Istat rivede al rialzo le stime sul Pil Italia

Buone notizie per l’Italia. Arrivano dall’Istat e riguardano il Pil. Durante i primi tre mesi dell’anno il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,4% (+0,3% la stima precedentemente diffusa dall’Istituto).

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Ancora giù le vendite al dettaglio

Durante il mese di ottobre 2014, le vendite al dettaglio ad ottobre sono rimaste “al palo” in confronto al mese di settembre. Nel contempo calano dello 0,8% su base annua, facendo così registrare il sesto decremento consecutivo nel confronto tendenziale.

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Stipendi italiani in lieve crescita – ottobre 2012

Secondo quanto affermano le ultime rilevazioni compiute dall’Istat, nel corso del mese di ottobre 2012 le retribuzioni degli italiani sarebbero cresciute di 0,2 punti percentuali su base mensile, e di 1,5 punti perce4ntuali su base annua. Un incremento molto lieve, che rischia di acuire le difficoltà delle famiglie italiane a causa del nuovo deterioramento del potere d’acquisto. Cerchiamo allora di comprendere in maniera più dettagliata quali stipendi siano cresciuti maggiormente, e quali ancora potrebbero crescere più dinamicamente nel prossimo futuro.

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Nel 2011 aumento dei prodotti italiani Dop, Igp e Stg

Qualche vanto produttivo l’Italia lo possiede ancora. Si tratta dei prodotti agroalimentari di qualità, con i riconoscimenti in tal senso che sono aumentati in maniera incoraggiante: come ha messo in luce l’Istat (Istituto Nazionale di Statistica), i prodotti Dop (Denominazione di Origine Protetta) sono aumentati, ma non mancano nemmeno le novità relative all’Igp (Indicazione Geografica Protetta). Insomma, lo scorso anno il nostro paese si è confermato al primo posto in tale ambito, con ben 239 prodotti Dop, Igp e anche Stg (Specialità Tradizionale Garantita), venti in più rispetto a quelli che erano stati riscontrati nello stesso periodo di un anno prima.

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L’Istat calcola la rivalutazione di maggio del Tfr

L’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) ha calcolato il nuovo coefficiente di rivalutazione relativo al trattamento di fine rapporto, meglio noto con la sigla Tfr: quest’ultimo ammontava a maggio a 1,778846. In aggiunta, non bisogna dimenticare a quanto ammonta l’indice dei prezzi al consumo, il tasso di inflazione per intenderci, ormai giunto a quota 105,6 se si escludono dal conteggio i prezzi dei tabacchi lavorati, una delle componenti che di solito viene invece considerata. Perché sono utili tutte queste informazioni? La risposta è presto detta. In effetti, coefficiente di rivalutazione e inflazione permettono di calcolare in maniera precisa e accurata il dato del Tfr, il quale è stato introdotto per la prima volta nel 1982, da un’apposita legge, la numero 297 (“Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica”).

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