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  • 31
  • lug
  • 2009

Affitti Italia: ci sono più case ma i prezzi non scendono

Di isayblog4, in Economia e Lavoro, Tasse e Imposte.

http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2009/07/affitti-italia-ci-sono-piu-case-ma-i-prezzi-non-scendono.jpgL’ offerta di abitazioni in affitto è sempre più ampia, ma il livello dei canoni rimane ancora troppo alto per la capacità di reddito di molte famiglie. Nei grandi centri urbani il canone medio arriva persino a superare i 1.000 euro, con punte di 2.000 euro a Venezia e Milano.

IL SUNIA CONTRO IL PIANO CASA
E’ quanto emerge da un’ indagine condotta dal Sunia, il sindacato degli inquilini, che critica il Piano casa e chiede al Governo di ridurre il livello degli affitti. L’ offerta di affitto è aumentata a seguito degli investimenti sul mattone degli ultimi anni, evidenzia il Sunia, precisando che, in particolare, crescono le offerte per alloggi di taglio minore (monolocali e bilocali rappresentano il 60% delle offerte contro il 56% della precedente rilevazione, i trilocali il 35% contro il 32%) situati in zone periferiche (il 54% contro il precedente 47%).

IL CANONE RESTA ELEVATO
Contemporaneamente, però, non si riduce il livello dei canoni: per una casa di circa 80 mq. nei grandi centri urbani il canone medio nel primo semestre 2009 è risultato pari a 1.030 euro mensili. Nel 2008 il canone medio per lo stesso tipo di abitazione nei centri urbani è stato pari a 740 euro al mese in base ai contratti registrati, ma di 1.100 euro secondo le offerte di mercato. Tra il 1999 e il 2008 i canoni rilevati sono aumentati in media del 150% con punte più alte nei grandi centri urbani. Roma, Milano e Venezia figurano tra le città dove gli affitti sono più cari, mentre Bari, Palermo e Catania registrano i canoni più bassi: se per un monolocale il canone oscilla da un minimo di 360 euro al mese a Bari ad un massimo di 1.100 euro a Roma, per un trilocale si va dai 750 euro di Catania e Palermo ai 2.000 euro di Milano.

AFFITTO INCOMPATIBILE CON IL REDDITO DEGLI ITALIANI
Il livello medio dei canoni dei contratti sottoscritti negli ultimi anni, tuttavia, secondo il Sunia, è incompatibile per famiglie con redditi annui netti inferiori a 20.000 euro (il 77,1% delle famiglie in affitto), mentre le attuali offerte del mercato privato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 35.000 euro annui (solo il 3,3% delle famiglie in affitto ha un reddito di oltre 30 mila euro).

Di fronte a questa realtà “annunciare criticabili piani casa assume il sapore di una beffa per l’ esiguità dei finanziamenti“, afferma il segretario generale del Sunia, Franco Chiriaco, che sottolinea la necessità che “il Governo apra al più presto un tavolo di confronto per mettere mano alla riforma del regime delle locazioni“.

TROPPE TASSE
Dal canto suo la Confedilizia osserva che “proprietari e inquilini hanno oggi un avversario unico, che è il famelico fisco, soprattutto locale”: se in dieci anni i tributi locali sono aumentati di quasi il 120% e i proprietari si sono limitati a richiedere aumenti del 150% circa – osserva – “i canoni reali si saranno attestati su una misura tale da coprire sì e no l’ aumento delle tasse“.

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