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  • 03
  • ago
  • 2010

La ristrutturazione dei debiti e il ruolo delle tecnologie di prestito

Di isayblog4, in Banche e Mutui.

La-ristrutturazione-dei-debiti-e-il-ruolo-delle-tecnologie-di-prestitoVi presentiamo qui la sintesi di un’analisi a cura di Giacinto Micucci e Paola Rossi (di Banca d’Italia).
La letteratura economica ha evidenziato come i vantaggi informativi delle banche, in par- ticolare nei confronti delle imprese di piccole e medie dimensioni, possano facilitare la ristruttu- razione del debito di imprese che, seppure in dif- ficoltà, hanno prospettive economiche favorevoli. Le banche sono in grado di ridurre le asimme- trie informative e di agevolare il coordinamento tra i finanziatori; possono decidere se liquidare o riorganizzare l’azienda, fornendole i fondi supplementari necessari per garantirne la prosecuzione dell’attività.
Gli studi pregressi generalmente ipotizzano che tutte le banche si comportino allo stesso modo nei confronti delle imprese in difficoltà. Tuttavia, le varietà dei modelli di organizzazione interna delle banche e delle tecnologie utilizzate nel gestire i rapporti con la clientela potrebbero riflettersi in comportamenti eterogenei nell’assumere la decisione di rinegoziare il debito delle imprese.

LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO BANCARIO
In questo lavoro si analizza il processo di ristrutturazione del debito bancario in un campione di circa 9.000 imprese di piccole e medie dimensioni entrate in crisi (financial distress) tra il 2002 e il 2004. In particolare, si considerano in difficoltà finanziarie le imprese i cui oneri finan- ziari eccedono il cash flow. Per queste imprese è possibile descrivere le relazioni con il sistema bancario e, per le singole banche coinvolte, sono disponibili informazioni sull’organizzazione in- terna e sull’utilizzo di metodologie di rating.
I risultati delle analisi mostrano che l’organizzazione interna e le tecnologie utilizzate per stabilire il merito di credito incidono sulla decisione se ristrutturare o meno il credito eroga- to alle imprese in difficoltà. A distanza di tre an- ni dall’inizio delle difficoltà finanziarie, poco più di un terzo delle imprese riesce a ristrutturare la propria esposizione debitoria, sia attraverso un allungamento delle scadenze sia attraverso l’erogazione di nuovi fondi. Nei casi in cui l’impresa intrattenga più relazioni bancarie, solo alcune delle banche coinvolte partecipano alla ristrutturazione.

IL CREDITO ALLE IMPRESE IN FINANCIAL DISTRESS
La probabilità di ristrutturare il credito alle imprese in financial distress è maggiore quando le banche affidanti: i) sono geograficamente vicine all’impresa; ii) si basano maggiormente sulle informazioni qualitative (soft information), che su precisi indicatori quantitativi (ad esempio, credit scoring); iii) sono caratterizzate da una struttura organizzativa decentralizzata, in cui le deleghe decisionali ai responsabili di filiali sono maggiori. La dimensione della banca affi- dante ricopre invece un ruolo solo secondario.
Questi effetti possono però essere bilanciati da alcuni interventi organizzativi e tecnologici: l’adozione di metodologie di credit scoring, infatti, aumenta la probabilità di ristrutturazione se tali tecniche vengono utilizzate anche nel pro- cesso di monitoraggio e se si accompagnano a una struttura maggiormente decentralizzata.

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