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	<title>Mondofinanzablog.com &#187; investimenti finanziari</title>
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	<description>Il mondo della finanza a 360 gradi</description>
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		<title>Fiat sale al 30 per cento in Chrysler, obiettivo 51 per cento</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 07:49:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Fiat è salita dal 25 al 30% di Chrysler. Lo annuncia il Lingotto, in una nota nella quale precisa che è stato raggiunto il secondo degli step previsti dall&#8217;accordo [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2011/04/Fiat-sale-al-30-per-cento-in-Chrysler-obiettivo-51-per-cento.jpg?9f281a" alt="Fiat-sale-al-30-per-cento-in-Chrysler-obiettivo-51-per-cento" class="left"/>La Fiat è salita dal 25 al 30% di Chrysler. Lo annuncia il Lingotto, in una nota nella quale precisa che è stato raggiunto il secondo degli step previsti dall&#8217;accordo con la casa di Detroit.<br />
Il capitale della Chrysler è ora controllato al 59,2% dai sindacati Usa Uaw e Veba, il 30% dalla Fiat, l&#8217;8,6% dal Tesoro Usa, il 2,2% dal governo canadese. Il secondo &#8216;Performance Event&#8217; previsto dall&#8217;accordo con Fiat del 10 giugno 2009 &#8211; ricorda, in un comunicato, la Chrysler &#8211; consiste nel raggiungimento da parte del gruppo di Detroit di ricavi cumulativi superiori a 1,5 miliardi di dollari riferibili a vendite effettuate, successivamente all&#8217;intesa, al di fuori del Canada, Messico e Stati Uniti (Paesi Nafta).<br />
<span id="more-6825"></span><br />
<strong>Cosa prevedono gli accordi con Fiat</strong><br />
Questo secondo step prevede anche la sottoscrizione di tre accordi da parte della Fiat o di sue collegate: un&#8217;intesa che coinvolga almeno il 90% dei concessionari Fiat in Brasile nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler (inclusi quelli venduti con uno dei marchi di Fiat Group Automobiles); un accordo che coinvolga almeno il 90% dei concessionari Fiat nell&#8217;Unione Europea nella distribuzione di uno o più veicoli Chrysler (inclusi, anche in questo caso, quelli venduti con uno dei marchi di Fiat Group Automobiles) e che preveda, ai fini dei rilievi relativi alle emissioni di CO2, l&#8217;aggregazione delle flotte di veicoli Chrysler Group e Fiat nell&#8217;Unione Europea; un accordo che preveda la remunerazione di Chrysler Group per l&#8217;utilizzo da parte di Fiat o sue collegate delle sue tecnologie al di fuori dei Paesi Nafta. </p>
<p><strong>I risultati ottenuti fin qui</strong><br />
Il primo step, che ha portato a gennaio la partecipazione della Fiat dal 20 al 25%, è stato raggiunto con la produzione negli Stati Uniti (a Dundee in Michigan) del motore Fire. Il Lingotto potrà aumentare ancora la quota al 35% quando sarà raggiunto il terzo Performance Event che prevede la produzione negli Stati Uniti di una vettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone.</p>
<p><strong>Obiettivo: quota 51%</strong><br />
&#8220;<em>La quota della Fiat in Chrysler potrebbe salire anche oltre il 51%</em>&#8220;. Lo ha detto l&#8217;amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in un incontro con la stampa straniera a Balocco (Vercelli).</p>
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		<title>Le bluechip europee di cui è socia la Libia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 07:34:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Libia ha un ampio portafoglio di partecipazioni in aziende straniere, comprese diverse bluechip europee, attraverso la Libyan Investment Authority, che gestisce un patrimonio stimato in circa 70 miliardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Libia ha un ampio portafoglio di partecipazioni in aziende straniere, comprese diverse bluechip europee, attraverso la Libyan Investment Authority, che gestisce un patrimonio stimato in circa 70 miliardi di dollari.<br />
In un dossier confidenziale ottenuto tramite WikiLeaks, Mohamed Layas, capo della Lia, ha sostenuto che diverse banche statunitensi gestiscono ciascuna fino a 500 milioni di dollari del fondo.<br />
Qui sotto alcune delle partecipazioni estere detenute dal fondo libico:<br />
 * Libyan Investment Authority (Lia), l&#8217;entità che riunisce diversi fondi sovrani libici, possiede:<br />
 &#8212; 2,6% della banca italiana UniCredit<br />
 &#8212; 2,01% del gruppo aerospaziale e della difesa Finmeccanica<br />
 &#8212; 3% del gruppo editoriale britannico Pearson, che possiede il Financial Times<br />
