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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; prezzo petrolio</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Caro petrolio: in arrivo bollette più care di 25 euro ad aprile</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 07:38:07 +0000</pubDate>
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</script><p>Il caro greggio, legato anche alla crisi libica che ha gia&#8217; spinto la benzina ai massimi, non tarderà a ripercuotersi anche sulle <strong>bollette della luce e del gas</strong>. Gia&#8217; per aprile gli esperti tariffari di Nomisma Energia stimano infatti &#8211; secondo quanto riferito all&#8217;ANSA &#8211; un rincaro del 2% per il metano e dell&#8217;0,8% per l&#8217;elettricita&#8217;. Un aumento che, se sara&#8217; confermato dall&#8217;Authority per l&#8217;energia nel consueto aggiornamento trimestrale atteso a fine marzo, si tradurrebbe in un aggravio di quasi 25 euro su base annua della spesa di ogni famiglia (+21,2 euro per il gas, +3,2 euro per la luce).</p>
<p><strong>Gli aumenti dei prezzi</strong><br />
&#8221;<em>Dopo le fiammate del prezzo della benzina, tornato ai massimi di luglio 2008, stanno arrivando le stangate sulle tariffe elettriche e del gas</em>&#8221;, spiega Davide Tabarelli, esperto di Nomisma Energia, sottolineando che se le previsioni trovassero conferma nell&#8217;aggiornamento tariffario dell&#8217;Autority, si tratterebbe del secondo aumento trimestrale consecutivo per il gas e del primo rincaro delle bollette elettriche da oltre due anni.<br />
<span id="more-6631"></span><br />
<strong>I rincari sulle bollette di luce e gas</strong><br />
Nel prossimo trimestre aprile-giugno &#8211; spiega Tabarelli &#8211; le bollette del gas sono attese registrare un incremento del 2% a 76,5 centesimi al metro cubo che per una famiglia tipo (1.400 metri cubi consumati in un anno) si tradurrebbe in un aggravio di 21,2 euro su base mensile. Una stima che &#8211; aggiunge &#8211; e&#8217; basata sul &#8221;calcolo automatico e fissato dalle regole dell&#8217;Autorita&#8221;&#8217;. Sul fronte della luce per la quale le stime &#8221;sono piu&#8217; difficili&#8221;, le previsioni lasciano ipotizzare &#8211; prosegue &#8211; un rincaro dello 0,8%. Vale a dire un aumento a 15,7 centesimi al chilowattora che per la stessa famiglia tipo (225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata di 3 chilowatt) significherebbero un aumento della spesa annua di poco piu&#8217; di tre euro. Gli attesi rincari dovrebbero essere i primi di una lunga serie, fa notare l&#8217;esperto di Nomisma Energia spiegando che si attende un trend rialzista &#8221;che continuera&#8217; per tutto il 2011&#8221; per &#8221;i meccanismi, regolatori o di mercato, con i quali vengono trasferiti ai consumatori finali i maggiori costi del petrolio&#8221;.</p>
<p><strong>La dipendenza dell&#8217;Italia dalle oscillazioni internazionali </strong><br />
L&#8217;Italia &#8221;<em>e&#8217; tra i paesi piu&#8217; esposti alle dinamiche internazionali del petrolio, e lo si vede proprio nelle bollette, con il prezzo del gas che di fatto, con un ritardo di nove mesi, e&#8217; ancorato a quello del barile. Ed e&#8217; anche la fonte piu&#8217; usata nella generazione elettrica</em>&#8221;.</p>
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		<title>Prezzo del petrolio: Confindustria e Bce lanciano l&#8217;allarme</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 08:25:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia &#8221;si osservano segnali piu&#8217; decisi di accelerazione&#8221; della ripresa economica, &#8221;anche se rimane ampio il divario di crescita con le altre nazioni&#8217;&#8216;. Ma, indica Confindustria, in questo scenario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Prezzo-del-petrolio-Confindustria-e-Bce-lanciano-lallarme.png?9f281a" alt="Prezzo-del-petrolio-Confindustria-e-Bce-lanciano-lallarme" class="left"/>In Italia &#8221;<em>si osservano segnali piu&#8217; decisi di accelerazione</em>&#8221; della ripresa economica, &#8221;<em>anche se rimane ampio il divario di crescita con le altre nazioni&#8217;</em>&#8216;. Ma, indica Confindustria, in questo scenario &#8221;<em>si sono inseriti nuovi fattori di rischio</em>&#8221;. Come &#8221;l<em>o shock rappresentato dal rincaro delle materie prime ed in particolare del petrolio</em>&#8221; che &#8221;<em>rischia di rallentare sensibilmente la ripresa nei paesi avanzati</em>&#8221;. Un prezzo a 115 dollari al barile &#8221;<em>puo&#8217; comportare un minor livello del Pil italiano di circa lo 0,7% in due anni a parita&#8217; di altre condizioni</em>&#8221;. Lo ha spiegato il direttore generale di Viale dell&#8217;Astronomia, Giampaolo Galli, in una audizione alla Camera.<br />
