Infrastrutture: con l’ intesa di Salini e Todini un gruppo da 1,2 miliardi di euro
Dalle nozze tra Todini e Salini nasce il terzo colosso italiano nel settore delle infrastrutture: l’ accordo tra le due società è stato firmato oggi e sancisce l’ acquisizione da parte della Salini Costruttori del 60% del capitale della Todini Finanziaria. L’ intesa dà vita a un gruppo da oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato, con un portafoglio commesse di circa 8 miliardi e 17 mila dipendenti sparsi in una quarantina di Paesi. E’ stata così rispettata la tabella di marcia per l’ avvicinamento tra le due aziende che porta alla creazione del maggiore gruppo del comparto dopo Impregilo e Astaldi.
Il matrimonio, infatti, era già stato annunciato meno di un mese fa, a fine novembre, da Luisa Todini, numero uno della holding, che aveva rivelato come l’operazione si sarebbe conclusa “entro l’ anno”. Per ora entrambe le società manterranno personalità distinta, continuando ad avvalersi degli attuali soci e manager.
GLI ADVISOR
L’operazione è stata supervisionata da Banca Imi e Bnp Paribas, i due advisor, che hanno assicurato un supporto decisivo all’ iniziativa e alla proiezione strategica del gruppo, uno dei principali in Europa, sui mercati internazionali. “Con la Todini sommeremo le nostre capacità e i nostri saperi – ha detto Pietro Salini, amministratore delegato del gruppo – e saremo ancora più competitivi sul mercato internazionale delle grandi opere, dove assume particolare importanza la dimensione e la forza finanziaria per far fronte alla crescita del valore dei progetti”.
Per Luisa Todini l’accordo avrà ripercussioni positive anche all’interno dei confini nazionali: l’intesa, ha spiegato, “testimonia la volontà, da parte di due storiche famiglie italiane del mondo imprenditoriale delle costruzioni, con una grande vocazione internazionale, di continuare a investire in Italia superando la frammentazione del settore”.
L’operazione garantirà al gruppo una crescita costante nei prossimi anni: secondo le stime di Salini-Todini nel 2009 il valore complessivo della produzione supererà 1,2 miliardi di euro, nel 2010 arriverà a 1,4 miliardi e continuerà ad aumentare fino a raggiungere nel 2012 1,7 miliardi. Già oggi le due aziende operano, oltre che in Italia, in 40 Paesi e quattro continenti (in particolare in Africa, Est Europa, Medio Oriente – Asia Centrale e America Latina) nei quali realizzano circa il 60% del fatturato e del portafoglio commesse.
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