 &#8212; 13% della holding finanziaria giordana Zara Investment Holding ZARA.AM<br />
 &#8212; 7,5% della società di calcio Juventus Football Club<br />
 <span id="more-6535"></span><br />
 * Lia ha comprato 147,9 millioni di lira di azioni, oltre 5%, della società turca di investimento immobiliare Emlak Konut GYO in occasione dell&#8217;Ipo a dicembre<br />
 * Lia ha acquistato una partecipazione di circa 1% nel gigante russo dell&#8217;alluminio Uc Rusal quando la società si è quotata ad Hong Kong, secondo quanto riferito da una fonte.<br />
 * Libia ha una partecipazione di meno del 2% nell&#8217;italiana Fiat attraverso il suo veicolo di investimento Libyan<br />
Arab Foreign Investment Company (Lafico).<br />
 * Il Libyan African Investment Portfolio (Lap), lanciato nel 2006, ha investito diverse centinaia di milioni di dollari nella società di asset management londinese FM Capital Partners<br />
 * Il Lap ha creato la LAP Green Network nel 2007 per investire nelle telecomunicazioni africane. Attraverso questa società il Lap possiede o controlla le compagnie telefoniche o le licenze in otto paesi africani.<br />
 * Libya Oil Holdings, un&#8217;altra società controllata dallo stato, ha il 24% della società di esplorazione per gas e<br />
petrolio denominata Circle Oil.<br />
 * Secondo il Daily Telegraph, Dalia Advisory Limited, creata nel 2009, opera come società di riferimento della Lia a Londra.<br />
* Il Guardian riporta che le partecipazioni della Lia in Gran Bretagna includono Portman House, un complesso immobiliare di a 146.550 piedi cubi in Oxford Street. Il fondo sovrano ha un palazzo al numero 14 di Cornhill, di fronte alla sede di Bank of England.</p>
<p>Fonti: Informazioni derivanti da Thomson Reuters, siti internet delle società, Ifswf (Sovereign Wealth Fund Institute &#8211; scritto da Natsuko Waki, tradotto da Francesca Landini. </p>
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		<title>Stephen Baldwin fa causa a Kevin Costner: la Costner Industries Nevada nei guai per l&#8217;affare BP</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 22:10:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stephen Baldwin ha fatto causa a Kevin Costner per averlo presumibilmente ingannato e portato a vendere le sue quote azionarie in un sistema pioneristico di separazione del petrolio di proprieta&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Stephen-Baldwin-fa-causa-a-Kevin-Costner-la-Costner-Industries-Nevada-nei-guai-per-laffare-BP.jpg?9f281a" alt="Stephen-Baldwin-fa-causa-a-Kevin-Costner-la-Costner-Industries-Nevada-nei-guai-per-laffare-BP" class="left"/>Stephen Baldwin ha fatto causa a Kevin Costner per averlo presumibilmente ingannato e portato a vendere le sue quote azionarie in un sistema pioneristico di separazione del petrolio di proprieta&#8217; della famiglia Costner.<br />
L&#8217;attore di Balla coi lupi e il fratello inventore sono state due figure molto importanti per arginare il danno del disastro petrolifero BP di inizio anno, proprio grazie alla loro compagnia, la <strong>Costner Industries Nevada Corporation</strong> e all&#8217;innovativo sistema di filtraggio che ha aiutato a ridurre al minimo i danni provocati dalla forte perdita di petrolio, che e&#8217; iniziata lo scorso mese di aprile nel Golfo del Messico.<br />
<span id="more-6160"></span><br />
<strong>L&#8217;affare dello sversamento BP</strong><br />
Costner si trova adesso a dover affrontare una causa legale contro Baldwin, che reclama la sua parte di profitto, perso proprio a causa della vendita del pacchetto azionario; secondo la dichiarazione dell&#8217;attore rilasciata a TMZ.com, la sua percentuale azionaria era del 10% ma la famiglia Costner ha agito come se lui non avesse alcun diritto in merito, anche per quanto riguarda la vendita del dispositivo a BP, per la quale non ci sarebbe stato alcun accordo preventivo. Il profitto della compagnia Costner si aggira intorno ai 52 milioni di dollari ma il risarcimento danni richiesto da Baldwin non e&#8217; stato specificato.</p>
