Shrinkflation, dal prossimo 15 luglio finalmente qualcosa cambia. O almeno si spera che lo faccia, visto l’intervento pianificato a livello legislativo per bloccarne la diffusione.

Intervento contro la Shrinkflation
Negli ultimi anni molti consumatori hanno notato un fenomeno curioso durante la spesa: alcune confezioni sembrano identiche a quelle di sempre, ma contengono meno prodotto. È la cosiddetta shrinkflation, un termine inglese che unisce le parole “shrink“, cioè restringere, e “inflation“, inflazione. In pratica, invece di aumentare direttamente il prezzo di un articolo, alcune aziende riducono la quantità contenuta nella confezione mantenendo un prezzo simile o addirittura invariato.
Il risultato è che il costo reale per grammo, litro o altro tipo di unità di misura aumenta, anche se a un primo sguardo il consumatore potrebbe non accorgersene.
La shrinkflation può interessare molti prodotti di uso quotidiano, dagli alimenti ai detergenti, passando per snack, biscotti, gelati, caffè e prodotti per l’igiene personale. In alcuni casi la confezione mantiene praticamente lo stesso aspetto, mentre il contenuto diminuisce di qualche grammo o di qualche millilitro. Per questo motivo è sempre utile controllare il peso netto indicato sull’etichetta e confrontare il prezzo al chilo o al litro esposto sugli scaffali.
Nuova disciplina in merito

Per rendere questa pratica più trasparente, in Italia entra in vigore dal 15 luglio una nuova disciplina che punta a informare meglio i consumatori quando un prodotto viene “riporzionato“. La norma prevede che, se un produttore riduce la quantità nominale di un prodotto mantenendo sostanzialmente invariata la confezione e determinando un aumento del prezzo per unità di misura, dovrà comunicarlo in modo chiaro.
Le aziende saranno infatti tenute a trasmettere le informazioni sulla riduzione di quantità affinché il consumatore possa essere informato in modo trasparente nei punti vendita fisici e online.
Le nuove regole prevedono inoltre che l’informazione sulla riduzione della quantità rimanga visibile per un periodo tale da permettere agli acquirenti di accorgersi del cambiamento nel momento in cui il prodotto arriva sugli scaffali. L’obiettivo non è impedire alle aziende di modificare il formato delle confezioni, ma fare in modo che queste variazioni siano immediatamente riconoscibili e non inducano in errore chi acquista.
Naturalmente la trasparenza non sostituisce l’attenzione del consumatore. Anche con le nuove disposizioni resta importante confrontare il prezzo per unità di misura, verificare il peso netto e osservare eventuali cambiamenti nelle confezioni abituali. Questi piccoli controlli permettono di capire se un prodotto è realmente conveniente oppure se, a parità di prezzo, contiene una quantità inferiore rispetto al passato. E’ oggettivamente poco, ma almeno è qualcosa.