Affissioni abusive: multe condonate con la Milleproroghe, ma la pulizia ai comuni chi la paga?
Ripulire i muri dai manifesti non autorizzati costa 100 milioni di euro ai Comuni. Che ora non hanno più la possibilità di incassare le multe, con i conseguenti problemi di bilancio.
LE SPESE PER RIPULIRE IN PERIODO ELETTORALE
Per ogni elezione amministrativa, politica, referendaria o europea i Comuni spendono qualcosa come 100 milioni di euro per rimuovere una mole impressionante di manifesti affissi abusivamente. Il solo Comune di Roma nelle tornate elettorali del 2006 e del 2008 ha speso ogni volta circa 10 milioni di euro pr ripulire la città. I Radicali, capitanati dall’ ex consigliere comunale Mario Staderini e della deputata Rita Bernardini, hanno consegnato alla procura della Repubblica capitolina un dossier sui misfatti dei partiti e di quei Comuni che usano ben poco zelo per contrastare questo fenomeno.
IL CASO DI ROMA
I Comuni da tempo avevano preso l’ abitudine di multare per svariati milioni di euro quelle forze politiche che violavano le leggi di riferimento, mettendo anche a bilancio i presunti introiti derivanti da queste multe. Ad esempio, a Roma nel 2008 sono state fatte 5.472 multe, che al costo di 400 euro l’ una, determinano un totale di 2 milioni e 188 mila euro.
Nella Capitale sono stati affissi manifesti abusivi persino a pochi metri dal palazzo del Quirinale e della Corte costituzionale oltre che su muri di caserme di polizia e dei carabinieri.
IL CONDONO DELLE MULTE
Ora però è emerso un problema che rischia di creare rilevanti buchi di bilancio alla voce “multe in pagamento e in riscossione” ai maggiori Comuni italiani: il parlamento, con la Milleproroghe dello scorso marzo, cioè la legge 14 del 2009, ha approvato un condono tombale per i partiti e i candidati che imbrattano con manifesti abusivi le città durante la campagna elettorale.
Il tutto grazie ad un emendamento, rigorosamente bipartisan, che è stato presentato dal senatore Pdl Domenico Benedetti Valentini, già funzionario della Regione Piemonte.
LA MILLEPROROGHE
Il condono prevede che i partiti non saranno più tenuti a pagare le sanzioni per i manifesti elettorali abusivamente affissi lungo la pubblica via, come i normali cittadini, ma dovranno oblare solo la sanzione di mille euro per ogni provincia tappezzata e per ogni anno dal 2005 sino ad oggi. In pratica, ogni partito sanerà la propria posizione con 4.000 euro a provincia. Un vero e proprio regalo, denunciano i pannelliani.
RISCHIO DI DISAVANZI NEI COMUNI
Le nuove disposizioni – che creeranno enormi disagi economici ai Comuni, che avevano già messo nell’ attivo dei rispettivi bilanci svariati milioni di euro relativi alla futura riscossione di queste multe – sono passate in commissione affari costituzionali alla chetichella nella notte tra il 4 e il 5 febbraio scorso.
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