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		<title>E-bond: i bond europei non risolvono le cause della crisi, parola di Draghi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 22:10:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;emissione di bond europei non risolverebbe le cause di fondo della crisi oltre a presentare problemi di natura giuridica. Lo dice il Governatore di Bankitalia Mario Draghi in un&#8217;intervista al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/12/E-bond-i-bond-europei-non-risolvono-le-cause-della-crisi-parola-di-Draghi.jpg?9f281a" alt="E-bond-i-bond-europei-non-risolvono-le-cause-della-crisi-parola-di-Draghi" class="left"/>L&#8217;emissione di <strong>bond europei</strong> non risolverebbe le cause di fondo della crisi oltre a presentare problemi di natura giuridica. Lo dice il Governatore di Bankitalia Mario Draghi in un&#8217;intervista al Financial Times. &#8220;<em>La mia esperienza personale mi dice che un paese è in grado di uscire efficacemente da una crisi senza alcun aiuto</em>&#8220;, spiega Draghi. &#8220;<em>E&#8217; difficile pensare che un meccanismo possa correggere squilibri strutturali di fondo, che devono essere affrontati a livello nazionale</em>&#8220;, aggiunge il banchiere centrale.<br />
Se i governi mostrano sufficiente determinazione nel risanare i conti pubblici i mercati finanziari ne tengono conto, secondo Draghi. &#8220;<em>Se la comunicazione è efficace, se l&#8217;azione politica è solida e se l&#8217;impegno è percepito come persistente, i mercato sicuramente lo accoglieranno positivamente</em>&#8220;, spiega.</p>
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		<title>Tremonti chiede all&#8217;Europa gli E-bond, le obbligazioni sovrane europee</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 08:26:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro dell&#8217;Economia italiana Giulio Tremonti e il primo ministro del Lussemburgo e presidente dell&#8217;Eurogruppo Jean-Claude Juncker hanno invocato l&#8217;emissione di &#8216;E-bond&#8216;, obbligazioni sovrane europee, per sancire &#8220;l&#8217;irreversibilità dell&#8217;euro&#8221;. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/12/Tremonti-chiede-allEuropa-gli-E-bond-le-obbligazioni-sovrane-europee.png?9f281a" alt="Tremonti-chiede-allEuropa-gli-E-bond-le-obbligazioni-sovrane-europee" class="left"/>Il ministro dell&#8217;Economia italiana Giulio Tremonti e il primo ministro del Lussemburgo e presidente dell&#8217;Eurogruppo Jean-Claude Juncker hanno invocato l&#8217;emissione di &#8216;<strong>E-bond</strong>&#8216;, obbligazioni sovrane europee, per sancire &#8220;l&#8217;irreversibilità dell&#8217;euro&#8221;. Lo hanno scritto i due in un commento pubblicato sul Financial Times auspicando la creazione di un&#8217;Agenzia del debito europeo in grado di emettere tali bond e che sarebbe possibile questo mese stesso, se sostenuta dal vertice europeo.<br />
&#8220;<em>Il consiglio europeo potrebbe quanto prima in questo mese avviare la creazione di tale agenzia, con il mandato di raggiungere gradualmente un ammontare di emissioni equivalente al 40% del Pil della Ue e di ciascuno Stato membro</em>&#8220;, scrivono.<br />
<span id="more-5972"></span><br />
<strong>Una risposta europea alla crisi</strong><br />
Con una risposta forte e sistemica alla crisi del debito della zona euro, l&#8217;Europa manderebbe un segnale chiaro ai mercati globali e ai cittadini europei circa il suo impegno politico nei confronti dell&#8217;unione economica e monetaria, hanno aggiunto Tremonti e Juncker. Il mercato di questo tipo di obbligazioni potrebbe diventare il più importante in Europa e raggiungere un livello di liquidità paragonabile a quella dei Treasuries americani, hanno sottolineato.</p>
<p><strong>I rischi degli E-bond</strong><br />
Il progetto potrebbe tuttavia incontrare le resistenze da parte di paesi come la Germania, secondo cui i governi dovrebbero esseri tenuti sotto pressione dai mercati obbligazionari, per evitare il ripetersi delle facili emissioni che hanno portato alla crisi del debito in Europa.<br />
In una video-intervista pubblicata sul sito web del Financial Times, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha detto che l&#8217;emissione di bond garantiti congiuntamente non rappresenta la soluzione perché richiederebbe &#8220;cambiamenti fondamentali&#8221; nei trattati europei.</p>
<p><strong>Una proposta non realizzabile</strong><br />
&#8220;<em>Penso che senza cambiamenti fondamentali nel quadro europeo, non sia possibile</em>&#8220;, ha detto Schaeuble.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Speculazioni sui Btp decennali: i mercati prendono di mira l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 08:38:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I mercati prendono di mira l&#8217;Italia: il premio di rendimento dei Btp decennali è volato oltre i 200 punti base stamani, a livelli mai visti negli oltre undici anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/11/Speculazioni-sui-Btp-decennali-i-mercati-prendono-di-mira-lItalia.jpg?9f281a" alt="Speculazioni-sui-Btp-decennali-i-mercati-prendono-di-mira-lItalia" class="left"/>I mercati prendono di mira l&#8217;Italia: il premio di rendimento dei Btp decennali è volato oltre i 200 punti base stamani, a livelli mai visti negli oltre undici anni di vita dell&#8217;euro. Un affondo della speculazione finanziaria sull&#8217;Italia &#8211; riferiscono alcuni operatori &#8211; scattato durante l&#8217;asta sul debito italiano con la diffusione di voci poi rivelatesi infondate e che non hanno impedito la chiusura dell&#8217;asta senza troppi problemi. E a fine giornata lo spread torna a scendere a 190 punti, rimanendo comunque su livelli elevati per gli standard italiani.<br />