<span id="more-6622"></span><br />
<strong>Il rincaro delle materie prime</strong><br />
Il rincaro delle materie prime può avere effetti recessivi che, avverte Confindustria, &#8220;<em>possono essere aggravati dai rialzi dei tassi di interesse annunciati dalle autorità monetarie e dal conseguente apprezzamento del cambio dell&#8217;euro</em>&#8220;. Mentre il piano presentato dal Governo all&#8217;Europa, nel contesto degli obiettivi 2020 e del percorso di uscita dalla crisi, &#8220;<em>nella sua versione provvisoria</em>&#8221; appare &#8220;<em>scarsamente ambizioso, specie alla luce del ritardo accumulato nell&#8217;ultimo decennio dall&#8217;Italia</em>&#8220;. </p>
<p><strong>La situazione dell&#8217;Italia</strong><br />
In Italia serve, in un contesto europeo, &#8220;<em>una riflessione seria e condivisa sulle strozzature che ostacolano la crescita del nostro Paese e sulle politiche che possono e devono essere messe in campo per tornare ad essere competitivi in Europa e nel mondo</em>&#8220;, sottolinea il dg di Confindustria, in una audizione alla Commissione Bilancio della Camera sul piano nazionale di riforma che, comunicato lo scorso novembre dal Governo all&#8217;Unione Europea, verrà presentato ad aprile con il testo definitivo. Lo scenario della crisi illustrato ai parlamentari da Giampaolo Galli indica una ripresa globale che ad inizio 2011 &#8220;<em>ha dato nuovi e ancor più convincenti segni di rafforzamento e diffusione, con il coinvolgimento delle principali economie avanzate, a cominciare da Stati Uniti e Germania</em>&#8220;. </p>
<p><strong>La crisi e i fattori di rischio</strong><br />
In questo contesto &#8220;<em>anche in Italia si osservano segnali più decisi di accelerazione, soprattutto dell&#8217;industria manifatturiera, con una significativa riduzione della cassa integrazione, anche se rimane ampio il divario di crescita con le altre nazioni, divario esistente prima della crisi e che si é confermato da quando a metà 2009 la ripresa globale è cominciata</em>&#8220;. E&#8217; uno scenario oggi &#8220;favorevole&#8221; nel quale &#8220;<em>si sono inseriti nuovi fattori di rischio che si sono aggiunti a quelli più volte indicati</em>&#8221; da Confindustria: tra i quali, ricorda Galli, l&#8217;alta disoccupazione soprattutto giovanile, le difficoltà di accesso al credito, la crisi dei debiti sovrani e l&#8217;aumento dei debiti pubblici, difficoltà nel settore immobiliare, gli squilibri commerciali a livello globale. Oggi si aggiunge &#8220;lo shock&#8221; dell&#8217;aumento delle materie prime. Ed in particolare del petrolio che, &#8220;<em>dovuto in parte a ragioni geopolitiche</em>&#8220;, rischia di frenare la ripresa.</p>
<p><strong>Lo stop della produzione di petrolio in Libia</strong><br />
&#8220;<em>Credo che la produzione di petrolio in Libia si fermerà molto presto, questione di giorni</em>&#8220;. Lo ha detto l&#8217;amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, rispondendo alle domande degli analisti finanziari sull&#8217;attività del Cane a sei zampe nel Paese nordafricano.</p>
<p><strong>Il rischio di inflazione</strong><br />
I rischi per l&#8217;inflazione nell&#8217;area euro sono &#8221;al rialzo&#8221; e i prezzi del petrolio sono visti sopra i 100 dollari. Lo si legge nel bollettino mensile della Banca centrale europea.<br />
Le nuove stime economiche formulate dagli esperti della Bce indicano una media dei prezzi del petrolio di qualità &#8216;Brent&#8217; di 101,3 dollari al barile nel 2011 e di 102,4 dollari nel 2012.</p>
<p><strong>Verso la crisi del debito sovrano</strong><br />
Le riforme della governance economica europea possono fare molto per minimizzare i rischi di una nuova crisi fiscale nell&#8217;area euro, ma &#8220;<em>la possibilità di una futura crisi del debito sovrano non può escludersi completamente</em>&#8220;. Lo scrive la Banca centrale europea nel suo bollettino mensile, che contiene un lungo articolo sulle riforme che il consiglio europeo si appresta a discutere. Nell&#8217;articolo, la Bce conclude che &#8220;<em>serve un meccanismo permanente di gestione delle crisi, per affrontare una crisi di liquidità o di insolvenza a livello sovrano</em>&#8220;.</p>
