Italia, la crescita è ancora debole

di Carlo Valuta Commenta

Malgrado le misure particolarmente aggressive di politica monetaria, la ripresa è sotto le aspettative ed è più debole di quelle che la hanno preceduta.

Quando mancano ormai pochi giorni all’approvazione del Documento di economia e finanza, atteso tra questo venerdì e il lunedì della prossima settimana, anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parla del rallentamento della ripresa.

Malgrado le misure particolarmente aggressive di politica monetaria, la ripresa è sotto le aspettative ed è  più debole di quelle che la hanno preceduta. Il Ministro lo ha detto all’inaugurazione del Salone del Risparmio di Milano. Parole che precedono il probabile taglio alle stime di crescita del Pil italiano, attualmente ferme al +1,6%, che si attesteranno almeno in area 1,3%. Malgrado il rallentamento globale, il titolare delle Finanze ha anticipato che “nel Def che verrà approvato nei prossimi giorni, abbiamo valutato l’impatto delle misure” contenute nel pacchetto per la crescita, che vanno dalle agevolazioni fiscali per la ricerca e sviluppo ai patent box, solo per citarne alcuni: “Le simulazioni indicano che l’insieme delle misure introdotte potranno generare una crescita aggiuntiva dello 0,2% del Pil, rispetto allo scenario base, e fino all’1% in più di Pil sul lungo periodo”.
Tra gli altri temi caldi, Padoan si è soffermato su pensioni e sistema del credito. Su quest’ultimo punto ha specificato: “Occorre rafforzare il sistema bancario”, successivamente al summit con i principali operatori del settore. Ha rivendicato le decisioni dell’esecutivo in merito alle governance bancarie, sulle Bcc, le popolari e le fondazioni. “Misure che tendono a rafforzare il sistema del credito, lasciandosi alle spalle l’eredità dolorosa di tre anni di crisi. Durante i quali peraltro, il sistema ha resistito bene” ha aggiunto Padoan.

 

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