Saras, una trimestrale costellata dalle difficoltà economiche

di Simone Commenta

In questo mese di novembre così ricco di trimestrali, quella di Saras è stata caratterizzata da segnali di evidente difficoltà: la spa petrolifera di proprietà della famiglia Moratti ha infatti diffuso i dati relativi al resoconto intermedio di gestione alla data dello scorso 30 settembre, un documento che comunque non è stato ancora sottoposto alla revisione dei dati contabili. Che cosa è emerso di preciso? Il consiglio di amministrazione della compagnia di Sarroch ha approvato le stime in questione, le quali hanno messo in luce un terzo trimestre del 2011 costellato da un contesto negativo di riferimento, soprattutto per quel che concerne il settore della raffinazione europea. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che il margine operativo lordo è stato positivo per un totale di ventitre milioni di euro, un risultato che è stato possibile ottenere grazie ai proventi conseguiti mediante gli strumenti derivati per le operazioni di copertura.

Qualche altro spiraglio, poi, è giunto dal cosiddetto “Progetto Focus”, i cui progressi sono stati riconosciuti in maniera totale. Cosa ci si può attendere, alla luce di tutto questo, dal futuro più immediato per Saras? Il conflitto che è esploso in Libia e che ha portato alla uccisione del leader Muhammar Gheddafi ha rappresentato una svolta importante: non bisogna dimenticare che una delle risorse più importanti della nazione africana è proprio il petrolio, quindi alcuni benefici sono venuti meno in modo progressivo, anche se qualche timido segnale di ripresa comincia già a intravedersi.

Tra l’altro, l’azienda sarda si sta focalizzando sugli idrocarburi gassosi che sono presenti proprio nella regione di appartenenza e questo potrebbe essere un buon rilancio per la potenzialità produttiva del gruppo. Infine, considerando un arco temporale più ampio, vale a dire i primi nove mesi di questo 2011, occorre aggiungere che i ricavi sono cresciuti di trentatre punti percentuali, attestandosi a quota 8.097 milioni di euro.

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