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		<title>Caro vita: la spesa annuale media delle famiglie aumenta di 857 euro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 08:21:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caro vita rischia di alleggerire i portafogli delle famiglie italiane. Le spesa che le famiglie devono affrontare annualmente infatti potrebbe aumentare di 857 euro. Un dato medio che vede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/03/Caro-vita-la-spesa-annuale-media-delle-famiglie-aumenta-di-857-euro.jpg?9f281a" alt="Caro-vita-la-spesa-annuale-media-delle-famiglie-aumenta-di-857-euro" class="left"/>Il caro vita rischia di alleggerire i portafogli delle famiglie italiane. Le spesa che le famiglie devono affrontare annualmente infatti potrebbe aumentare di 857 euro. Un dato medio che vede la possibilita&#8217; di picchi piu&#8217; elevati al Nord, con un esborso di 898 euro, il 2,95% in piu&#8217;. Piu&#8217; contenuti, invece, i possibili aumenti al Centro,+897,9 euro pari a+ 2,94% e quelli attesi al Sud , +634,8 euro con una variazione del +2,76%. E&#8217; la Cgia di Mestre a fotografare l&#8217;effetto domino che potrebbe innescarsi dall&#8217;aumento di prezzi registrato negli ultimi mesi, sempre che le famiglie italiane non modifichino i comportamenti di stessa tenuti fino a febbraio scorso.<br />
<span id="more-6587"></span><br />
<strong>Il carico fiscale sulle famiglie</strong><br />
&#8220;<em>E&#8217; indispensabile che il Governo metta in campo una seria riforma che alleggerisca il carico fiscale sulle famiglie e sul lavoro. Il decreto sul federalismo municipale e&#8217; un primo passo importante ma, alla luce della congiuntura in atto, potrebbe non essere sufficiente ad imprimere quella svolta che la situazione richiede</em>&#8221;, commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi.</p>
<p><strong>Chi pagherà di più</strong><br />
Le piu&#8217; colpite dagli aumenti rischiano di essere le famiglie dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti): nell&#8217;ultimo anno la variazione potrebbe attestarsi al +2,94%; in termini assoluti pari a +1.017, 7 euro. I nuclei con a capo un imprenditore od un libero professionista, invece, potrebbero vedersi aumentare la spesa familiare di 1.289,6 euro (pari al +2,91%). Non dovrebbe andare molto meglio alle famiglie dei dirigenti e degli impiegati: l&#8217;aumento della spesa potrebbe toccare i 1.098,6 euro (+2,89%).<br />
Anche la situazione delle famiglie degli operai non pare destinata a migliorare, anzi. La crescita della spesa potrebbe essere pari a 862,6 euro (+2,88%). Pesante anche la situazione delle famiglie dei pensionati o di quelle con la persona di riferimento in cerca di lavoro: per i primi l&#8217;aumento di spesa dovrebbe essere pari a 739,7 euro (+2,83%), per i secondi di 638,5 euro (+2,82%).</p>
<p><strong>Giovani single penalizzati</strong><br />
Se si guarda al numero di componenti del nucleo familiare, invece , gli aumenti piu&#8217; decisi potrebbero essere a carico dei i giovani single: +2,92% (pari a +643,7 euro); male anche le coppie con 1 figlio o 2 figli (+2,90% per entrambi, in termini assoluti, invece, gli aumenti potrebbero essere rispettivamente +1.053,5 euro e +1.091,5 euro), mentre per gli anziani soli, la variazione dovrebbe essere pari al +2,90% (+ 481 euro).</p>
<p><strong>Il prezzo del petrolio</strong><br />
D&#8217;altra parte, come sottolinea ancora Bortolussi, &#8220;<em>combustibili, energia e trasporti risentono della forte impennata dei prezzi registrati in questi ultimi mesi dai prodotti petroliferi</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>L&#8217;aumento annuo di queste tre voci, in termini percentuali e in base ai comportamenti di spesa delle famiglie italiane, potrebbe essere superiore al 5% che andra&#8217; a sommarsi alla variazione che registreranno le spese per la manutenzione della casa: l&#8217;aumento potrebbe essere del +3,4%.</em>&#8220;, aggiunge ricordando che circa il 60% della spesa annua stimata sara&#8217; determinato dalle spese per la casa, l&#8217;energia ed i trasporti.</p>
