Confindustria contro il pizzo: denuncia o espulsione
“E’ una riposta forte a criminalità e al lavoro nero. Non possiamo che apprezzare la volontà di fare una battaglia forte da questo punto di vista“. E’ il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia al termine della Giunta degli industriali a commentare l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un piano straordinario per combattere la criminalità organizzata.
Viale dell’Astronomia, d’altra parte, si schiera in prima linea in questa battaglia. Ieri infatti, il ‘parlamentino’ degli industriali ha approvato una delibera ad hoc per tutte le territoriali del Sud che va in questa direzione. “Una delibera molto importante in cui tutte le territoriali del mezzogiorno hanno deciso di introdurre sia l’obbligo di denuncia da parte degli imprenditori che vengono vessati dalla mafia che l’obbligo di sospensione o di esplusione da Confindustria“, spiega ancora Marcegaglia. “Questa delibera rafforza il nostro impegno in prima linea contro la criminalità“.
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Partono oggi i controlli mirati in 20mila aziende per stanare il lavoro nero. Quattro le Regioni sotto osservazione: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dove una task force di 550 ispettori setaccerà le imprese agricole ed edili. Spesa extra 1,9 milioni di euro. E’ in sintesi il contenuto del piano straordinario del titolare del Lavoro Maurizio Sacconi che oggi ha ricevuto il via libera del consiglio dei ministri. Nel dettaglio, si tratta di 10 mila aziende agricole di cui 2.000 in Calabria, 2500 in Campania, 3000 in Puglia, 2.500 in Sicilia. E di altrettante imprese edili di cui 1.346 in Calabria, 3.814 in Campania, 2.564 in Puglia e 2.276 in Sicilia.
A un’ora dall’apertura di Wall Street dagli Usa arrivano dati macro peggiori delle attese. Gli ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti sono cresciuti in dicembre dello 0,3%, ben al di sotto delle attese degli analisti che erano per un incremento del 2%. Il governo ha rivisto il dato di novembre da -0,7% a -0,4%. Per tutto il 2009, gli ordini di beni durevoli sono calati del 20,2%, il peggior dato di sempre. Male anche le richieste di sussidio di disoccupazione che negli Stati Uniti sono diminuite di 8.000 unità la settimana scorsa, a quota 470.000 unità. Il dato è peggiore delle stime degli analisti, che prevedevano un calo a 450.000 unità dalle 482.000 (dato rivisto oggi al ribasso a 478.000) della settimana precedente. Dopo un avvio positivo le Borse riducono quindi i guadagni sulla scia dei dati macro americani. A un’ora dall’avvio di Wall Street il FTSE Mib di Piazza Affari sale 0,31% mentre il FTSE IT All Share segna +0,35%. In leggero rialzo anche il Cac40 di Parigi, il Dax30 di Francoforte e il Ftse100 di Londra.
Giornata pesante per Fiat in Piazza Affari: il titolo ha perso il 4,86% a 9 euro. Forti gli scambi: nella seduta, negativa per il settore auto in Europa (indice Dj stoxx settoriale -2,5%) e con un calo della della Borsa di Milano di poco inferiore ai due punti percentuali, sono passate di mano 60 milioni di azioni del Lingotto, pari al 5,5% del capitale, tre volte la media quotidiana dell’ultimo mese.
Il governo è stato battuto in aula a Montecitorio su un emendamento del Pd al ddl Lavoro collegato alla Finanziaria sul quale l’esecutivo aveva espresso parere contrario. L’emendamento del Pd è stato approvato con 222 voti favorevoli e 214 contrari.
Le società quotate in Borsa saranno tenute a pubblicare in un’apposita relazione i compensi dei componenti dell’organo di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche. A stabilirlo è un emendamento del governo al ddl Comunitaria 2009 presentato al Senato.
Due settimane di stop produttivo in tutti gli stabilimenti auto del gruppo Fiat a causa della drastica diminuzione degli ordini a gennaio. L’azienda ha annunciato ieri ai sindacati che dal 22 febbraio al 7 marzo si fermeranno gli stabilimenti di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, Pomigliano, Cassino e Sevel Val di Sangro.
Andamento negativo per i listini europei: Parigi cede lo 0,17% e Londra lo 0,31 per cento. Solo Francoforte resiste in territorio positivo. A Piazza Affari il Fste all share cede lo 0,7% mentre il Ftse Mib perde lo 0,88 per cento. Wall Street, dal canto suo, è in leggero ribasso: il Dow Jones cede lo 0,03%, il Nasdaq lo 0,37%e l’S&P500 lo 0,26 per cento.
Il Fondo Monetario Internazionale conferma nel World Economic Outlook le stime trapelate la scorsa settimana: il pil italiano è previsto in crescita dell’1% quest’anno e dell’1,3% l’anno prossimo. A livello globale, è attesa una crescita del 3,9% nel 2010 e del 4,3% nel 2011, con una revisione al rialzo dello 0,75% delle stime pubblicate dal Fondo ad ottobre.
I segnali di ripresa sono ancora fragili, mentre migliorano le condizioni di accesso al credito. E’ quanto emerso nel corso della riunione di oggi, in Banca d’Italia, fra il Direttorio, guidato dal Governatore Mario Draghi, e i rappresentanti dei sei maggiori gruppi bancari italiani. Nel corso dell’incontro sono stati esaminati gli sviluppi della congiuntura economica internazionale e italiana e i possibili effetti sull’attività delle banche. La discussione è proseguita con una disamina dei principali rischi fronteggiati dal sistema bancario italiano, nonché delle prospettive della situazione patrimoniale.



















