La Corte Costituzionale si esprimerà sull’anatocismo bancario

di Redazione Commenta

Con il termine “anatocismo” si intende solitamente una pratica delle banche, volta a capitalizzare gli interessi su un capitale, in modo da produrre interessi su interessi: ebbene, finalmente si potrà avere una maggiore tutela da questo istituto, visto che per il prossimo 7 febbraio è prevista una importante sentenza da parte della Corte Costituzionale. La Consulta dovrà esprimere il proprio parere in merito alla costituzionalità di un provvedimento che è inserito all’interno del Decreto Milleproroghe. In pratica, il testo normativo in questione, la cui approvazione risale alla fine del 2010, aveva eliminato in modo definitivo tutti gli effetti relativi a una sentenza della Corte di Cassazione proprio sull’anatocismo. Che cosa era previsto nello specifico?

Tale prassi bancaria era stata definita incostituzionale a più riprese, ma il Milleproroghe è sembrato dimenticarsi di tutto questo. L’annuncio dell’udienza pubblica è stato fatto dall’Adusbef, la quale ha ricordato quali sono i soggetti coinvolti in questo caso. Protagonisti di casi emblematici sono stati tutti gli istituti di credito più famosi del nostro paese, tra cui possiamo ricordare Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Bnl, Intesa Sanpaolo e Antonveneta. La stessa associazione dei consumatori può vantare delle sentenze favorevoli agli anatomizzati, una delle quali è proprio quella della Suprema Corte di cui si tornerà a parlare fra pochi giorni.

Il senatore Elio Lannutti, il quale è anche il numero uno dell’Adusbef, ha ricordato come si tratti di una “battaglia a mani nude”, l’ennesima lotta da cui si spera di ottenere un po’ di giustizia. Bisogna comunque precisare che nessun rimborso sarà possibile, in quanto nel 2010 è subentrata la prescrizione, ma la sentenza sarà fondamentale per riconoscere che nessun diritto costituzionale deve essere violato: le pratiche illegali di anatocismo non sono più applicate dal lontano 1999, dopo varie pronunce in tal senso da parte dei giudici di Piazza Cavour, la speranza è che l’esito sia lo stesso anche tra nove giorni.

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