<span id="more-5930"></span><br />
<strong>Un tentativo di speculazione sull&#8217;Italia</strong><br />
&#8220;<em>Chiuso un fronte, quello irlandese, si guarda a quello successivo: c&#8217;é stato un tentativo speculativo sull&#8217;Italia</em>&#8220;, ragiona Matteo Regesta, &#8216;strategist&#8217; di Bnp Paribas a Londra. &#8220;<em>Sul mercato non regolamentato ad un certo punto non comparivano più i &#8216;bid&#8217;</em>&#8220;, cioé le offerte per acquistare il debito italiano. </p>
<p><strong>Il tentativo di acquistare il debito italiano</strong><br />
La giornata, che un operatore racconta come caratterizzata da &#8220;tensione acuta&#8221;, in realtà era iniziata sotto i buon auspici del via libera al piano d&#8217;emergenza per l&#8217;Irlanda. Che però ha placato i mercati solo per qualche ora: è bastato pochissimo a riaccendere la volata dei rendimenti dei Paesi &#8216;periferici&#8217;. A farne le spese, da subito, è stato il debito italiano. Mentre sul Wall Street Journal un commentatore esterno ipotizzava che l&#8217;Italia, con un debito pubblico di gran lunga superiore a quello di Portogallo e Spagna. &#8220;p<em>otrebbe essere il prossimo Paese a finire nel mirino degli investitori a meno che non riesca a crescere ad un tasso superiore all&#8217;attuale 1%</em>&#8220;. L&#8217;occasione alla speculazione finanziaria l&#8217;ha fornita l&#8217;asta sui Btp e CCTeu di stamani. Prima che ne venissero comunicati i risultati &#8211; racconta un trader che chiede di rimanere anonimo &#8211; &#8220;<em>qualcuno ha messo in giro rumors secondo cui l&#8217;asta era andata male, con l&#8217;ammontare in offerta non interamente coperto</em>&#8220;. </p>
<p><strong>Il declassamento del debito italiano</strong><br />
Un episodio &#8211; racconta il trader, simile a quello di giovedì scorso, quando durante l&#8217;asta sui Bot &#8220;<em>erano circolate voci di un imminente declassamento del debito italiano</em>&#8220;, prontamente smentito da Moody&#8217;s. L&#8217;asta, al contrario, si è conclusa con una domanda discreta, 9,1 miliardi contro i sette offerti, anche se i tassi sono volati, guadagnando oltre mezzo punto percentuale rispetto a meno di due mesi fa. Ma le voci circolate, e i risultati in chiaroscuro del collocamento, hanno fatto comunque balzare a oltre 200 punti base il premio di rendimento dei Btp decennali rispetto al bund tedesco: per ritrovare livelli simili occorre risalire a prima dell&#8217;euro, agli anni &#8217;90. </p>
<p><strong>Italia come il Portogallo</strong><br />
&#8221;<em>La buona notizia</em> &#8211; scriveva stamani il Wsj &#8211; <em>è che l&#8217;Italia non è come Grecia o Irlanda. La cattiva notizia è che é come il Portogallo</em>&#8220;, ossia &#8220;<em>sta crescendo così lentamente che le entrate fiscali potrebbero non riuscire a coprire le sue obbligazioni&#8221;</em>. Per i mercati, i distinguo stamani non contavano, e la corsa degli &#8216;spread&#8217; ha fatto leva sull&#8217;asta italiana. Giovedì toccherà alla Spagna, che deve a collocare fra 1,75 e 2,75 miliardi e soffre per i molti interrogativi che riguardano la solidità delle sue banche. Ma l&#8217;Italia non è esente da nuovi attacchi: &#8220;<em>Il mercato ci riproverà sicuramente</em>&#8220;, dice un trader di una delle maggiori banche italiane. Più cauto Regesta, di Bnp Paribas: &#8220;<em>sono convinto che questa speculazione non avrà vita lunga. Il sistema bancario italiano non soffre le stesse debolezze</em>&#8220;.</p>
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		<title>Expo 2015: il Bie di Parigi ne autorizza la registrazione in calendario</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 22:10:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Via libera da Parigi per l&#8217;Expo 2015 di Milano. Il Bie (Ufficio internazionale Expo) ha infatti autorizzato la registrazione di Expo 2015 all&#8217;Assemblea generale del prossimo novembre. Lo ha detto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Expo-2015-il-Bie-di-Parigi-ne-autorizza-la-registrazione-in-calendario.jpg?9f281a" alt="Expo-2015-il-Bie-di-Parigi-ne-autorizza-la-registrazione-in-calendario" class="left"/>Via libera da Parigi per l&#8217;<strong>Expo 2015 di Milano</strong>. Il Bie (Ufficio internazionale Expo) ha infatti autorizzato la registrazione di Expo 2015 all&#8217;Assemblea generale del prossimo novembre. Lo ha detto all&#8217;ANSA Steen Christensen, presidente della Commissione Bie.<br />