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		<title>Borsa: cambi di apertura e prezzo del petrolio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:12:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217; euro apre sui mercati del Vecchio Continente sopra quota 1,48 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,4867 dollari. Euro/yen a 134,62 e dollaro/yen a 90,53. IL PREZZO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/11/borsa-cambi-di-apertura-e-prezzo-del-petrolio.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/11/borsa-cambi-di-apertura-e-prezzo-del-petrolio.jpg" class="left"/>L&#8217; euro apre sui mercati del Vecchio Continente sopra quota 1,48 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,4867 dollari. Euro/yen a 134,62 e dollaro/yen a 90,53.<br />
<span id="more-2950"></span><br />
<strong>IL PREZZO DEL PETROLIO</strong><br />
Prezzo del petrolio vicino agli 80 dollari sui mercati asiatici. Il light crude con consegna dicembre guadagna 48 centesimi a 80,10 dollari al barile, mentre il Brent sale di 62 cent a 78,61 dollari.</p>
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		<title>Il prezzo della benzina aumenta, ma il costo del petrolio diminuisce</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 07:40:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il prezzo della benzina aumenta, ma le quotazioni del barile per il petrolio sono in diminuzione. E le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra, esprimendo &#8220;indignazione, sconcerto, scandalo&#8220;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/il-prezzo-della-benzina-aumenta-ma-il-costo-del-petrolio-diminuisce.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/il-prezzo-della-benzina-aumenta-ma-il-costo-del-petrolio-diminuisce.jpg" class="left"/><strong>Il prezzo della benzina aumenta, ma le quotazioni del barile per il petrolio sono in diminuzione. E le associazioni dei consumatori scendono sul piede di guerra, esprimendo &#8220;<em>indignazione, sconcerto, scandalo</em>&#8220;. Il petrolio, infatti, anche ieri ha viaggiato sotto quota 80 dollari sui mercati internazionali. Al distributore invece Erg, Esso e Q8 hanno invece ritoccato i listini in rialzo.</strong> Perchè? Si tratta di speculazioni o di incrementi di costo?</p>
<p><strong>I RIALZI DELLE COMPAGNIE</strong><br />
Secondo le rilevazioni quotidiane di Staffetta Quotidiana nel weekend Esso ha aumentato di 3 millesimi il prezzo di benzina verde e gasolio. Rialzi più significativi da parte di Erg e Q8 (tra i 6 e i 10 millesimi). I prezzi della benzina applicati da Agip, Total e Tamoil sono invece al di sotto di 1,32 euro al litro.</p>
<p><strong>AUMENTI INGIUSTIFICATI</strong><br />
Adusbef e Federconsumatori parlano di aumenti ingiustificati: &#8220;<em>é scandaloso</em> &#8211; sostengono le due associazioni dei consumatori -<em> che tali aumenti si registrino nel momento in cui c&#8217; é una maggiore valutazione dell&#8217;euro sul dollaro, nonché un calo del prezzo internazionale del petrolio. Questioni che dovrebbero determinare non aumenti, bensì riduzioni</em>&#8220;.<br />
<span id="more-2793"></span><br />
<strong>IL COSTO DELLA BENZINA IN ITALIA</strong><br />
Il Codacons, intanto, valuta in 80-120 euro l&#8217; anno la maggior spesa che gli automobilisti dovranno affrontare a causa dei rialzi. E sottolinea: &#8220;<em>L&#8217; Italia è ai primi posti della classifica europea sul fronte del caro benzina</em>&#8220;. Secondo i rilievi dell&#8217; associazione, infatti, in Italia un litro di verde costa molto di più rispetto al prezzo di 1,229 euro applicato in Francia, all&#8217; 1,302 della Germania, all&#8217; 1,072 in Austria e a 0,873 euro al litro in Romania. I consumatori chiedono dunque al Governo &#8220;<em>quali misure intenda adottare in favore dei cittadini italiani, i più penalizzati</em>&#8220;.</p>
<p><strong>PIU&#8217; SORVEGLIANZA SUL PETROLIO</strong><br />
Sul fronte degli scambi internazionali del petrolio, intanto, il presidente dell&#8217; Autorità per l&#8217; Energia, Alessandro Ortis, rileva che &#8220;<em>quello del petrolio non è un mercato, al massimo un settore, una piattaforma</em>&#8220;. Per il presidente dell&#8217; Authority l&#8217; Europa deve &#8220;<em>intervenire, svegliando l&#8217; Agenzia internazione per l&#8217; energia e stabilendo nuovi rapporti con i Paesi produttori</em>&#8220;.</p>
