Scioperi: a Termini Imerese gli operai della Fiat in protesta
Striscioni, slogan e lancio di petardi. Così gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese che questa mattina hanno partecipato alla manifestazione in piazza del Parlamento a Palermo, davanti alla sede dell’Assemblea regionale, hanno fatto sentire la loro voce. Decine i cartelli esposti da circa 400 lavoratori: “Riconversione industriale = chiusura totale“, “Marchionne e Scajola cumpari senza parola“, “Fiat – Furbi Industriali Abbandonano Termini“. Qualcuno ha anche issato una bara in polistirolo con la scritta Fiat.
LO SCIOPERO
Gli operai dello stabilimento e delle aziende dell’indotto hanno aderito in massa allo sciopero proclamato da Fiom, Fim, Uilm e Ugl contro la decisione del Lingotto di chiudere la fabbrica siciliana alla fine del 2011, come confermato anche ieri a Detroit dall’ad Sergio Marchionne. I sindacati chiedono che la politica si impegni per salvare Termini, e attendono risposte dalla seduta che oggi pomeriggio il Parlamento regionale dedica alla vertenza.
Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, quelle pronunciate ieri da Marchionne “sono parole molto pesanti. A questo punto la vertenza diventa più difficile, il Governo è chiamato a riprendere in mano il filo della matassa, dobbiamo trovare una soluzione“. Il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, Giovanni Centrella, invita il governo a convocare un tavolo tecnico perché “non c’è più tempo da perdere, l’azienda non può abbandonare questo stabilimento“. Da parte del Governo, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ha detto: “Credo che si debba assolutamente organizzare una prospettiva produttiva per Termini tale da garantire anche l’indotto, perché il problema occupazionale non riguarda solo lo stabilimento“.
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