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  • 09
  • set
  • 2010

FMI: la ripresa dell’Italia è troppo lenta

Di isayblog4, in Economia e Lavoro.

Primi della classe in Europa? Sembra proprio di no: il Fondo Monetario Internazionale si aspetta che la ripresa in Italia ”sia ancora piu’ lenta” che in Francia e Germania, ”perche’ un persistente problema di competitivita’ limita lo spazio per la crescita dell’export e il programmato consolidamento fiscale indebolisce la domanda privata”. E’ quanto si legge nella bozza del World Economic Outlook che, l’ANSA e’ in grado di anticipare.

IL PIL A PASSO DI LUMACA
L’Italia quest’anno crescera’ dello 0,9%, mentre nel 2011 il Pil avanzera’ all’1%. E’ quanto prevede il Fondo Monetario Internazionale che ha mantenuto inalterate rispetto alle ultime rilevazioni di luglio le proprie stime sulla crescita 2010 rivedendo invece al ribasso di 0,1 punti percentuali quelle per il 2011. Il governo prevede invece un Pil in aumento dell’1% quest’anno e dell’1,5% nel 2011 (dati Ruef).

ANCORA DISOCCUPAZIONE
La ripresa mondiale ”resta fragile” e i rischi al ribasso per l’economia ”restano elevati”. E’ l’analisi del Fondo Monetario Internazionale che, soprattutto per le economie avanzate, punta il dito su un ”elevato livello di disoccupazione che pone grandi delle sfide sociali”. Nella Bozza del World Economic Outlook anticipato dall’ANSA, il Fmi stima che ”piu’ di 200 milioni di persone nel mondo sono disoccupate, con un aumento di oltre 20 milioni dal 2007”.

IL CONSOLIDAMENTO DEI BILANCI PUBBLICI
Il consolidamento fiscale deve iniziare nel 2011”: e’ la raccomandazione del Fondo Monetario Internazionale contenuta nella bozza del World Economic Outlook anticipata dall’ANSA. Secondo il Fmi ”le politiche di bilancio dei governi si stanno muovendo dagli stimoli a breve termine ad un consolidamento di medio periodo. Tuttavia – affermano gli economisti di Washington – le politiche fiscali devono urgentemente mettere a punto misure per ridurre i deficit nel medio periodo”.

IL DEBITO PUBBLICO
Il Fondo Monetario e’ infatti convinto che cio’ sia necessario ”non solo per contrastare e alla fine invertire il consistente rialzo dei livelli di debito pubblico, ma anche per cerare maggior spazio di manovra nel breve periodo”. Non e’ da dimenticare tuttavia, secondo il Fmi, che ”gli aggiustamenti di bilancio devono essere supportati da riforme strutturali”. ”E’ di massima importanza – si legge – il fermo impegno verso strategie ambiziose e credibili per ridurre i deficit nel medio termine, preferibilmente con riforme delle tasse e della spesa che diventino effettive nel futuro e sostengano investimenti e lavoro nel medio periodo”.

LE RIFORME DELLE TASSE
Si tratta di un obiettivo ”piu’ urgente ora di sei mesi fa, dal momento che potrebbe esser necessario un ulteriore accomodamento fiscale a breve termine se l’attivita’ economica globale rallentasse molto piu’ del previsto”. Il Fmi avverte infine che ”in assenza di piani di medio periodo credibili, tuttavia, tale supporto potrebbe causare nuove turbolenze sui mercati del debito sovrano che a loro volta potrebbero minare l’efficacia di qualunque misura di sostegno”.

IL SETTORE FINANZIARIO
In molte economie avanzate ”il settore finanziario resta il tallone d’Achille delle prospettive di ripresa della domanda privata”. E’ l’avvertimento lanciato dal Fondo Monetario Internazionale che nella bozza del World Economic Outlook sottolinea che ”l’accelerazione della ristrutturazione e della riforma finanziaria dovrebbero essere delle priorita’”. Il Fondo osserva inoltre che le ”politiche per il settore finanziario sono critiche per sostenere una ripresa sana”. E ricorda che ”il progresso insufficiente della ricostituzione e della riforma” del settore finanziario ”sta pesando sul credito e rallentando la normalizzazione delle politiche monetarie e fiscali e provocando effetti negativi per le economie emergenti”.

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