&#8221;<em>Fortunatamente</em> &#8211; ha affermato Christensen &#8211; <em>ho ricevuto dal consiglio del Bie una raccomandazione positiva per la registrazione di <strong>Expo 2015</strong> all&#8217;Assemblea generale di novembre</em>&#8221;. &#8221;<em>I documenti inviati ieri da Milano</em> &#8211; ha aggiunto il presidente della Commissione Bie &#8211; <em>confermano che l&#8217;acquisizione dei siti è sicura</em>&#8221;. Christensen ha infine detto di &#8221;<em>aver cercato di essere il piu&#8217; collaborativo possibile</em>&#8221; su questo dossier.<br />
<span id="more-5669"></span><br />
<strong>Il commento della Moratti</strong><br />
&#8220;<em>Siamo tutti molto soddisfatti</em>&#8220;: lo ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, uscendo dalla sede del BIE (l&#8217;Ufficio internazionale Expo) a Parigi. Parole alle quali ha fatto eco il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: &#8220;<em>siamo soddisfatti</em> &#8211; ha detto &#8211; <em>stiamo tutti allineati dietro al sindaco Moratti</em>&#8220;. La delegazione, lasciando Parigi, non ha voluto rilasciare ulteriori commenti ripromettendosi di fornire più dettagli nel corso di una conferenza stampa a Milano.</p>
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		<title>Nuove regole sulle Opa: stop alle scalate con i derivati</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 22:10:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I derivati entrano nel calcolo delle Opa. Non sarà più possibile eludere l&#8217;obbligo di lanciare un&#8217;offerta pubblica su un titolo limitandosi a sottoscrivere una call o un equity swap ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/10/Nuove-regole-sulle-Opa-stop-alle-scalate-con-i-derivati.jpg?9f281a" alt="Nuove-regole-sulle-Opa-stop-alle-scalate-con-i-derivati" class="left"/>I derivati entrano nel calcolo delle Opa. Non sarà più possibile eludere l&#8217;obbligo di lanciare un&#8217;offerta pubblica su un titolo limitandosi a sottoscrivere una call o un equity swap ma senza detenere fisicamente quell&#8217;azione. D&#8217;ora in poi le posizioni in derivati dovranno essere conteggiate assieme alle partecipazioni dirette e, se la somma supererà la soglia d&#8217;Opa del 30%, scatterà l&#8217;obbligo di lanciare l&#8217;offerta. La novità è in arrivo con la bozza di regolamento della Consob in materia d&#8217;Opa che ieri la commissione di vigilanza ha reso noto e sulla quale ha avviato una fase di consultazione. Si tratta di un adempimento atteso da tempo, fin dal 2007 quando il Parlamento recepì le disposizioni europee in materia affidando alla Consob il compito di mettere a punto le norme attuative. Se la commissione ha atteso così a lungo è stato anche perché, nel frattempo, il Parlamento è più volte tornato sulla stessa materia, costringendo il regulator a ridefinire più volte i suoi propositi.<br />
<span id="more-5589"></span><br />
<strong>Le nuove regole sulle Opa</strong><br />
Il risultato è un provvedimento di ampia portata che, al di là degli obblighi di legge, fa tesoro dell&#8217;esperienza accumulata negli ultimi anni – dalle Opa mancate del 2005 a quelle «da delisting» degli ultimi anni – per incrementare gli standard di trasparenza, rafforzare la tutela degli azionisti di minoranza, assicurare la parità di trattamento degli investitori.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento sui derivati</strong><br />
L&#8217;intervento sui derivati era ineludibile per evitare una progressiva elusione delle norme sull&#8217;Opa, attraverso appunto la costituzione di «posizioni lunghe» senza il possesso fisico dei titoli. La commissione ha scelto un indirizzo piuttosto rigido prendendo in considerazione non soltanto le opzioni ma anche operazioni di equity swap. Ma in che modo occorrerà determinarne il prezzo per definire (assieme ad eventuali partecipazioni azionarie dirette) il corrispettivo dell&#8217;Opa? Si dovrà considerare «<em>la somma del prezzo di riferimento contrattualmente attribuito ai titoli sottostanti</em>» e di quanto pagato, o ricevuto, per l&#8217;acquisto della posizione lunga.</p>
<p><strong>Il diritto al ripensamento </strong><br />