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		<title>Benzina a 1,3 euro al litro: i prezzi dei carburanti alle stelle</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:16:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sale il prezzo della benzina. L&#8217; impennata delle quotazioni internazionali del petrolio e la brusca contrazione dei margini delle compagnie ha favorito la revisione al rialzo dei listini dei carburanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/benzina-a-13-euro-al-litro-i-prezzi-dei-carburanti-alle-stelle.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/benzina-a-13-euro-al-litro-i-prezzi-dei-carburanti-alle-stelle.jpg" class="left"/><strong>Sale il prezzo della benzina. L&#8217; impennata delle quotazioni internazionali del petrolio e la brusca contrazione dei margini delle compagnie ha favorito la revisione al rialzo dei listini dei carburanti. La benzina verde in molti distributori supera quota 1,3 euro al litro e il gasolio raggiunge 1,158 euro/litro. &#8221;<em>Si tratta di prezzi isterici, che aumentano ad una velocità impressionante</em> &#8211; denuncia il Codacons -. <em>Basti pensare che solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro e il gasolio 1,095</em> &#8221;, fa osservare il presidente dell&#8217;associazione, Carlo Rienzi.</strong></p>
<p><strong>AUMENTI INGIUSTIFICATI</strong><br />
L&#8217; isterismo dei listini, &#8220;<em>che solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio, allo stato attuale</em>&#8220;, rileva il presidente dell&#8217; associazione dei consumatori, &#8221;<em>determina un maggior esborso pari a 3,3 euro per un pieno di benzina e 3,15 euro per un pieno di gasolio. Non ci resta che sperare in una futura cura che possa guarire la patologia di cui soffre il settore dei carburanti in Italia</em> &#8211; sottolinea Rienzi &#8211; <em>sempre più caratterizzato da prezzi che schizzano rapidamente al rialzo al primo accenno di aumento del petrolio</em>&#8221;.<br />
<span id="more-2747"></span><br />
<strong>GLI AUMENTI DELLE COMPAGNIE</strong><br />
<strong>Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge, infatti, che da questa mattina Agip ha aumentato di 2 centesimi entrambi i prodotti, balzando così a 1,313 euro/litro sulla verde e a 1,157 euro/litro sul gasolio.</strong><br />
Erg ha ritoccato di 0,5 centesimi la benzina, ora a 1,299 euro/litro, e di 1 centesimo il diesel, a 1,149 euro/litro. Esso di 0,5 centesimi entrambi i prodotti, salendo così rispettivamente a 1,299 e 1,144 euro/litro. Ancora, Q8 ha rialzato di 1,2 centesimi il prezzo di riferimento della sola benzina, portandosi anch&#8217;essa oltre la soglia di 1,3 euro/litro e più precisamente a 1,306 euro/litro.<br />
Lo stesso dicasi per Shell e Total, che hanno rincarato la verde rispettivamente di 1,5 e 1 centesimi, posizionandosi entrambe a 1,309 euro/litro, e il diesel di 0,5 e 1,5 centesimi, ora a 1,154 e 1,153 euro/litro. Tamoil, infine, ha corretto all&#8217;insù di 1 centesimo il solo prodotto pesante, salendo a 1,147 euro/litro.</p>
<p><strong>RINUNCIARE ALL&#8217; AUTO</strong><br />
Anche il presidente dell&#8217; Adoc, Carlo Pileri, fa notare come soprattutto la voce carburanti rappresenti &#8221;<em>un esborso gravoso</em>&#8221; nella spesa degli italiani che sempre più rinunciano all&#8217; auto secondo un&#8217; indagine. &#8220;<em>I nuovi rincari di verde e gasolio testimoniano come, ancora una volta, si presenti l&#8217;odioso fenomeno della doppia velocità dei prezzi alla pompa: il prezzo dei carburanti è lesto a salire quando il costo del greggio sale, al contrario è immobile quando il petrolio cala di prezzo. Sul prezzo finale dei carburanti gravano anche, per oltre il 50%, le tasse, accise e Iva. Molte delle accise furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935</em>&#8220;.</p>
<p><strong>TROPPE TASSE SUI CARBURANTI</strong><br />
Nonostante il cessare della situazione straordinaria, rileva Pileri, &#8220;<em>le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Un intervento che potrebbe risollevare le sorti dei consumatori sarebbe il taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi. In questo modo chi possiede un&#8217; auto a benzina spenderebbe in media 360 euro in meno su base annua, mentre con un&#8217; auto a gasolio si risparmierebbero 180 euro l&#8217; anno. E con il calo dei costi di trasporto potrebbe realizzarsi l&#8217; agognato calo dei prezzi dei prodotti alimentari che, in quanto trasportati su gomma, risentono delle oscillazioni del greggio</em>&#8221; conclude il presidente dell&#8217; Adoc.</p>
