Società di recupero crediti multate

di Roberto R Commenta

 L’Antitrust ha comminato una sanzione di 200 mila euro per due società operanti nel settore del recupero crediti. Alla base della decisione dell’Autorità vi sarebbe l’accertamento di presunte pratiche commerciali scorrette. A renderlo noto – afferma una nota Radiocor – è la stessa Authority garante per la concorrenza. Vediamo allora chi sono le società di recupero crediti “multate” dall’Antitrust, e in che modo l’organismo è riuscito a giungere a una simile decisione.

Le istruttorie dell‘Antitrust, ricorda Il Sole 24 Ore, hanno riguardato l’Eurorec (Agenzia Nazionale Cartolarizzazioni e Recupero Crediti) e l’impresa individuale Eurocredit, entrambe destinatarie di una sanzione unitaria pari a 100 mila euro (vedi anche Recupero crediti di lavoro: quando chiedere il gratuito patrocinio).

Secondo l’Antitrust, ricorda ancora il quotidiano economico finanziario, “alla luce di diverse segnalazioni inviate da alcune associazioni di consumatori, le due imprese inoltravano a diversi consumatori, per il tramite di studi legali, atti di citazione presso sedi di Giudici di pace territorialmente incompetenti, al solo fine di intimorirli e spingerli al pagamento di crediti, presumibilmente prescritti o di dubbia esigibilità, acquisiti da una compagnia telefonica fallita”.

Oltre a quanto sopra, l’Autorità ha anche sanzionato altre due società per promesse ingannevoli legate alla ristrutturazione dei debiti: il Radiocor riferisce trattasi dell’Agenzia Debiti spa e della società B&P srl, una società di gestione del call center incaricato di contattare gli utenti, entrambi vertenti in regime fallimentare (vedi anche Adusbef: nel 2012 un forte aumento dei pignoramenti).

“Le due società” – ricorda ancora il quotidiano in conclusione del suo approfondimento – “a differenza di quanto promesso nei messaggi pubblicitari sulla ristrutturazione dei debiti anche fiscali, dopo il primo contatto con il call center (il cui numero era pubblicizzato nel messaggio stesso), recapitavano ai consumatori un pacco, da pagare mediante versamento in contrassegno di 390 euro, che conteneva semplicemente la modulistica per conferire eventuali incarichi ad effettuare le visure riguardanti la propria esposizione debitoria”.

Continueremo ovviamente a seguire l’evolversi della notizia, rimanendo a disposizione delle parti interessate per eventuali chiarimenti da diramare attraverso i nostri siti.

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