Gli indicatori per misurare le performance di una struttura alberghiera: quali sono e perchè sono importanti

Per un albergo, esattamente come per una qualsiasi struttura alberghiera, tenere sotto controllo quelle che sono le proprie performance è di vitale importanza. Ovviamente, la valutazione dell’andamento degli affari è indispensabile per riuscire ad intervenire in maniera tempestiva ed efficace, apportando modifiche per migliorare la gestione completa della struttura.

Ecco per quale motivo verso la fine dell’anno ogni albergatore tira le somme e va a valutare quelle che sono state le sue performance. Per farlo in maniera efficace ci sono alcuni elementi da considerare. Questo vale indipendentemente dal fatto che si sia proprietari di un albergo a 3 o 5 stelle, un B&B o una casa vacanze. Un processo indispensabile per riuscire a massimizzare i ricavi e crescere nella propria fetta di mercato. In buona sostanza, occorre valutare le proprie prestazioni per riuscire a metter in atto nuove strategie di marketing. Ma vediamo quali sono gli indicatori di performance di un hotel e in che modo sono in grado di influire sull’attività. 

ADR e RevPAR

Per riuscire a far crescere la propria struttura e quindi i suoi guadagni occorre intraprendere, come ci insegna anche Franco Grasso, quella che è una corretta Revenue Management . Questa sarà in grado, non solo di dare i mezzi per aumentare i guadagni, ma anche di offrire indicazioni specifiche in merito allo stato di salute della struttura. 

Uno dei primi strumenti di valutazione è l’ADR ovvero la tariffa media giornaliera in un certo lasso di tempo. Si tratta di un indicatore importante, indispensabile per la valutazione della tariffa media di vendita di una certa struttura. Essa viene calcolata andando a dividere il totale delle entrate per il numero di camere occupate. 

Diverso è invece il RevPAR, il ricavo per camera disponibile, il quale va offre indicazioni in merito a quello  che è il fatturato generato da tutte le camere. Un coefficiente che tiene anche conto del fatto che ogni camera genera anche un costo per l’albergatore. 

Tasso di occupazione, tasso di cancellazione e durata del soggiorno

Il tasso di occupazione indica quale è stata la percentuale di camere occupate in un certo periodo di tempo. Una percentuale che si ottiene con il rapporto tra le camere disponibili e quelle che invece, sono state vendute. Si tratta di un coefficiente che ci offre una visione ben chiara di come sia andato l’hotel. In tutto questo, occorre considerare che non sempre un tasso di occupazione alto vuol dire che si offrono tariffe competitive, ecco per quale motivo occorre valutarlo in relazione con altri indicatori per la misurazione della performance. 

Ne è un esempio il tasso di cancellazione che apre anche una panoramica su quella che è l’efficacia dei canali di vendita che vengono utilizzati. Il tasso di cancellazione potrebbe indicare che le condizioni di prenotazione sono troppo flessibili. Considerando la spesa che la struttura sostiene per affidarsi ai canali di prenotazione, tale indicatore si rivela di estrema importanza, non solo per capire quando un hotel sia in grado di avere successo, ma anche se ci sono dei cambiamenti da apportare in termini di investimenti per la pubblicità e le prenotazioni. Si ricorda che ad oggi buona parte delle prenotazioni di ogni struttura avvengono online attraverso piattaforme specializzate. Riuscire a sfruttarle nella maniera giusta è una delle armi che si hanno a disposizione per migliorare i propri guadagni. 

Per concludere, un buon indicatore di performance è sicuramente la durata media del soggiorno. Un coefficiente che si ottiene andando a dividere il numero totale delle notti in cui le stanza sono occupate per il numero di prenotazioni che si sono ricevute. Un elemento da valutare per intervenire sulle strategie di marketing, valutando se sia o meno il caso di puntare su servizi extra per la vendita. 

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