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		<title>Borse, apertura incerta in Europa. Il petrolio sfiora i 76 dollari al barile</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 09:02:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217; apertura nel segno dell&#8217; incertezza per le principali piazze europee oggi. Nei primi scambi Parigi e Francoforte mantengono a fatica la parità, mentre Piazza Affari mantiene un lieve rialzo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/borse-apertura-incerta-in-europa-il-petrolio-sfiora-i-76-dollari-al-barile.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/borse-apertura-incerta-in-europa-il-petrolio-sfiora-i-76-dollari-al-barile.jpg" class="left"/>Un&#8217; apertura nel segno dell&#8217; incertezza per le principali piazze europee oggi.<strong> Nei primi scambi Parigi e Francoforte mantengono a fatica la parità, mentre Piazza Affari mantiene un lieve rialzo. L&#8217; Ftse Mib segna un guadagno dello 0,48% mentre il Ftse All Share segna +0,46%.</strong> Tra gli scambi più favoriti si segnala <strong>Mondadori, che guadagna il 3,51%</strong> dopo che la controllante Fininvest ha annunciato di voler fare ricorso contro la condanna civile al risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti.</p>
<p><strong>PIAZZA AFFARI</strong><br />
Per ora i maggiori rialzi dei titoli FTESE MIB si verificano su Cir Comp (+2,14%), Pirelli (+1,78%), Impregilo (+1,29%). Seguono Unicredit (+0,91%) e Fiat (+0,82%). Tra gli All Share in rilievo Elica (+5,15%) ed Actelios (+4,90%), seguiti da RCS Mediagroup (+4,82%).<br />
Male invece A2A (-1,09%), Tenaris (-0,84%), Prysmian (-0,82%), Banca Popolare di Milano (-0,61%) e Unipol (-0,59%).<br />
Tra i titoli FTSE Italia All-share scivolone di Tiscali: -38,46%.<br />
<span id="more-2698"></span><br />
<strong>QUOTAZIONI DEL PETROLIO</strong><br />
Nuova impennata per le quotazioni del petrolio. <strong>Negli scambi mattutini in Asia il barile viaggia in rialzo verso 76 dollari dopo aver toccato il livello più alto in un anno</strong>. </p>
<p><strong>SCAMBIO DEL DOLLARO</strong><br />
<strong>Il dollaro si mantiene debole e perde terreno nei confronti delle principali valute. Il cambio scende a 1,4961 rispetto all&#8217; euro, livello minimo da 14 mesi.</strong></p>
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		<title>Borse, apertura in ribasso. Giù le banche</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:46:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apertura in ribasso per tutte le borse europee, dopo due sedute di rialzi. L&#8217; atteggiamento generale sembra essere quello di cautela: nonostante la chiusura positiva di Wall Street e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/borse-apertura-in-ribasso-giu-le-banche.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/borse-apertura-in-ribasso-giu-le-banche.jpg" class="left"/>Apertura in ribasso per tutte le borse europee, dopo due sedute di rialzi. L&#8217; atteggiamento generale sembra essere quello di cautela: nonostante la chiusura positiva di Wall Street e di Tokyo, <strong>Parigi segna -0,52%, Francoforte -0,51% e Londra -0,21%. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,26% e il Ftse All Share lo 0,17%.</strong></p>
<p><strong>PIAZZA AFFARI</strong><br />
A Piazza Affari i realizzi colpiscono le banche, reduci da un paio di buone sedute, con il Banco Popolare a -0,84% e Mediobanca a -0,90%. Bene Saipem (+0,81%) grazie al rialzo del greggio sui mercati asiatici.</p>
<p><strong>IL PREZZO DEL PETROLIO</strong><br />
Petrolio in rialzo sul mercato elettronico after hours di New York. Il greggio con consegna a novembre è scambiato a 71,76 dollari al barile (+1,2%).</p>
<p><strong>CAMBIO EURO</strong><br />
Euro sostanzialmente stabile sopra 1,47 dollari nei primi scambi della mattinata sui mercati valutari europei. La moneta unica passa di mano a 1,4721 dollari (contro 1,4709 di ieri sera a New York) e a 130,30 yen (131,21 la quotazione Bce di ieri).</p>
