Produzione industriale, mai così male dal 1991
Produzione industriale a picco nell’anno appena trascorso. Secondo le rilevazioni Istat, l’indice grezzo, nella media del 2009, ha segnato un calo del 17,4% rispetto all’anno precedente. Lo stesso indice, corretto per gli effetti di calendario, ha presentato una diminuzione del 17,5% (i giorni lavorativi sono stati 254 contro i 253 del 2008). Si tratta del record negativo dal ’91, da quando cioè esistono le serie storiche.
L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a dicembre una diminuzione tendenziale del 5,6% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di dicembre 2008). Mentre l’indice grezzo ha segnato un calo del 2,3%.
LE STATISTICHE SULLA PRODUZIONE
Nel dettaglio, l’indice corretto per gli effetti di calendario ha segnato, nel confronto con dicembre 2008, diminuzioni in tutti i raggruppamenti principali di industrie: -10% per i beni strumentali, -8,3% per i beni intermedi, -3,8% per cento per l’energia e -0,3% per i beni di consumo (-9,7% i beni durevoli, +1,6% i beni non durevoli). Anche nel confronto tra la media del 2009 e quella dell’anno precedente, le variazioni sono risultate tutte negative: -24,9% per i beni intermedi, -21,2% per i beni strumentali, -8,9 per cento per l’energia e -6,9% per i beni di consumo (-17,8% per i beni durevoli, -4,3% per i beni non durevoli).
”L’Istat ci consegna in modo formale ciò che abbiamo verificato quotidianamente, nel momento in cui c’è stata una gelata della domanda di beni e servizi nel mondo – osserva il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi -. Ora confidiamo che la ripresa, pur in termini di discontinuità e selettività, progressivamente consenta di recuperare, come già stiamo facendo per fortuna, purtroppo in modi non omogenei”. ”Cambia il mondo – ha aggiunto Sacconi – e cambiano i modi di organizzarsi di molte imprese”.
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