesime</em>&#8221; ha fatto bene a dire di no. </p>
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