È probabilmente la novità di maggiore rilievo regolamentare contenuta nella bozza della Consob. In particolare è stata disposta la riapertura dei termini (per cinque giorni) nelle offerte pubbliche condizionate al raggiungimento di una certa quota di capitale e, in certi casi, anche nelle altre offerte. In questo modo la commissione si propone di attenuare la «pressione a vendere» che ben conoscono i piccoli azionisti quando sono spinti a consegnare i loro titoli in caso di un&#8217;offerta poco generosa perché, in caso di successo dell&#8217;Opa, rischiano di ritrovarsi in mano titoli poco liquidi e, spesso, non più quotati in Borsa. Ora, appunto, potranno decidere di rimanere alla finestra salvo rientrare nella partita dopo aver conosciuto l&#8217;esito dell&#8217;offerta.</p>
<p><strong>La tutela dei piccoli investitori</strong><br />
L&#8217;obiettivo di difendere i piccoli investitori spiega anche la misura «di trasparenza» introdotta dalla Consob nel suo regolamento per imporre, in caso di Opa lanciata da chi già controlla la società (spesso è il viatico per il delisting), anche l&#8217;obbligo di una relazione di amministratori indipendenti nel documento con cui l&#8217;emittente si pronuncia sul beneficio dell&#8217;Opa per gli azionisti. Anche in tema di esenzioni dall&#8217;Opa (in caso di fusioni-scissioni o di crisi aziendali) sarà una maggioranza di «azionisti indipendenti» a decidere in assemblea il da farsi.</p>
<p><strong>Un meccanismo più efficiente </strong><br />
Allo scopo di rendere il meccanismo delle offerte pubbliche meno farraginoso la Consob ha poi deciso alcuni aggiustamenti regolamentari. Significativo, in particolare, è quello che consentirà di lanciare opa concorrenti anche in assenza di un corrispettivo maggiore (spesso la differenza tra due offerte non si misura soltanto con il prezzo). L&#8217;authority di vigilanza ha proposto una nuova regolamentazione per l&#8217;acquisto di azioni proprie, anch&#8217;esso un meccanismo potenzialmente elusivo quando un azionista forte è giunto in prossimità della soglia d&#8217;Opa.<br />
Anche per fugare alcune preoccupazioni espresse soprattutto da investitori istituzionali esteri, la commissione ha infine circoscritto la rilevanza (ai fini dell&#8217;Opa) delle azioni di concerto distinguendole dalle legittime iniziative che gli azionisti possono promuovere in occasione delle assemblee. Un «attivismo» che viene peraltro auspicato per un miglioramento della corporate governance interna.</p>
<p>Fonte: Il Sole 24 Ore</p>
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		<title>Trade management: come gestire gli investimenti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 22:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isayblog4</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torniamo ai consigli di borsa parlando di Trade Management con il broker Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it). Stabilito il metodo di trading si passa alla fase del trade mangement (ovvero alla gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/Trade-management-come-gestire-gli-investimenti.jpg?9f281a" alt="Trade-management-come-gestire-gli-investimenti" class="left"/>Torniamo ai consigli di borsa parlando di Trade Management con il broker Giuseppe Brindisi (<a href="http://www.wintrader.it">www.wintrader.it</a>). Stabilito il metodo di trading si passa alla fase del trade mangement (ovvero alla gestione dell&#8217;operazione della &#8220;giocata&#8221;), caratterizzata dall&#8217;aspetto più delicato: l&#8217;emozione ed il controllo di se stessi. Dopo l&#8217;entrata, le decisioni possibili da prendere sono varie: rinforzare la posizione, alleggerirla, uscire del tutto e, quindi, l&#8217;uscita. Si era detto che la fase studio termina con lo stabilire cosa comprare, quando e quanto comprare, quando e con quanto uscire, quando e con quanto rinforzare, quando e quanto liquidare&#8230;<br />
<span id="more-5219"></span><br />
<strong>IL DIVARIO TRA INTENZIONE E REALTA&#8217;</strong><br />
Raramente accade che la programmazione sia del tutto rispondente a quanto, poi, si verifica nella realtà. Il trade management si concreta nel controllare gli scostamenti tra i valori stabiliti e quelli che via via si realizzano.</p>
<p><strong>Il TREND</strong><br />
Se si è stailbito, ad esempio, un time frame intraday, occorre controllare le variazioni orarie, mentre, se il time frame è settimanale é bene monitorare gli scostamenti giornalieri, e così via. Fino a quando le oscillazioni avvengono entro l&#8217;ampiezza del canale in cui si opera, occorre mantenere la posizione.</p>
