Piazza Affari chiude in negativo, Londra chiusa e scambi al minimo
Piazza Affari archivia una seduta incolore, condizionata dalla chiusura per festività della borsa di Londra che, unita al clima ancora estivo, ha ridotto gli scambi al lumicino. Nel finale l’andamento negativo di Wall Street pesa sugli indici europei, in un panorama che vede prevalere i timori per la situazione economica nonostante i dati macro Usa positivi e le novità sul fronte M&A internazionale – come l’offerta di Sanofi su Genzyme, le nuove puntate della saga 3Par o l’acquisizione da parte di Intel della controllata wireless di Infineon.
“Le uniche notizie oggi sono quelle delle acquisizioni che però, diversamente dal solito, non aiutano i mercati“, commenta un’operatrice. Qualche spunto di interesse sul listino milanese arriva ancora dalle semestrali, in particolare per quelle società che venerdì hanno comunicato i risultati a mercato già chiuso come Ubi e Banco Popolare.
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Piazza Affari chiude in rialzo, dopo una seduta all’insegna del tentativo del rimbalzo. Gli operatori, però, si dicono scettici. Un trader, in particolare, cita, fra i motivi di preoccupazione, un report di Morgan Stanley datato ieri. Nel documento, intitolato ‘Ask not whether governments will default, but how’, l’analista Arnaud Marès sostiene che i governi delle economie avanzate (non solo la zona euro, anche Usa e Gran Bretagna), alla luce dei problemi di bilancio (in particolare, la spesa pensionistica crescente), rinnegheranno senza dubbio alcune promesse, parlando di conflitto fra possessori di bond e altri stakeholder governativi. Il report sostiene che i default sono sicuri, bisogna soltanto capire da parte di chi e con quali modalità.
Le piazze europee scambiano in deciso calo nel pomeriggio, dopo essere ‘inciampate’ a metà giornata sull’esito deludente di un’asta di titoli di Stato ungheresi e poco dopo sulla pubblicazione di una trimestrale da parte di Goldman Sachs che ancora una volta conferma il trend in atto a Wall Street, che vede utili superiori alle attese ma ricavi deludenti e prospettive fiacche per la top line del conto economico. L’andamento dell’azionario europeo è apparso ulteriormente compresso dall’apertura negativa della borsa americana, che incassa tra altri i risultati poco incoraggianti di ieri di Ibm e Texas Instruments. Intorno alle 16,10 l’indice europeo FTSEurofirst 300 cede lo 0,51%. Sui singoli mercati il Ftse 100 britannico perde lo 0,61%, il Dax tedesco l’1,2% e il Cac 40 francese l’1,26%.
Piazza Affari brinda alle voci positive circa lo svolgimento degli stress test delle banche europee e chiude in scioltezza, superando ampiamente anche i rialzi delle altre piazze continentali. La Borsa di Milano, debole fino al primo pomeriggio, ha invertito marcia dopo l’apertura positiva dei mercati americani e messo a segno l’accelerazione decisiva quando si è diffusa la voce che gli stress test sugli istituti di credito europei includeranno un consistente ’sconto’ in relazione all’esposizione sul debito pubblico greco.
Wall Street in leggero rialzo dopo la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione, migliori del previsto. L’indice Dow Jones e il Nasdaq guadagnano lo 0,3%. L’Sp&500 sale dello 0,4 per cento. Le buone notizie che giungono dagli Stati Uniti danno una marcia in più alle Borse europee che incrementano i guadagni registrati all’apertura. A Milano, l’indice FTSE Mib sale dell’1,3%, il FTSE IT All Share dell’1,24 per cento. Il Cac40 di Parigi guadagna l’1,1%, il FTSE 100 di Londra lo 0,9% e il Dax30 di Francoforte più timida (+0,6%).
Dopo l’avvio pesante di Wall Street Piazza Affari accentua i ribassi arrivando a cedere quattro punti percentuali. La lettera colpisce duramente tutte le borse europee ma il listino milanese fa peggio delle controparti principali zavorrato dalle banche. Intesa Sanpaolo cede il 6,9%, Pop Milano il 5,2%, Unicredit il 5%. Vendite generalizzate su tutto il paniere con Mondadori in ribasso del 5,7% e Fiat del 4,9%. Alle 16,05 l’indice Ftse MIB arretra del 3,89%, l’Allshare del 3,68%. Il benchmark europeo FtsEurofirst 300 perde il 2,7% e gli indici di Wall Street accusano ribassi tra il 2 eil 3%.
A metà pomeriggio Piazza Affari annulla i guadagni e gira in territorio negativo, sulla scia delle vendite a Wall Street e dell’indebolimento delle borse europee. Sul paniere principale pesano le due principali banche, Intesa, in calo di oltre il 2,3%, e Unicredit, che cede l’1,3%. Vanno meglio gli altri istituti, quasi tutti in territorio positivo, e in particolare Banco Popolare, che sale del 2,5%.
Le piazze europee estendono i guadagni della sessione di ieri grazie all’ottimismo di una crescita economica globale, mentre il titolo di British Petroleum tira un attimo il fiato grazie alla pausa di cattive notizie dalla perdita di petrolio nel Golfo del Messico. “L’Europa dovrebbe aver un po’ di slancio questa mattina sulla scia dell’estremo oriente”, ha detto Justin Urquhart Stewart, direttore di Seven Investments, aggiungendo però che quanto sta accadendo con BP potrebbe generare qualche nuvola.
La Commissione Ue accoglie favorevolmente l’invito di Francia e Germania di considerare un divieto sulle vendite allo scoperto di respiro europeo. In una lettera pubblicata dal governo tedesco, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno chiesto al presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, di prendere in considerazione uno stop nella Ue alla vendita allo scoperto di azioni e di bond statali. “Accogliamo con favore il senso di urgenza che viene manifestato da Parigi e Berlino in questa lettera“, ha riferito una portavoce della Commissione. “Accogliamo favorevolmente l’appoggio alle nostre idee espresso dalla lettera“, ha aggiunto.
A Piazza Affari indici in forte ribasso, penalizzati dai timori sulla questione debitoria della zona euro. La lettera colpisce in modo particolare il settore bancario. Intorno alle 11,10 l’indice FTSE Mib scende dell’1,85% dopo avere raggiunto un calo di oltre il 2%, l’AllShare arretra dell’1,71%, il MidCap dell’1,21%. Piazza Affari e l’indice Ibex di Madrid sono quelli che perdono di più in Europa. “Prosegue la pressione sulle banche con una situazione sempre difficile sull’obbligazionario. Si prosegue nella massima incertezza“, osserva un trader. BANCO POPOLARE perde il 2,36% , INTESA SP il 2,77% e UNICREDIT il 2,56%.



















