Tassa sugli abbracci negli aeroporti inglesi, cosa è

Cosa è la tassa sugli abbracci e perché sta creando malumore? Vediamo insieme cosa è di preciso e perché continua a non essere accettata.

Cosa è la tassa sugli abbracci

Negli aeroporti del Regno Unito è ormai entrata nel linguaggio comune l’espressione “tassa sugli abbracci”. Ed è un modo ironico per indicare un costo che molti viaggiatori e accompagnatori si trovano a pagare al momento dei saluti. Non si tratta, ovviamente, di una vera tassa sui gesti d’affetto, ma di una tariffa applicata per l’accesso in auto alle aree di drop-off, cioè quelle zone davanti ai terminal dove si lasciano i passeggeri in partenza.

Negli ultimi anni numerosi aeroporti inglesi hanno introdotto o aumentato questo costo. Chi accompagna un familiare o un amico e si ferma anche solo pochi minuti davanti all’ingresso dell’aeroporto deve pagare una somma che può variare indicativamente tra le 7 e le 13 sterline, a seconda dello scalo e del tempo di permanenza.

Convertendo l’importo, si parla di circa 8–15 euro, una cifra che molti considerano elevata per una sosta così breve, spesso limitata al tempo di un abbraccio e di un saluto veloce.

Gli aeroporti giustificano questa scelta spiegando che l’obiettivo principale è ridurre il traffico privato nelle aree più congestionate. Le zone davanti ai terminal sono spesso intasate di automobili, con conseguenze negative sulla viabilità, sulla sicurezza e sull’inquinamento.

Applicare una tariffa serve quindi, secondo i gestori, a scoraggiare l’uso dell’auto e a incentivare mezzi pubblici, taxi o parcheggi più lontani. A questo si aggiunge anche la necessità di aumentare le entrate, in un settore che ha affrontato forti difficoltà economiche negli ultimi anni.

Sostenibilità o esagerazione?

In aeroporti come Heathrow, Gatwick o London City Airport, il sistema è ormai ben rodato. L’accesso all’area di drop-off viene registrato automaticamente tramite telecamere e il pagamento avviene online o tramite app. Anche fermarsi per pochi minuti comporta l’addebito della tariffa prevista, che può crescere se la sosta si prolunga oltre il tempo consentito.

Questa politica, però, ha acceso un ampio dibattito. Molti passeggeri la considerano una misura poco sensibile, soprattutto verso famiglie con bambini, anziani o persone con difficoltà motorie, per le quali accompagnare qualcuno fino all’ingresso del terminal è quasi una necessità. Altri sottolineano come, in diversi Paesi europei, esistano ancora brevi soste gratuite proprio per consentire i saluti senza costi aggiuntivi.

Dal punto di vista pratico, la tassa sugli abbracci spinge chi viaggia e chi accompagna a organizzarsi diversamente, scegliendo aree di sosta più lontane o pianificando i saluti in anticipo. Al di là delle polemiche, questa misura rappresenta un esempio concreto di come il modo di vivere gli aeroporti stia cambiando, trasformando anche un momento semplice e umano come un abbraccio di addio in una questione di costi e regolamenti.

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