Chiusura in calo per Piazza Affari sulla scia degli Stati Uniti
Piazza Affari chiude in lieve calo una seduta con gli indici in balia dei dati Usa: prima in netto ribasso sulla crescita del Pil al di sotto delle attese, poi in deciso recupero fino ad annullare le perdite a seguito dell’indice Pmi di Chicago di luglio, sorprendentemente sopra le stime, che ha spinto gli investitori nuovamente sulla borsa. “E’ stata una seduta volatile a seguito dei dati Usa: il Michigan ha fatto dimenticare la delusione per il dato sul Pil, comunque alla fine si è preferito vendere anche in vista dell’esodo estivo“, commenta una trader.
INDICI DI BORSA
L’indice FTSE Mib .FTMIB cede lo 0,36%, l’AllShare .FTITLMS lo 0,41% e il Mid Cap lo 0,74%. Volumi pari a circa 2,2 miliardi di euro nel finale.
QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI
Tra i titoli in evidenza, BULGARI, la peggiore del listino con un calo del 4,22%, attribuiti dai trader a risultati non negativi, ma poco entusiasmanti. Kepler, considera “sotto le nostre attese” l’ebit del trimestre e aggiunge che “il mercato potrebbe essere deluso dalla mancanza di belle sorprese“.
Giù anche AUTOGRILL in ribasso dell’1,5% penalizzato dal dato sull’utile netto del trimestre peggiore delle attese. Attribuiti invece alle prese di beneficio i cali di TELECOM ITALIA, che perde il 2,93%, PIRELLI, a -2,01%, e GEOX a -0,23%. ANSALDO STS rimbalza dello 0,65% dopo aver perso quasi il 20% sui risultati nel giro di poche sedute. In forte calo i cementieri, settore colpito dall’annuncio del leader mondiale dei cementieri, la francese Lafarge LAFP.MI, di una riduzione delle stime sulla domanda di quest’anno e di un calo dei profitti nel primo semestre 2010. Perde il 3% ITALCEMENTI dopo i risultati che non sono piaciuti al mercato, contiene a -0,7% il passivo BUZZI.
Allunga il passo EXOR, con un balzo dell’1,66%, LUXOTTICA in salita dell’1,42%. Balza dell’1% ENEL, all’indomani di una trimestrale ben accolta dai mercati e da Kepler, che ne migliora le stime di Ebitda 2010 alla luce delle parole dell’AD Fulvio Conti, che la vede “più vicina a 17 che a 16 miliardi di euro“. Tra le mid e small cap, sempre brillante ma in ripiego dai massimi PRAMAC, a +1,78% dopo l’approvazione del piano per i prossimi quattro anni. Strappa anche ZIGNAGO VETRO (+4,8%). Cedono oltre il 3% PIQUADRO e ANTICHI PELLETTIERI. Male BASIC NET (-7,46%) sopo i risultati del semestre che mostrano una contrazione degli utili.
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