Mps, offerta Intesa Sanpaolo o Banco Bpm?

Mps divisa tra l’offerta di Intesa Sanpaolo e quella di Banco Bpm? Cerchiamo di capire cosa sta succedendo in questa ennesima partita di risiko bancario.

Mps tra due fuochi interessanti

Senza dubbio Mps si trova oggi al centro di una delle partite più importanti del sistema bancario italiano. Nel giro di pochi giorni, infatti, la banca senese si è ritrovata a dover valutare due diverse proposte provenienti da alcuni dei principali istituti di credito del Paese. Da una parte abbiamo l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo, dall’altra la proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm.

Si tratta dell’ennesima tappa dell’attuale “risiko bancario“, il processo di consolidamento che sta interessando il settore del credito italiano e che potrebbe ridisegnare gli equilibri tra i principali gruppi finanziari del Paese. Dopo anni difficili, culminati con il salvataggio pubblico del 2017 e il successivo ritorno sul mercato, Mps è tornata a essere un protagonista strategico grazie al suo rilancio e alle recenti operazioni societarie.

La prima mossa è arrivata da Banco Bpm, che ha proposto l’avvio di colloqui per una possibile fusione. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di creare un grande gruppo bancario nazionale capace di competere con i principali operatori europei. Secondo Banco Bpm, l’operazione permetterebbe di dar vita a importanti sinergie industriali e di dare vita alla seconda banca italiana per dimensioni.

Pochi giorni dopo è però arrivata la mossa di Intesa Sanpaolo. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio da circa 30,6 miliardi di euro sull’intero capitale di Mps. L’operazione prevede una combinazione di azioni e denaro contante e punta a creare uno dei maggiori gruppi bancari europei per valore di mercato e numero di clienti.

Valutazioni ancora in atto

Davanti a queste iniziative, la posizione ufficiale di Mps è stata prudente. Il consiglio di amministrazione ha comunicato di aver preso atto sia della proposta di Banco Bpm sia dell’offerta di Intesa Sanpaolo. E di aver avviato le necessarie valutazioni con il supporto di consulenti finanziari e legali indipendenti. Al momento non è stata espressa alcuna preferenza e la banca sta analizzando attentamente le possibili implicazioni delle diverse opzioni.

Un elemento importante è che Mps ha ribadito come le attività legate all’integrazione con Mediobanca stiano proseguendo secondo i programmi già annunciati. Questo significa che la banca non ha sospeso i propri progetti industriali in attesa dell’esito delle offerte ricevute.

Anche il governo segue con attenzione gli sviluppi della vicenda. Pur mantenendo una posizione ufficialmente neutrale, il Ministero dell’Economia possiede ancora una quota del capitale di Mps e potrebbe avere un ruolo rilevante nelle prossime fasi dell’operazione.

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