Crisi economica: disoccupazione, costo del lavoro e debito pubblico. L’Italia fa la tripletta negativa
La crisi sta finendo? Non sembra proprio. A comunicarlo è l’ Eurostat: nel primo trimestre del 2009 nell’ Ue sono stati persi 1.916.000 posti di lavoro, di cui 1.220.000 nella zona euro. In termini percentuali, l’ occupazione ha subito un calo dello 0,8% sia nell’ area euro che nell’ Ue-27, il doppio rispetto all’ ultimo trimestre del 2008. Calo dello 0,8% anche in Italia, mentre, tra i principali Paesi europei, si registra un -6,4% in Spagna, un -0,7% in Francia e un +0,1% in Germania.
I SALARI ITALIANI
Le retribuzioni di fatto sono cresciute nel primo trimestre 2009 dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,6% sul primo trimestre 2008. I dati sono dell’ Istat, che spiega anche che si tratta del dato più basso dal 2000, anno di inizio della ricostruzione delle nuove serie storiche.
L’ Istat ricorda che l’ indicatore sulle retribuzioni di fatto si riferisce a unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula) al netto della Cassa integrazione. Nel primo trimestre il tasso di inflazione Nic era stato pari all’ 1,5%. L’Istat sottolinea che nel primo trimestre 2009 gli oneri sociali per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno sono cresciuti dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2008, ma sono diminuiti dell’ 0,1% rispetto al trimestre precedente.
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Sempre da Repubblica.it arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. Nel 2009, infatti, l’ occupazione dovrebbe subire un calo dell’ 1 per cento. E’ quanto si legge nell’ aggiornamento del Programma di stabilità italiano presentato dal ministero del Tesoro. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all’ 8,2%. Mentre il costo del lavoro risulterebbe in sensibile decelerazione rispetto al 2008 “per effetto della moderazione salariale“.



