<p><strong>LO STOP LOSS</strong><br />
Assicura rischi accettabili e, soprattutto, evita abbandoni prematuri che spesso causano solo gravi perdite. I supporti, calcolati dentro il canale di oscillazione, costituiscono ottimi livelli per rafforzare la posizione (con 1/3, per volta, dell&#8217;ammontare destinato a quel titolo).</p>
<p>Un esempio:<br />
1. Valore da investire 10.000<br />
2. Titoli selezionati 5 (A, B,C,D, E), limitiamo l&#8217;esempio ad un titolo e ad un trade. Titolo A.<br />
3. Supporti di A calcolati dopo la chiusura del giorno prima dell&#8217;inizio trade 5 4 3, stop loss a 2.8, resitenze 6, 7 valore di chiusura 5,5.<br />
4. Apertura giorno dopo a 5,6 poco prima della chiusura raggiungie 5 e l&#8217;ordine d&#8217;acquiso viene eseguito automaticamente per un valore di 10.000/5=2000/3= 366. Le possibilità del giorno dopo sono:<br />
- aumento a 5, se il mercato è debole incasso, se è forte e superasse 5 di slancio attendo 7 e posso incrementare di 1/3 e vendere a 7 o a 6 se non superasse la resistenza e tornasse a 5;<br />
- calo a 4 in situazione di mercato o laterale o non decisamente debole causato da oscillazioni fisiologiche o da fattori emotivi transitori che, di norma, si esauriscono in brevissimo tempo ( dando luogo a swing sfruttabili con acquisti al picco negativo). Rinforzo di un terzo a 4 attendendo la fase positiva dell&#8217;oscillazione che arriva ed incasso allo stop profit;<br />
- calo fino a stop loss: vendo;<br />
- movimento laterale: attendo.<br />
E&#8217; da tener presente che si opera su cinque titoli scelti per la rispondeza al metodo in esame. </p>
<p>Per concludere: il peggior nemico è l&#8217;instabilità emotiva che spinge o ad acquistare sull&#8217;onda di rialzi improvvisi d effimeri o a vendere in preda al panic selling.</p>
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		<title>Money management: stop loss, breakeven stop, trailing stop, take profit e shock protection</title>
		<link>http://www.mondofinanzablog.com/2010/08/20/money-management-stop-loss-breakeven-stop-trailing-stop-take-profit-e-shock-protection/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 22:12:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Finanza e Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[quotazioni borsa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Money Management consiste nell’informare il proprio trading a criteri razionali, frutto di dettami dei grandi traders e della nostra esperienza per chiudere una posizione, long o short. Vediamo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/Money-management-stop-loss-breakeven-stop-trailing-stop-take-profit-e-shock-protection.jpg?9f281a" alt="Money-management-stop-loss-breakeven-stop-trailing-stop-take-profit-e-shock-protection" class="left"/>Il Money Management consiste nell’informare il proprio trading a criteri razionali, frutto di dettami dei grandi traders e della nostra esperienza per chiudere una posizione, long o short. Vediamo i suggerimenti del trader Giuseppe Brindisi (<a href="http://www.wintrader.it">www.wintrader.it</a>) sull&#8217;argomento.<br />
Durante lo studio dei mercati, il trader individua i meccanismi di ingresso sul mercato, basati su dati storici, informazioni, oscillatori, su figure grafiche, su indicatori o su altri elementi dell’analisi tecnica. E’ basilare che il metodo di trading  preveda  condizioni efficaci di uscita oltre a quelle di ingresso.<br />
Il Money Management è il complesso delle regole per chiudere una posizione.<br />
<span id="more-5216"></span><br />
<strong>GESTIRE I GUADAGNI E LE PERDITE</strong><br />
La corretta gestione dei  guadagni o delle perdite, in una trade, è essenziale per preservare il capitale limitarndo le perdite  e massimizzado i guadagni. I segnali del Money Management  sono: lo Stop Loss, il Breakeven Stop, il Trailing Stop, il Take Profit, lo Shock Protection.</p>
<p><strong>LO STOP LOSS</strong><br />
Lo Stop Loss limita la perdita massima associata a ciascun trade. L&#8217;entità di questa perdita può essere fissata in diversi modi:<br />
-  una percentuale fissa;<br />
-  una percentuale legata alla volatilità del titolo<br />
-  punti fissi<br />
Si impiega la percentuale fissa quando non si vuole ammettere in nessun caso una perdita superiore ad un dato ammontare (in % sul capitale investito), indipendentemente dal titolo negoziato e quando si è convinti che raggiunta una perdita pari al valore prefissato, il segnale di ingresso sia da ritenersi invalidato e pertanto non sussistano più le ragioni che hanno spinto ad aprire la posizione.<br />
