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Nubi sul futuro di Prada, Kepler bacchetta il brand

Gli esperti dell'agenzia hanno confermato il loro rating reduce sul titolo del marchio italiano del lusso e ridotto il target price da 22 a 21 dollari di Hong Kong in previsione di una semestrale molto negativa.

Gli analisti di Kepler Cheuvreux sono molto scettici circa il futuro del celebre marchio Prada. Il pessimismo è giustificato da una serie di dati e dal contesto.

Gli esperti dell’agenzia hanno confermato il loro rating reduce sul titolo del marchio italiano del lusso e ridotto il target price da 22 a 21 dollari di Hong Kong in previsione di una semestrale molto negativa. La società, che presenterà il proprio rendiconto sulla prima parte dell’anno il prossimo 26 agosto, è vista registrare un calo del 14% del volume d’affari a pari perimetro a 1,305 miliardi di euro, contrazione dovuta alla combinazione di una generale debolezza dei mercati e del mancato impatto sul fatturato dato dalla nuova collezione di borse entrata nei punti vendita alla fine di maggio e che beneficia dell’apporto positivo dato dai tassi di cambio, al netto dei quali la flessione sarebbe del 16%.

Secondo il broker, infatti, le vendite verso i clienti cinesi dovrebbero registrare un sostanziale calo, in quanto l’andamento positivo nell’area Asia-Pacifico non dovrebbe riuscire a compensare la flessione dei flussi turistici da Europa, Stati Uniti e Giappone. Di contro, i ricavi dati dalla divisione wholesale dovrebbero beneficiare del rafforzamento del rapporto commerciale con le piattaforme di shopping online Net-a-Porter e mytheresa.com, portandosi a 260 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

A limitare i danni, ha proseguito la banca d’affari, dovrebbe subentrare l’effetto della politica di controllo dei costi molto serrata che potrebbe portare a un calo dell’ebitda del 23% a 340 milioni di euro, valore contenuto vista la contrazione a doppia cifra del fatturato retail, e a un -35% dell’ebit a 190 milioni di euro. Atteso in calo del 34% a 125 milioni anche l’utile netto.

Il declino delle vendite atteso nei primi sei mesi dell’anno dovrebbe, inoltre, continuare nella seconda parte dell’esercizio, sebbene a livelli più contenuti, con il miglioramento che dovrebbe derivare da una base di paragone meno sfidante e dall’effetto positivo dato dal lancio di nuovi prodotti.