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		<title>Borse incerte in Europa. A Piazza Affari in corsa Cir e Mondadori</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Piazza Affari, dopo un avvio in calo, si allinea alle altre Borse europee: Parigi guadagna lo 0,29%, Francoforte lo 0,3% e Londra lo 0,08%. I listini del Vecchio Continente &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/borse-incerte-in-europa-a-piazza-affari-in-corsa-cir-e-mondadori.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/10/borse-incerte-in-europa-a-piazza-affari-in-corsa-cir-e-mondadori.jpg" class="left"/><strong>Piazza Affari, dopo un avvio in calo, si allinea alle altre Borse europee: Parigi guadagna lo 0,29%, Francoforte lo 0,3% e Londra lo 0,08%. I listini del Vecchio Continente &#8211; positivi dopo quattro sedute negative &#8211; hanno più volte cambiato direzione, complice il nervosismo per l&#8217; attesa della nuova tornata di trimestrali che inizierà mercoledì con la pubblicazione dei conti del terzo trimestre di Alcoa.</strong></p>
<p><strong>IL PETROLIO</strong><br />
Quest&#8217; oggi petrolio in calo dell&#8217; 1% circa a quota 69 dollari a causa dei timori sulla fragilità della ripresa e sull&#8217; effetto della disoccupazione sui consumi.</p>
<p><strong>PIAZZA AFFARI</strong><br />
A Piazza Affari il Ftse All Share guadagna lo 0,47% punti e il Ftse Mib lo 0,43 per cento. Ha preso la rincorsa <strong>Pirelli (+3,8%)</strong> e in evidenza si sono messe anche <strong>Autogrill (+3,29%) e Atlantia (+2,99%)</strong>. Quest&#8217; ultima, con i dati preliminari del terzo trimestre, ha sottolineato una ripresa del traffico sulla rete di Autostrade per l&#8217; Italia. Bene <strong>Saipem (+2,18%) ed Eni (+0,30%)</strong> in linea con l&#8217; andamento del settore materie prime in Europa.<br />
<span id="more-2589"></span><br />
<strong>IL GRUPPO DE-BENEDETTI E L&#8217; EFFETTO SENTENZA</strong><br />
<strong>Continua la corsa di Cir &#8211; holding del gruppo De Benedetti che controlla società impegnate nei settori energia (Sorgenia), media (Espresso-Repubblica), componentistica per auto (Sogefi) e sanità (Holding sanità e servizi) &#8211; seppure rallentata rispetto all&#8217;avvio di seduta. Per effetto della sentenza di sabato scorso sul Lodo Modadori il titolo è rialzo del 9,3 per cento</strong> mentre si alleggerisce la pressione su Mediaset (+0,7%) e il titolo si porta in positivo. Mantiene il suo rimbalzo Mondadori (+3,6%), resta debole Mediolanum (-0,27%). Tra le banche andamento opposto per UniCredit (+1,18%, grazie alla revisione al rialzo del target di prezzo di Citigroup, da 2,4 a 2,8 euro) e Intesa Sanpaolo (-0,35%). In calo anche Mediobanca (-1,46%).</p>
<p><strong>QUOTAZIONI IN ROSSO</strong><br />
Vanno male le <strong>Fiat (-0,6%) e le Exor (-1,5%)</strong>, mentre sono deboli le <strong>Telecom (-0,17%)</strong>.</p>
<p><strong>ALTRI TITOLI</strong><br />
Tra le azioni delle società a minore capitalizzazione, volano le <strong>Banca Profilo (+8,77%).</strong><br />
Nel resto d&#8217; Europa salgono di oltre il 4% le Faurecia, beneficiando della revisione al rialzo della raccomandazione da parte di de Natixis. A Francoforte vanno male le Henkel (-2,6%), risentendo della raccomandazione negativa di Commerzbank.</p>
<p><strong>CAMBIO EURO</strong><br />
Infine, sul mercato valutario l&#8217; euro consolida la propria posizione in un mercato scontento per l&#8217;esito con cui si è chiuso il G-7 che, in sostanza, condanna il dollaro all&#8217;incertezza sulla propria direzione. La divisa unica, favorita dall&#8217;indice finale Pmi dell&#8217;Eurozona migliore del previsto e da alcune considerazioni tecniche, al giro di boa ha quotato 1,4624 dollari (1,4607 venerdì) dopo essere oscillato tra un minimo di 1,4578 e un massimo di 1,4655.</p>
<p>Fonte: Il Sole 24 Ore</p>
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		<title>Su i prezzi della benzina alla vigilia dell&#8217; esodo per le vacanze</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 05:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuova raffica di aumenti nei prezzi dei carburanti in vista dell&#8217; esodo degli italiani, con la benzina che vola a 1,3 euro al litro, e il gasolio che sfiora 1,14 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/su-i-prezzi-della-benzina-alla-vigilia-dell-esodo-per-le-vacanze.jpg?9f281a" alt="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/su-i-prezzi-della-benzina-alla-vigilia-dell-esodo-per-le-vacanze.jpg" class="left"/><strong>Nuova raffica di aumenti nei prezzi dei carburanti in vista dell&#8217; esodo degli italiani, con la benzina che vola a 1,3 euro al litro, e il gasolio che sfiora 1,14 euro.</strong> &#8220;<em>Rincari di questa portata</em> &#8211; afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi &#8211; <em>si verificano puntualmente quando milioni di italiani si mettono in viaggio in macchina sulle autostrade, e peseranno in modo non indifferente sulle vacanze dei cittadini</em>&#8220;.</p>
