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  • 21
  • set
  • 2009

Ocse: l’agenzia Fitch conferma il rating sull’Italia

Di isayblog4, in Economia e Lavoro.

http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/09/ocse-lagenzia-fitch-conferma-il-rating-sullitalia.jpgPiani chiari e credibili per assicurare la sostenibilità dei bilanci nel medio termine“: è la raccomandazione dell’Ocse, che tiene sotto stretta osservazione l’evoluzione dei conti pubblici dell’Ue. Intanto l’agenzia di rating Fitch conferma il suo rating sull’Italia, mentre Confindustria e Banca centrale europea rilevano: per le piccole e medie imprese resta difficile l’accesso al credito.

IL PARERE DELL’OCSE
E’ un’analisi a tutto tondo quella stilata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che all’Unione europea chiede un colpo d’acceleratore sulle riforme in modo da “rafforzare la crescita di lungo termine dopo la peggior recessione degli ultimi 50 anni“, per portare la produttività a tassi di crescita che potrebbero raggiungere il 10% nell’arco di un decennio in Italia, Francia e Germania.

UNO STRESS TEST PER LE BANCHE
Le banche europee – dice l’Ocse – vanno sottoposte a ‘stress test’ “sistematici, rigorosi e trasparenti” per “chiarire le esigenze di capitale delle singole banche europee“. E se alcuni Stati possono ancora permettersi ulteriori stimoli di bilancio, “in altri Stati lo spazio di manovra è praticamente finito” e occorre risanare i conti.

IL RATING SULL’ITALIA
Uno sforzo che dovrà fare anche l’Italia, come sottolinea l’agenzia di rating Fitch che oggi ha confermato il rating ‘AA-’ sull’Italia con prospettive stabili. “Con un’economia duramente colpita dalla crisi globale e il debito pubblico atteso a quasi il 120% del Pil entro fine 2010 – spiega in una nota il responsabile dei rating sovrani per l’Europa Brian Coulton – sarà fondamentale per l’Italia ridar vigore al consolidamento fiscale“.

E anche se l’Italia è stata “relativamente protetta” dalla crisi del credito, “l’economia italiana è stata colpita duramente dalla recessione globale e lo choc aggraverà la debolezza strutturale di vecchia data nella crescita, nella competitività e nelle finanze pubbliche. Sei trimestri consecutivi di crescita negativa” – prosegue l’agenzia di rating – “hanno visto l’Italia soffrire della più ampia perdita cumulativa di Pil nel G7, con l’eccezione del Giappone“.

LA RIPRESA: UN MIRAGGIO?
Ripresa difficoltosa anche in Germania, dove Axel Weber, membro del consiglio direttivo Bce, prevede si torni alle condizioni pre-crisi soltanto nel 2013. E fra le condizioni che rischiano di indebolire una ripresa già fragile c’é proprio il credito alle ‘pmi’ europee: nei primi sei mesi del 2009 – secondo un nuovo studio semestrale della Bce – le condizioni creditizie sono peggiorate proprio mentre aumentava il fabbisogno di finanziamenti, principalmente a causa della crisi che ha intaccato il patrimonio e la solvibilità delle pmi.

PICCOLE IMPRESE IN DIFFICOLTA’
E se solo il 12% delle imprese, nel primo semestre dell’anno, ha visto rifiutarsi una richiesta di prestito dalla banca, “la proporzione di domande di prestito rifiutate - dice la Bce – è stata considerevolmente più alta per le piccolissime imprese“. Il 43% delle aziende che hanno chiesto un prestito fra gennaio e giugno ha notato un inasprimento dell’accesso al credito, e solo il 10% un miglioramento.

I DATI DI CONFINDUSTRIA
Anche la la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia riscontra una “percentuale significativa di imprese, soprattutto piccole, che hanno una oggettiva difficoltà di accesso al credito“. “Siamo contro le crociate alle banche” – dice Marcegaglia – ma “questo è un problema che va affrontato e risolto“. I tassi applicati sui nuovi prestiti sotto il milione di euro sono comunque più alti nella media di Eurolandia (3,72%) che in Italia (3,31%), ha detto il presidente dell’Abi Corrado Faissola: “I dati ufficiali (Banca d’Italia-Bce) crudi e non elaborati dalle banche mostrano quindi una situazione positiva”, con oltre il 90% degli sportelli del sistema bancario italiano” che ha aderito alla moratoria sul credito concordata con l’Esecutivo.

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