Si impiega la percentuale legata alla volatilità del titolo (magari ancorando il valore dello stop all&#8217;Average True Range del titolo) quando si vuole considerare la caratteristica intrinseca dei diversi strumenti azionari che possono percorrere lo stesso cammino con ampiezza delle onde (e quindi volatilità) decisamente diversa.<br />
Si impiega un ammontare fisso quando si opera con strumenti future. Infatti questi strumenti portano a guadagnare o perdere non in ragione del movimento percentuale realizzato quanto piuttosto in funzione del numero di punti incamerati o lasciati sul mercato. Perdere 1.000 punti per un ingresso errato a 50.000 piuttosto che a 25.000 è la stessa cosa da un punto di vista monetario: in entrambi i casi sono stati bruciati 5.000 euro per contratto (i dati espressi si riferiscono al Fib 30). Nel primo caso con un movimento del 2% nel secondo con un movimento del 4% dello strumento trattato.</p>
<p><strong>IL BREAKEVEN STOP</strong><br />
Il Breakeven Stop è quel segnale che permette di chiudere una posizione in pareggio una volta raggiunto un determinato profitto. Il trigger da regolare è il guadagno che attiva il segnale. Il procedimento per la sua determinazione ricalca quanto visto per lo stop loss con i metodi a % fissa, % variabile e punti fissi. Attivare presto il segnale significa cautelarsi maggiormente da inversioni del mercato ma rischiare di chiudere in anticipo un trade profittevole. Al contrario attendere troppo per l&#8217;attivazione di questo segnale può portare una operazione favorevole che ha generato un bel guadagno virtuale a trasformarsi in una operazione che genera perdita reale!</p>
<p><strong>IL TRAILING STOP</strong><br />
L&#8217;evoluzione naturale dei due segnali precedenti è il Trailing Stop: qualora l&#8217;operazione si riveli profittevole e il guadagno continui ad incrementarsi è necessario cominciare ad assicurarne parte di esso, in modo che qualsiasi inversione del mercato (eccezion fatta per gap nell&#8217;overnight) non ci eroda l&#8217;intero guadagno virtuale accumulato.<br />
In questa tipologia di segnale è necessario stabilire due livelli (ancora una volta secondo le metodologie esposte): il livello a cui attivare il segnale e il livello a cui porre la chiusura della posizione. Per il primo livello dovremmo scegliere un valore di guadagno superiore rispetto al breakeven stop, mentre per il secondo livello è necessario decidere quanto del guadagno virtuale accumulato siamo disposti a cedere al mercato. Se siamo disposti a cedere poco del guadagno accumulato rischiamo di andare incontro ad una uscita anticipata alla prima correzione del mercato; di contro mantenere il trailing stop eccessivamente lontano dai massimi (o minimi) raggiunti porta a vedere vanificato gran parte del guadagno accumulato.<br />
Sarà una valutazione della strategia nel suo complesso e delle caratteristiche del trader ad indicare quali valori adottare per questi settaggi.</p>
<p><strong>IL TAKE PROFIT</strong><br />
Il quarto caposaldo del Money Management nei Trading System è il Take Profit. Questo segnale indica la chiusura della posizione raggiunto un determinato profitto, stabilito con le metodologie indicate. A differenza del Trailing Stop che non preclude la corsa dei prezzi, questo segnale pone un traguardo massimo al guadagno che può essere accumulato. Pertanto sarà un segnale particolarmente efficace per quelle operazioni che nascono in trading range ove lo spazio a disposizione per i movimenti di prezzo appare limitato. Meno efficace rispetto all&#8217;impiego del Trailing Stop sarà l&#8217;adozione del Take Profit nei grossi trend la cui entità è difficilmente quantificabile a priori.</p>
<p><strong>LO SHOCK PROTECTION</strong><br />
L&#8217;ultimo segnale che vediamo, lo Shock Protection, è legato ad avvenimenti esterni che possono provocare shock sul mercato. Lo scopo di questo segnale è di proteggere la posizione aperta qualora il mercato imbocchi improvvisamente ed inaspettatamente una direzione opposta a quella desiderata, con forte incremento della volatilità. Prima che possa intervenire qualsiasi altro segnale chiudiamo la posizione grazie all&#8217;intervento di questo meccanismo che prevede una escursione massima avversa tra due barre pari ad un valore prefissato.</p>
<p><strong>AVVERTENZA  </strong><br />
Questo scritto è redatto al solo scopo didattico- informativo e non costituisce un servizio di consulenza finanziaria né sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate lo fa a proprio rischio e pericolo.</p>
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