<p><strong>AUMENTi DI 0,042 CENT/LITRO IN 10 GIORNI</strong><br />
&#8220;<em>In soli 10 giorni</em> &#8211; spiega il Codacons &#8211; <em>la benzina è aumentata di 0,042 euro/litro e il gasolio di 0,051 euro/litro</em>&#8220;; ciò significa che per un pieno di carburante si spendono oggi 2,1 euro in più (benzina) e 2,55 euro in più (diesel). &#8220;<em>La nuova ondata di aumenti dei prezzi dei carburanti costituisce l&#8217; ennesima riprova del meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento dei carburanti, rapidissimo in ascesa e lentissimo in discesa, da noi da sempre denunciato</em>&#8220;, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef.<br />
<span id="more-2111"></span><br />
<strong>AUMENTI SPROPORZIONATI</strong><br />
Nel giro di una settimana, osservano, &#8220;<em>a fronte di un lieve aumento del petrolio, di appena 2-3 dollari al barile, i prezzi dei carburanti hanno subito lanciato al rialzo, superando oggi, nei listini ufficiali, quota 1,30 Euro al litro per la benzina. Dai nostri calcoli e dalle quotazioni internazionali, invece, il prezzo corretto della benzina, si dovrebbe attestare a 1,24-1,25 Euro al litro. Registriamo quindi, attualmente, una speculazione di 6 centesimi al litro, pari ad una maggior spesa per gli automobilisti di 72 euro annui per costi diretti e 64 euro per costi indiretti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>L&#8217; ITALIA, LA PIU&#8217; CARA</strong><br />
<strong>Da parte sua l&#8217; Unione Petrolifera precisa che lo &#8216;stacco Italia&#8217; dalla media europea resta stabile intorno ai 3,5-3,7 centesimi di euro al litro.</strong> I prezzi della benzina in Italia, spiega l &#8216;Up, sono cresciuti di meno rispetto alle quotazioni internazionali: dall&#8217; inizio dell&#8217; anno ad oggi la benzina sui mercati internazionali si è apprezzata complessivamente di oltre 17 centesimi euro/litro (il gasolio di soli 6,5 centesimi) mentre in Italia il prezzo, al netto delle tasse, ha registrato una crescita di 15 cents al litro (5,5 centesimi euro/litro per il gasolio).</p>
<p><strong>LA SPECULAZIONE SUI PREZZI DEI CARBURANTI</strong><br />
Attualmente, rileva ancora Up, &#8220;<em>sembra proseguire senza sosta la corsa dei prezzi di greggio e prodotti petroliferi scambiati sulle piazze internazionali tornati al centro di tensioni di natura speculativa che non corrispondono alle reali condizioni di una domanda che stenta a riprendere</em>&#8220;. Ciò, rileva Up, &#8221;<em>è testimoniato dall&#8217;andamento dei futures sul Brent che nell&#8217;arco degli ultimi 10 giorni sono passati da 59-60 dollari/barile agli attuali 69-70 dollari/barile, pari ad un progresso del 17%. Tensioni che hanno riguardato anche il mercato europeo dei prodotti raffinati che nelle ultime due settimane sono tornati a crescere in misura sensibile</em>&#8221;.</p>
<p><strong>MENO TASSE</strong><br />
In particolare, aggiunge Up, &#8220;<em>ciò vale per la benzina che in questo lasso di tempo a livello internazionale si è apprezzata complessivamente di circa 4,5 centesimi euro/litro</em>&#8220;. Analogo discorso si può fare per il gasolio. I prezzi interni, al netto delle tasse, &#8221;<em>sono invece cresciuti meno delle corrispondenti quotazioni internazionali e tale comportamento è confermato dall&#8217; andamento del cosiddetto &#8216;stacco Italia&#8217; dalla media europea che continua a mantenersi stabile intorno ai 3,5-3,7 centesimi euro/litro</em>&#8221;. Numeri, questi, conclude Up, &#8221;<em>che continuano ad essere sistematicamente ignorati da alcune associazioni di consumatori che proseguono nella loro opera di disinformazione producendo dati basati sulle sensazioni e non su riferimenti oggettivi</em>&#8221;. </p>
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